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Tasmania, diavoli in paradiso

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Diavolo si chiama il piccolo, aggressivo predatore tasmaniano a rischio di estinzione. Diavoli i galeotti qui confinati nell’800. Ma la costa della Tasmania è un paradiso intatto di baie e spiagge. Il suo interno montuoso ospita una fauna e una flora uniche al mondo protette dall’UNESCO.

Immaginate un triangolo di terra fertile battuta dai venti, 250 km a sud di Melbourne. La Tasmania, il più piccolo stato australiano, fu strappata nell’800 agli aborigeni, con anni di guerre, per essere trasformata in una colonia penale. Paradossalmente proprio questa sorte le ha consentito di mantenere il territorio in uno stato pristino, forse il più intatto in Australia dal punto di vista ambientale. Un quinto della sua superficie è protetta dall’UNESCO.

Hobart, la capitale fondata nel 1804, sorge sull’estuario del Derwent River. Il centro della città ruota intorno a Elizabeth St, con i suoi eleganti negozi, e a Salamanca Place, con la sua bella fila di antichi magazzini in stile georgiano, a due passi del mare. I Kelly Steps portano al promontorio di Battery Point. Le case dove un tempo vivevano i pescatori sono state restaurate o ricostruite in stile: cottage a due piani di colore chiaro o blu acceso, sprofondati in cuscini di rose e margherite e intervallati da piccoli pub e ristorantini affacciati sul mare. È una città ricca di storia, testimoniata dai 90 edifici catalogati dal National Trust, per la maggior parte allineati lungo Macquarie e Davey St., dietro il Franklin Wharf, il viale che corre tra moli, bacini e ottimi ristoranti di pesce.

Gli spazi tra gli edifici sono occupati da prati e parchi di un incredibile verde irlandese, che dà il colore predominante a tutta la città, come si può ammirare dall’alto del Mt. Wellington che la domina. Dalle ampie vetrate del rifugio sulla vetta, costruito per ripararsi dal violento vento antartico, si gode un panorama straordinario su Hobart e sul Derwent River. Se le nuvole sono basse, come spesso accade, l’alternativa è il Mt. Nelson, più basso ma con un altrettanto splendido panorama.

L’altra città importante è Launceston, di appena un anno più giovane, al contrario situata a nord, il cui reticolo regolare si trova a pochi passi dalla principale attrazione della zona: le cateratte che il South Esk River forma prima di gettarsi nel Tamar River. Il fiume corre in una gola tra due pareti ripide coperte di vegetazione formando due bacini dove la gente si reca per il picnic.

Nel sud dell’isola si incontrano solo piccoli centri, che si distinguono per interesse storico, agricolo, commerciale o naturalistico. Richmond, a 25 km da Hobart con i suoi oltre 50 edifici ottocenteschi lungo la Bridge St., che oggi ospitano ristoranti, pub, B&B, negozi di artigianato, è la più importante cittadina storica della Tasmania. Il ponte in pietra sul Coal river (1923) è il più antico di Australia. Altro edificio storico è il carcere di Bathurst St, del 1825, la prigione meglio conservata del continente, oggi museo. Il più famoso si trova invece a Port Arthur. Perfettamente restaurato è una delle principali attrazioni turistiche australiane. Se del penitenziario vero e proprio, incenerito da un incendio, è rimasta in piedi solo la facciata, la casa del comandante e qualche altra piccola abitazione sono quasi integre.

Lungo il placido Huon River e la Apple Valley si incontra Huonville, dove venne scoperto l’immenso pino di Huo, un albero capace di vivere anche 2.000 anni. Poiché, il suo legno leggero e impermeabile era insuperabile nella costruzioni di navi, è stato largamente utilizzato e ne sono rimasti pochi esemplari. Al loro posto sono stati piantati frutteti: Franklin è il più importante tra gli antichi porti fluviali per l’esportazione di mele. Geeveston è invece un centro per il commercio del legname, che ha visto strenue battaglie degli ambientalisti, arrampicati sugli eucalipti più alti per difendere la foresta di Farmhouse Creek, mentre Dover è i specializzato nella lavorazione del pesce (salmone).  Cygnet, il cui nome completo era Port du Cygne Noir, dovuto al gran numero di cigni neri che affollavano la baia, è circondato da bellissime spiagge, come Verona Sands, alla fine del promontorio a sud di Hobart, bordate da una lussureggiante vegetazione.

Vero capriccio della natura la frastagliatissima Tasman Peninsula , che si raggiunge attraversando due strettissimi istmi. Anche la scogliera riserva grandi sorprese come il Tasman Arch, immenso arco naturale, o la Devil’s Kitchen, una roccia liscia e perfettamente verticale. Completano il quadro il soffione di Blow Hole e il Tassellated Pavement, una roccia piatta tanto regolare da sembrare una strada pavimentata di porfido.

A nord invece da non perdere Stanley, ai piedi di un massiccio roccioso tondeggiante e appiattito, che risale a oltre 12 milioni di anni fa, chiamato The Nut. La cittadina ha una lunga storia, testimoniata dai numerosi edifici del primo ‘800. Ma una delle principali attrazioni sono i piccoli pinguini, che da settembre a febbraio di notte lasciano il mare e raggiungono le tane tra gli arbusti.

Il centro dell’isola è solo straordinaria natura che respira l’aria e beve l’acqua più pura che il pianeta abbia da offrire, nella quale ancora nuota il sorprendente ornitorinco. L’Hartz Mountains National Park, protetto dall’UNESCO, racchiude un paesaggio di laghi, gole, aspre montagne, steppe e foreste. Un luogo di rara, selvaggia bellezza. Gli alberi hanno splendide cortecce chiare, venate di scuro, tronchi imponenti e poche foglie. I punti di maggior interesse sono il Warratah lookout, per lo straordinario panorama, e il Lago Osborne, che si raggiunge su passerelle di legno per non pestare la vegetazione.

Eccezionale il Cradle Mountain Lake St. Clair National Park, anch’esso nella lista UNESCO, che protegge una delle ultime zone di foresta temperata primordiale al mondo. Racchiude alti picchi innevati come il Mt. Ossa, il più alto di Tasmania, laghi alpini come il St. Claire, il più profondo del Paese, e una vegetazione di foreste, alternate a vallate di cespugli bassi e coriacei. In 3 ore di ripida arrampicata si sale al Marion’s Lookout, un punto panoramico sopra i due laghi Dove e Crater. Chi decide di fermarsi si delizierà nella Cradle Mountain Lodge, un lussuoso hotel profumato di legno, sistemato nella natura selvaggia che offre panorami mozzafiato e cene memorabili.

Testo e foto di Federico Klausner © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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