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Rotterdam l’Olanda che lascia a bocca aperta

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L'hotel nhow

Il soprannome di Manhattan sulla Mosa le sta già stretto. Città inarrestabile e in continuo movimento, Rotterdam cambia ancora volto. La capitale degli affari, del design e della movida, oggi punta sul cibo: dagli orti sui tetti ai ristoranti stellati l’offerta gastronomica è ricercata. E al top, degna del suo mirabile skyline.

Che città Rotterdam! Dove, se non qui, in questa città che va così veloce, si è capaci di dimenticare dopo solo pochi anni dall’inaugurazione -avvenuta nel 2014- un vero e proprio landmark cittadino come il mercato coperto Markthal, che con la sua volta interamente ricoperta da un gigantesco affresco è anche una delle opere più grandi del mondo? Ebbene a Rotterdam lo si è fatto. Una manciata di anni non sarebbe nulla in molte città europee, ma a Rotterdam, che consuma presto i suoi simboli, i suoi grattacieli e le sue storie moderne, significa tanto, e la città ha già cambiato volto. Se non quello dei grattacieli, forse anche quello, che saltano sempre all’occhio, tutto l’altro che c’è dietro sì. Oggi a Rotterdam si insegue meno l’architettura, specie quella contemporanea, da sempre chiave di lettura della città, e più i nuovi trend. Quali? Cibo e arte. Il fenomeno cibo ha sedotto anche l’affaristica Rotterdam, non solo dall’alto dei top restaurant, quelli con le stelle, che nelle ultime edizioni delle guide Michelin hanno illuminato la città sulla Mosa. Ma anche con iniziative giovanili, progetti di recupero e idee per vivere gli spazi verdi. Come Parqiet, dal nome di un uccello, uno chalet bianco in legno che durante la bella stagione fa sembrare, con le sue sdraio aperte sul prato del parco in cui è, Rotterdam a New York e Het Park, cioè Il Parco, a Central Park.

Sdraio del ristorante Parqiet

Sdraio del ristorante Parqiet

E come Fenix Food Factory, ex magazzino portuale trasformato in fabbrica dei mille sapori con divani vintage e tavolini multidesign e situata in uno dei punti chiave di Rotterdam, cioè la penisoletta Katendrecht di fronte a Kop van Zuid, altra penisola ma dei grattacieli, cui è collegata da una passerella pedonale. Katendrecht è un po’ il limite di Rotterdam, perché oltre, addentrandosi nella zona sud della città, Rotterdam diventa un po’ terra di nessuno, insicura e pericolosa. Forse tra pochi anni il nuovo sarà andato avanti, magari fino a Maashaven, e anche Rotterdam Sud sarà diventata cool.

Museum Boijmans Van Beuningen

Museum Boijmans Van Beuningen

Nel frattempo, mentre Fenix Food Factory e Katendrecht rappresentano la testa di ponte verso sud, il viadotto ferroviario Hofplein, noto come Hofbogen, è il gourmet district di Rotterdam. Sotto le caratteristiche arcate del viadotto si nascondono ben tre stelle Michelin distribuite in due ristoranti, FG Food Labs e FG Restaurant. Ne è, di entrambi, chef e patron quel genio che è François Geurds, che ha aperto fianco a fianco due locali, uno con una stella e l’altro con due, con una formula interessante: prima che un piatto, un ingrediente o un abbinamento approdino sui tavoli chic di FG Restaurant, il tutto viene sperimentato nel più eclettico (ed economico) FG Food Labs. Il tutto in puro stile Rotterdam, a pochi metri cioè dai ragazzi che filano in skate sotto gli occhi colorati dei graffiti. Un patchwork urbano che rende Hofbogen un posto unico. Non è lontano, e si trova esattamente sulla rotonda Hofplein, l’altro faro della gastronomia cittadina: Joelia. Mario Ridder guida la brigata di cuochi di questo locale stellato, talvolta indossando tutti un eccentrico grembiule rosso, di questo che è, tecnicamente, il ristorante dell’Hilton. Molto elegante, a tratti con la puzza sotto il naso, Joelia comunica con la strada attraverso grandi vetrate su quasi tutti i lati, per cui anche seduti ai tavoli sembra di essere fuori, tra i passanti, i ciclisti e i tram che doppiano il rondò di Hofplein. Elettrizzante la cena, a patto di trovare un tavolo libero, cosa non facile.

