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Seychelles, la crociera perfetta

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di  Marco Santini

Una settimana in crociera tra le isole più belle del mondo scoprendo spiagge e baie che non avete mai nemmeno sognato

L’arrivo a Mahé è il più classico wellcome targato Seychelles: 30 gradi e un clima che disegna il cielo a 360°. Sono nuvole di tempesta e raggi sole che dipingono le spiagge, le foreste e le montagne di Mahé, la maggiore di questo arcipelago perso nell’Oceano Indiano a una latitudine compresa fra il 4° il 10° parallelo sud, giusto sotto l’Equatore. Sono circa 1500 chilometri che separano Bird Island a nord da Aldabra a sud. Da un lato le Outer Island, rimangono remote e difficilmente accessibili. le Inner Island sono il cuore di questo arcipelago e rappresentano una delle destinazioni più ambite dai moderni paradise seekers che rimangono regolarmente stregati. Siamo qui per una crociera a bordo della Galatea, splendida goletta da poco operativa in queste acque. Prima di imbarcarci e mettere mano all’attrezzatura subacquea però, niente di meglio che rifugiarsi qualche giorno nella quiete esclusiva del Constance Ephelia, uno dei resort più belli dell’isola.

Tartarughe

La foresta ricopre la costa e nasconde completamente le ville del resort. Due baie, due spiagge, una penisola, ristoranti, ville, cottage, sparsi in una proprietà di oltre 120 ettari. Ci si perde nella natura prima ancora che nella spa il cui setting toglie il fiato. Bisogna proprio pensare a queste seducenti attrattive per lasciarsi convincere a lasciare il paradiso privato della villa. Piscina, deck panoramico, interno di un lusso raffinato e privacy assoluta. La sensazione è quella di essere naufraghi di lusso. Non tanto sfarzo e ori, quanto privacy. Stare lontano da tutto, irraggiungibili anche per lo smartphone di turno. Via dalle folle si diceva una volta: via da tutti è il must di oggi. Giusto per ricordarci che siamo venuti fino alle Seychelles perché c’è un mare strepitoso, l’Ephelia si affaccia sulle acque protette del Port Launay National Marine Park, una specie di paradiso acquatico dove non è raro nuotare con le tartarughe. Per i golosi ci sono 5 ristoranti, il top è Cyann, dove location e cucina gareggiano per stupire, chef e ricette da tutto il mondo per accontentare qualsiasi gusto. Merita una lettura attenta la carta dei vini: è sbalorditiva; così chiedo di visitare la cantina principale. Ci sono 4 sommellier, tutti bravissimi, che si muovono con sicurezza negli angusti spazi lasciati da una collezione che vanta migliaia e migliaia di referenze provenienti da ogni parte del mondo.

Finalmente è il momento d’imbarcarci e la goletta che abbiamo scelto, Galatea, ci regala subito le prime sorprese con la bellezza dei suoi interni, lo spazio inaspettato che troviamo nelle cabine e la cura per ogni dettaglio a bordo. Il sorriso e la gentile solerzia di tutto l’equipaggio trasportano subito gli ospiti in un’atmosfera ideale per godere delle meraviglie che andremo a visitare nei prossimi sette giorni. Trenta metri di scafo e due alberi, per sette cabine e un massimo di dodici ospiti. Esauriti i numeri e controllato l’equipaggiamento da sub, la Galatea salpa l’ancora alla volta del versante occidentale dell’isola di Mahè dove effettueremo le prime immersioni in luoghi di grande fascino come l’Aquarium, The Lighthouse e Shark Point. Come sempre quando si va per mare, la rotta e le tappe sono dettate dalle condizioni meteo ma, grazie alla vasta scelta di siti per immersioni che si trovano da queste parti, è difficile rimanere delusi. Esperienza indimenticabile quella di navigare fra gli angoli più belli e segreti delle Seychelles a bordo della Galatea: è il modo più libero ed esclusivo di andare alla scoperta di questo incredibile arcipelago. Scoprirete spiagge che non avete nemmeno sognato, getterete l’ancora in baie silenziose. Le Seychelles viste dalla barca rivelano tutto il loro splendore: le prospettive, il paesaggio, il colore del mare, tutto cambia, tutto si fa più affascinante. Anche la semplicità della vita di bordo contribuisce a cancellare quel filtro che rimane nei confronti della natura quando ci si ferma in un resort. Nuotare con le tartarughe di mare, pescare un tonno e mangiarlo per cena, lasciarsi cullare dai ritmi della navigazione.

Il mare cristallino

La traversata dall’isola di Mahé fino punta nord-occidentale Praslin dura circa 3 ore. Zona spettacolare grazie al profilo movimentanto della costa: una successione di anse e promontori. Fra tutte spicca la bellezza selvaggia di Anse Georgette. Imprescindibile gettare l’ancora e tuffarsi nelle acque di cristallo per raggiungere la spiaggia a nuoto. E’ una delle strisce di sabbia più belle d’arcipelago. Proseguendo la navigazione sotto costa, una successione di piccole cale conduce allo splendore di Anse Lazio, altra spiaggia dove sarà difficile non fermarsi. La tappa successiva è l’isola di Curieuse per ancorarsi in rada nella baia di Laraie e scendere a terra col tender per visitare il centro naturalistico che ospita decine di grandi tartarughe di terra. Alcuni di questi esemplari sono colossali e non esitano ad avvicinarsi ai visitatori. Una bella escursione a piedi consente di scoprire l’inconsueta morfologia di quest’isola con le sue strane rocce nere scolpite dall’erosione. Di fronte a Curieuse, lungo la costa orientale di Praslin, all’altezza di Anse Possession, sono numerosi i buoni ancoraggi per passare la notte e magari scendere a terra per visitare il Vallée de Mai National Park, una valle coperta di foresta dove fra le cascate crescono le palme che danno il curioso “coco de mer” noto per le sue forme particolari. Il Curieuse Marine National Park si estende fino agli isolotti di St Pierre, tappa ideale per gli amanti dello snorkeling o delle immersioni. Indimenticabile tuffarsi fra le testuggini di mare alle Sister Islands, così come fare una passeggiata su una spiaggia deserta di Felicitè o in una delle cale meridionali di La Digue, in particolare la splendida Grand Anse. Quest’ultima isola è molto nota per le spiagge e le rocce di Anse Source d’Argent. Il posto merita senz’altro una gita, ma dopo aver visto le spiagge deserte o quasi che si possono raggiungere in barca, Sourge d’Argent perde buona parte del suo fascino. In ogni caso, per raggiungerla bisogna ormeggiare nel porto di La Passe e noleggiare le biciclette. Lungo il percorso di possono anche vedere i resti della casa di Emmanuelle (sì, quella del film). Dalla costa occidentale di La Digue sono un paio di ore di navigazione fino agli isolotti compresi nel S.te Anne Marine National Park a poca distanza dall’isola di Mahé. Qui l’acqua è talmente cristallina che decidiamo di saltare l’immersione e dedicarci ad una escursione con i kayak che troviamo a bordo. A questo punto abbiamo fatto una dozzina di immersioni da sogno e abbiamo stabilito che lo chef di bordo è un mago: di sbarcare e tornare a casa non ne vogliamo nemmeno sapere. Rimangono un sacco di posti da visitare e la possibilità, in certe stagioni, di incontrare balene e squali balena.

Foto Marco Santini | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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