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Milazzo protesa verso il mare. Le cose da non perdere

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La Sicilia è un’isola per tutte le stagioni, anche se è in estate che vive il suo momento d’oro. Milazzo, l’antica “Mylae”, le cui origini risalgono all’epoca della prima colonizzazione greca, intorno al 716 a.C., si sviluppa alla base di un verde promontorio che si protende nelle acque azzurre ed intense del Tirreno. Situata tra due golfi, quello di Milazzo ad est e quello di Patti a ovest, dista circa 30 km. da Messina.

La città si divide in due parti: una bassa e moderna e l’altra alta, più antica, che racchiude gli edifici più interessanti. In cima al borgo sorge il Castello medioevale, un’imponente cittadella fortificata (monumento nazionale) che si estende per oltre sette ettari e racchiude la storica Sala del Parlamento, così chiamata da quando ospitò le sedute del “Parlamento di Sicilia” del 1295, presieduto da Federico D’Aragona. Il Duomo, antico, è uno dei rari esempi di architettura rinascimentale presenti in Sicilia. Milazzo è anche il punto di partenza ideale per le isole Eolie che si possono vedere da lontano.

Qualche storica curiosità e golosità a Milazzo e dintorni

Nella baia di Capo Milazzo si trova la Chiesa di Sant’Antonio, un luogo magico scavato nella roccia. Qui il Santo si rifugiò per sfuggire ad una tempesta. L’acqua del mare, vista dall’alto, è così turchese che quasi non si riesce a credere ai propri occhi. Un turchese disseminato di riflessi d’oro…

La tradizione vuole che Giuseppe Garibaldi – a Milazzo – durante la spedizione dei Mille, si sia seduto a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della Chiesa di Santa Maria Maggiore in fondo alla Marina Garibaldi.

Sulla costa ad ovest di Milazzo, a Tindari (frazione di Patti) in un tratto di costa in cui arte e cultura si mescolano a miti e leggende, un santuario conserva una delle più antiche immagini sacre siciliane: la veneratissima Madonna Nera di Tindari, statua bizantina in legno di cedro cui si attribuiscono poteri miracolosi. La visitano ogni anno innumerevoli fedeli, incuranti del motto “Nigra sum sed formosa” (sono nera ma bella). La festa della Madonna si celebra ogni anno il 7 e l’8 settembre www.santuariotindari.it Ma una visita in questo luogo non può prescindere da un’escursione alla laguna. Alla base di un promontorio roccioso, è un paesaggio di selvaggia bellezza che conta quattro laghetti salmastri, la spiaggia di Marinello ed una grotta che si narra fosse abitata da una maga mangiatrice di marinai… Il territorio è attraversato da un sentiero e regala panorami che spaziano da Capo Milazzo alle Eolie fino alle montagne della Calabria.

La tradizione della ceramica a Santo Stefano di Camastra, borgo affacciato sul Tirreno, risale al Quattrocento. Ma è in epoca barocca, per impulso del Duca di Camastra, che diventa la principale attività degli artigiani locali che con l’argilla creano terrecotte artistiche e maioliche rustiche, dipinte a colori vivaci. Tappa obbligata per conoscere la storia di quest’arte antica il Museo della Ceramica, ospitato nelle settecentesche sale di Palazzo Trabia. Poi via fare shopping sulla via Nazionale, che attraversa il centro del paese e lungo cui sono allineati i negozi delle aziende più note e prestigiose. Al numero 104 c’è l’ampia esposizione di Ceramiche Josa, dedicata soprattutto all’arte della tavola con un vasto assortimento di piatti, vasi e centrotavola in gres maiolicato di ogni foggia e colore. Al numero 96 ha sede “La Giara”, un’altra azienda-simbolo della produzione ceramica locale.