I grattacieli di Kop Van Zuid

I grattacieli di Kop Van Zuid

E poi c’è l’arte, ammesso non lo sia già quella descritta finora. La “solita” Witte de Withstraat, avanguardia creativa del quartiere dei musei, e il suo melting pot di negozi di tavole da surf, kebab, ristoranti del Suriname, bar alla moda, un ostello che una volta era un bordello e centri d’arte; come si fa a capire quale sia la sua zona più hot? Basta semplicemente guardare in alto, e quando si vedrà comparire la scritta kunst -arte- sospesa tra i palazzi, ecco che si è arrivati. Del resto a Rotterdam, arte e design si annidano anche nei luoghi più insoliti. A bordo, ad esempio, della nave crociera ss Rotterdam della Holland America Line, ormeggiata ad una banchina del porto, che ha ospitato, perfino in sala macchine, durante l’ultima Rotterdam Art Week, i lavori di 75 designer. E nel Maastunnel, il capolavoro Art Déco scavato sotto la Mosa per collegare le due rive del fiume. E così una ex fabbrica di lavorazione di tabacco, tè e caffè, la Van Nelle, costruita intorno agli anni 30 in un superbo stile funzionalista, e in cui si trovano pezzi unici e intramontabili di design, è entrata nel 2014 nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Testo e foto di Arturo Di Casola|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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INFO UTILI

Come arrivare:

L’aeroporto di Rotterdam-L’Aia è collegato al solo aeroporto italiano di Roma Fiumicino, con la compagnia Transavia (www.transavia.com). Ma grazie al capillare sistema ferroviario di trasporti olandese (www.ns.nl), anche atterrando a Schiphol, cioè l’aeroporto di Amsterdam, ben collegato a diverse città italiane, si può raggiungere facilmente Rotterdam.

Quando andare:

Verrebbe da dire tutto l’anno, anche se l’inverno olandese può essere molto freddo, e ventoso a Rotterdam. Comunque la città olandese ha un calendario di eventi ed appuntamenti distribuiti più o meno durante tutto l’anno.

Dove dormire:

Ricco di charme, ma anche di comodità, il Suite Hotel Pincoffs è ospitato nell’antico edificio della dogana, tra i moli restaurati di Entrepothaven. In un angolo tranquillo e a pochi minuti dai grattacieli di Wilhelminaplein. (www.hotelpincoffs.nl)

Divertente, confortevole pur essendo tecnicamente un ostello (ma di quelli 2.0…), e nel bazar multiculturale di Witte de Withstraat, il King Kong (www.kingkonghostel.com) è la scelta giusta. Non fosse altro per apprezzarne il design, utilizzato nel restauro di un ex bordello.

Dove mangiare:

Sembra di essere al centro di una piazza, al ristorante stellato Joelia (www.joelia.eu) in Hofplein, trait-d’union tra la stazione e il centro. Design caldo ed avvolgente per un’esperienza gastronomica di tutto punto.

Uno prosecuzione dell’altro, FG Food Labs e FG Restaurant (www.fgfoodlabs.nl), rispettivamente una e due stelle, sono nella cornice architettonica di un viadotto ferroviario. Più coinvolgente l’esperienza al primo, una sorta di bodega spagnola con i prosciutti appesi, ma design; più intima e raffinata la sosta al secondo.

A Rotterdam si scoprono sempre nuovi panorami: bellissimo, sui grattacieli di Kop van Zuid baciati dall’acqua, quello che si coglie dalla Fenix Food Factory (fenixfoodfactory.nl), in un ex magazzino del porto.

Al Parqiet (parqiet.com), caffè ristorante al centro del Parco, la palma del locale più rilassante e verde in città.

Cosa si può fare in una ex piscina ? Un bar, anzi Aloha Bar (alohabar.nl), terrazza molto alla moda sul fiume Mosa.

Piante pensili, interior design e piatti preparati al momento. Questo il ritratto di Rauwdouwer (rauwdouwer.nl), un locale che accompagna durante tutto il corso della giornata. Anche high tea nell’attesa che il bucato della lavatrice, che c’è, sia pronto.

Lingua:

Olandese, ma pressoché tutti gli olandesi parlano correntemente inglese.

Documenti:

Carta d’identità, valida per l’espatrio.

Link utili:

www.holland.com sito ufficiale del turismo olandese, con una sezione anche su Rotterdam. www.rotterdam.info sito dell’ufficio turistico di Rotterdam, consultabile anche in italiano.

Fuso orario:

Lo stesso dell’Italia.

Telefono:

Per chiamare i Paesi Bassi dall’Italia bisogna comporre 0031, seguito dal prefisso di Rotterdam che è (0)10. Per chiamare l’Italia, il prefisso è 0039.