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Soldatini, che passione!

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Da non crederci, ma già ai tempi della XII dinastia dell’Alto Egitto (1990-1780 a.C.) nel corredo funebre del condottiero Emsah c’erano dei figurini o soldatini a testimonianza celebrativa delle sue gesta militari. Da quella lontanissima epoca, il soldatino è pressoché assente dalla storia del costume mondiale; per lungo tempo era un semplice oggetto di svago per i giochi infantili dei bambini che sarebbero divenuti potenti (re, principi, signori ecc.). L’anno 1775 segna l’inizio vero e proprio della ‘storia’ del soldatino. Accade in Germania per merito di Johann Hilpert che a Norimberga realizza una serie di una quarantina di soldati prussiani in lega di piombo. Sono figurine piatte, dal rilievo appena accennato, ma ricche di movimento e dipinte con colori vivaci; da allora l’interesse popolare per i soldatini è un continuo crescendo, in Germania e nell’intera Europa. È tutto un fiorire di imponenti eserciti di piombo, stagno, carta e cartapesta, prodotti da artigiani-artisti di nazionalità differenti. La prima Guerra Mondiale rallenta la produzione di soldatini, ma già attorno agli anni Trenta del secolo scorso nascono i soldatini come oggetto di collezionismo; sempre più ben fatti, meglio dipinti, veri piccoli capolavori di un artigianato manuale altamente sofisticato. Ho davanti agli occhi due soldatini, alti poco più di 5 cm., creati (scolpiti e dipinti) da Piersergio Allevi, uno dei più noti ‘costruttori’ di figurini militari, ma non solo quelli. Infatti uno rappresenta Leonardo da Vinci (basco nero in testa, fluente barba bianca, veste rossa, palandrana marrone); l’altro è Napoleone Bonaparte (col tipico copricapo, pantaloni alla zuava bianchi, cappotto blu e fascia-cintura con i colori della Francia). L’architetto Allevi, oplologo (dal greco hóplon, arma) esperto del settore armi e armature antiche, dal 1980 è anche e soprattutto scultore di soldatini. Con il suo aiuto, scopriamo le varie tipologie di soldatini, esistiti ed esistenti.

Il primo da ricordare è il Soldatino Toy, che è il più vicino al vecchio soldatino-giocattolo; viene venduto già montato e colorato e non è molto preciso nei particolari. Bisognerebbe possederne molti (costi permettendo) per riprodurre le atmosfere delle intere formazioni militari di un tempo.  Al soldatino Toy segue il Soldatino da Wargame, in genere di piccole dimensioni (circa 2,5 cm). Viene venduto grezzo per essere dipinto dall’acquirente. Con il Wargame si ricostruiscono antiche battaglie con le posizioni già fissate in partenza, oppure si ‘rigiocano’ le stesse battaglie seguendo regole e manuali dell’epoca. C’è poi il Model Soldier che possiede la caratteristica di essere venduto anche a ‘pezzi’ (braccia, gambe, armi ecc.). Chi lo compra deve montarlo e dipingerlo come si usa per il modellismo classico di auto, carri armati, aeroplanini. Il divertimento consiste nel realizzare un soldatino il più possibile preciso o addirittura, iperrealistico. Tutto sta nella manualità dell’appassionato che vuole cimentarsi e divertirsi. Non fanno invece storia i Soldatini venduti in abbinamento ai fascicoli nelle edicole. Sono collezioni realizzate a basso costo, di scarsa qualità. Un settore che si stacca da tutti gli altri è quello dei Pezzi Unici, destinato ai collezionisti. In questo caso si tratta di scolpire un soldatino, a volte aiutandosi con piccole parti già in commercio, che deve risultare, ad opera compiuta, assolutamente unico e non riproducibile.

Piersergio Allevi è uno specialista dei pezzi unici. Si tratta di soldatini di altissima qualità sia scultorea che pittorica, frutto di minuziose, accurate e persino maniacali ricerche storiche sull’uniforme da riprodurre. È il caso del mio Leonardo e del mio Napoleone. Libri, disegni, stampe, forniscono indicazioni utili per tradurre l’oggetto in forma tridimensionale; il colore, i particolari più minuti, completano poi l’opera. L’artista monzese sa perfettamente che i bambini, i ragazzi, i giovani dei nostri tempi prediligono i cartoon, i videogiochi, le play-station. Ma la passione per i soldatini è in ripresa. In Italia e all’estero esistono molte ditte produttrici e numerosi sono gli italiani e gli stranieri che producono ‘pezzi unici’ come lui. Senza contare le possibilità di incontro e di scambio d’esperienze e informazioni nelle numerose ‘fiere’ mondiali. Si tratta solo di seguire con pazienza l’evolversi dei gusti della gente. Siamo in tempo di pace, almeno in Europa (attentati a parte) ma il gradimento per questi innocui ‘combattenti’ di metallo è sempre vivo. Sarà un problema se in futuro vi saranno solo guerre ‘alla coreana’. Difficile riprodurre in scala ridotta i missili e, soprattutto, le testate nucleari. Molto meglio un soldatino di 5 cm. Ussaro, un Oplita greco, un Capo Vichingo, o un Centurione romano.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com