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La montagna raccontata dalle foto di Steve McCurry

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Monte Bianco, punta Herlbronner 2016©Steve McCurry

Paesaggi, ritratti e momenti di vita quotidiana. L’inedito progetto fotografico “Steve McCurry. Mountain Men” è visitabile al Forte di Bard in Valle d’Aosta fino al 26 novembre.

McCurry, tra i più importanti maestri della fotografia contemporanea, con le sue 77 immagini stampate e allestite in formati diversi, racconta la montagna e l’interazione con i suoi abitanti: dalle attività produttive al tempo libero, dalle tipologie di insediamento, di coltivazione e di allevamento ai mezzi di trasporto. Attraverso il percorso espositivo si apprezzano le specifiche antropologiche delle popolazioni che vivono il territorio montano, i legami e le correlazioni fra gli uomini e l’ambiente.

L’ambiente influenza il modo di vivere e la quotidianità della popolazione, per questo Steve McCurry precisa: “La storia di quello che accade in quei luoghi diventa parte della tua stessa storia”. Il visitatore infatti viene accompagnato e aiutato a scoprire la montagna, “la mia vita – sottolinea il fotografo – è plasmata dal bisogno insopprimibile di viaggiare e osservare, e la mia macchina fotografica è il mio passaporto. Solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile”.

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Saint Pierre, Valle d’Aosta 2016©Steve McCurry

Questa esposizione riunisce scatti degli innumerevoli viaggi del fotografo americano in Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Nepal, Brasile, Etiopia, Myanmar, Filippine, Marocco, Kashmir, Slovenia e Yemen. Ma oltre a far conoscere al pubblico la vasta produzione di Steve McCurry, la mostra propone in anteprima assoluta, il frutto di una campagna fotografica condotta in Valle d’Aosta, dove spiccano il folklore, le tradizioni locali e i 4.000 metri delle Alpi: Monte Bianco, Cervino, Gran Paradiso e Monte Rosa. Dieci gli scatti che resteranno patrimonio della collezione del Forte di Bard: un racconto visivo ed emotivo ricco di suggestione. Lo stesso McCurry spiega: “Ciò che importa più di ogni altra cosa è che ogni immagine viva in modo autonomo, che abbia un suo posto e trasmetta un’emozione”.

Per maggiori informazioni sulla mostra visitare il sito del Forte di Bard.

Testo di Paola Fumagalli Foto di Steve McCurry |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com