Per il turista goloso la Sicilia è un’oasi di delizie, aromi e sapori antichi, le cui origini affondano nella tradizione spagnola ed araba. E che dolci! Gelati, granite, sorbetti, cannoli, cassate, torroni, canditi, paste di mandorle. Non si sa da dove cominciare…

Granite &Gelati

Niente caffè e cornetto: la giornata estiva in questa regione inizia con una dissetante granita con brioche. Se nel resto d’Italia la “brioche” (come si chiama al Nord) ed il “cornetto” (come si dice da Roma in giù) sono sinonimi, quella siciliana è una cosa a sé. E’ fatta di pasta lievitata sofficissima ed aromatizzata agli agrumi o alla vaniglia ed è caratterizzata da due sfere una sopra l’altra: si inizia a mangiarla staccando quella superiore, detta “tuppo”. Dà il meglio di sé quando è accompagnata, come vuole la colazione tradizionale, con la granita. Sì, una granita… Conviene senz’altro prendere esempio dai siciliani che affrontano l’incipiente calura regalandosela fin dal primo mattino. Una tradizione introdotta dagli arabi che dolcificavano la neve dell’Etna con succo d’arancia e miele. Una delizia che i gelatai isolani, come da Amoroso a Milazzo (Via Risorgimento, 191), hanno elevato a forma d’arte. Granite da intenditori quelle proposte in questo locale: vellutate e compatte ai gusti classici di limone, caffè, cioccolata, fragola, pesca e pensate anche ai gelsi neri… un ritrovo che è anche “ambasciatore” della sicilianità per il gelato. Insomma, una colazione che non si dimentica, come non si dimentica l’incontro con la cassata…

Sublime cassata

Buona e seducente al punto che, in passato, le autorità religiose proibirono alle suore di prepararla durante la Settimana Santa, perché la ricchezza degli ingredienti, l’elaborata realizzazione e gli intensi profumi del dolce le avrebbero distolte dalle orazioni. Un capolavoro di pasticceria, un sontuoso regalo degli arabi (“quasat”, ciotola rotonda). Racchiusa in un soffice pan di Spagna, la ricotta freschissima viene lavorata a crema con lo zucchero ed impreziosita da pezzetti di cioccolata piccolissimi, da dadini di canditi e da un sentore di liquore dolce. Ma non basta… L’isola offre anche vassoi di cannoli con ricotta (guarniti con mezza ciliegina ad un’estremità e scorzetta d’arancia candita nell’altra) che si regalano o si comprano sempre a dozzine!

Dove mangiare

Chi pensa che la cucina siciliana sia semplicemente “mediterranea e marinara” resterà sorpreso dalla varietà degli stili e dei sapori, che si differenziano da provincia a provincia, e molto spesso da città a città. E ogni tour dell’isola può diventare un’appassionante avventura gastronomica…

E poi? “catch of the day”, cioè il “pescato del giorno”: gamberi rossi e scampi, seppie e pesce azzurro, tonno e scorfani. Tutto appena scaricato sui moli. E portato in tavola insieme con i frutti profumatissimi di una agricoltura antica e particolare…

La Fenice – Via Spiaggia di Ponente, 2 – Milazzo

Alla sera l’ambiente è suggestivo: si cena su una terrazza con splendida vista sul mare. Il valore aggiunto? La vista mozzafiato, all’ora del tramonto, sulle isole Eolie che si intravedono in lontananza. La cucina è d’ispirazione mediterranea, le proposte sono locali e a base di pesce. Ottime e varie la scelta delle pizze. Una meta ideale se si è in vena di farsi prendere per la gola…

Dove dormire

Eolian Milazzo Hotel – Salita Capuccini, 23 – Milazzo

Completamente ristrutturato, questo Hotel a quattro stelle,  si trova  sul promontorio di Capo Milazzo. E’ un residence con spazi verdi situato tra i “due mari” e il Castello. Le camere – accoglienti e molto luminose – con vista sul mare, sono arredate in stile e design moderno. Le ampie vetrate offrono un incantevole panorama che va dalla costiera all’antico Castello del Promontorio Milazzese.

Testo di Stefania Bortolotti |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com