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Piante e fiori sul Verbano

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Il giardino formale, o giardino all‘italiana, è uno stile di giardino di origine tardo-rinascimentale ed è caratterizzato da una suddivisione geometrica degli spazi, ottenuta con l’utilizzo di filari alberati e siepi, di sculture vegetali di varia forma, frutto a loro volta di potature di cespugli sempreverdi (topiarie). Il Lago Maggiore (Verbano) possiede alcuni di questi giardini, fra i più belli e rinomati della penisola, oggetto d’attrazione per un gran numero di visitatori, italiani e stranieri.

Parco della Villa Pallavicino, Stresa – La villa è stata costruita nel 1862 per volere di Ruggero Borghi, amico di Manzoni e Rosmini. Il successivo proprietario, duca di Villambrosa, ha ingrandito l’edificio e ha fatto mettere a dimora gruppi di alberi pressoché sconosciuti in Italia in quel tempo: ad esempio il Lyriodendron tulypifera e le sequoie. In seguito la proprietà è passata ai marchesi Pallavicino, che hanno arricchito l’area con serre e numerosi viali. Il parco, che gode di una superba vista sulla parte centrale del lago Maggiore, misura circa quindici ettari. La vegetazione è formata principalmente da castagni secolari, alberi dei tulipani, faggi rossi, aceri di differenti varietà, larici, querce, platani, magnolie e bellissime sequoie. Un superbo cedro del Libano gareggia in maestosità con la facciata della villa, il cui spazio è occupato da una grande quantità di animali, alcuni dei quali decisamente esotici, che vivono in piena libertà. Completano la villa Pallavicino le antiche scuderie, oggi ristorante, e uno chalet decorato con fioriture stagionali e posto in prossimità di uno splendido roseto.

Giardini Botanici di Villa Taranto, Pallanza – Interessante e curiosa è la piccola storia di questi Giardini, creati nel 1935 dal capitano scozzese Neil Mac Eachan, dopo aver acquistato la proprietà dalla marchesa di Sant’Elia. Mac Eachan proveniva da una facoltosa famiglia della nobiltà scozzese; questo gli consentì di dedicarsi, senza troppi pensieri, alle sue due grandi passioni: viaggiare e interessarsi di botanica e giardinaggio. Fece più volte il giro del mondo alla ricerca di nuove piante da acclimatare nei propri giardini. Innamorato del clima e della posizione di Villa Taranto sul lago, il capitano riuscì a realizzare il proprio sogno, acquistando terreni adiacenti la punta della Castagnola, creando boschi, bordure di vallette ed arbusti, aiuole, tappeti erbosi, laghetti, serre ecc., mettendo poi a dimora piante di tutto il mondo; ora sono circa quasi novemila le varietà di vegetali presenti. Mac Eachan visse a Pallanza sino alla morte, avvenuta nel 1964. Ma già dal 1938 aveva donato allo Stato Italiano i Giardini Botanici, riservando per se solo l’usufrutto. Dal 1952 il parco è aperto al pubblico.  

Isola Bella, Stresa – L’isola emerge dalle acque del lago come un gigantesco vascello; la prua, rivolta a nord, è occupata dal molo e dalla punta dell’isola, la ‘poppa’ è al contrario caratterizzata dalle terrazze digradanti verso l’acqua. Palazzo Borromeo, edificato in stile barocco, domina il piccolo borgo originariamente abitato dai soli pescatori. Il percorso all’interno del Palazzo è segnato da un continuo susseguirsi di saloni che racchiudono opere d’arte di notevole valore: arazzi, mobili, statue, dipinti, stucchi ma anche curiose grotte a mosaico. Grandioso il giardino barocco all’italiana. Le dieci terrazze sono abbellite da statue, obelischi, giochi prospettici e piante rare che rendono l’insieme un vero monumento fiorito. Clima mite, vegetazione intensa: azalee, rododendri, spalliere di pompelmi e aranci amari, orchidee e piante carnivore, un canforo vecchio di oltre duecento anni. D’inverno, le piante esotiche riposano nella serra ottocentesca.

Isola Madre, Stresa – È proprietà della famiglia Borromeo dal 1500. Dapprima scoglio, quindi frutteto, poi agrumeto e infine parco botanico all’inglese realizzato nell’Ottocento, periodo in cui divenne il primo giardino d’acclimatazione del lago Maggiore. Nel 1826 vennero costruite le serre, nel 1858 la Cappella di famiglia. Sulla sponda meridionale, nel punto più alto dell’isola è stato costruito il bel palazzo di forma quadrata che racchiude una interessante collezione di livree, bambole, porcellane e i famosi ‘Teatrini delle Marionette’, datati dal Seicento all’Ottocento. Il giardino botanico si identifica anzitutto con il grandioso Cipresso del Kashmir, il maggiore d’Europa, che troneggia di fronte al loggiato del palazzo. Il giardino è giustamente famoso per la fioritura di azalee, rododendri e camelie, ma anche per le palme, gli eucalipti, le spalliere di agrumi e i pergolati di glicini, oltre alle bouganvillee, ninfee tropicali. Pavoni, pappagalli e fagiani scorrazzano in libertà. Gustave Flaubert apprezzava molto il luogo: ‘L’isola Madre è il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo.’. Quindi merita una visita.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com