Euroflora 2018 ai Parchi di NerviPrevious Article
West Hollywood: 10 posti in California in pieno rock'n rollNext Article

Milano romana

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article

Milano città europea, sede di manifestazioni di grande richiamo: il Salone del Mobile, quello del Design e, nell’arco di ogni anno, altri avvenimenti ancora: commercio, turismo, mostre, convegni. In pratica, un calendario talmente fitto di eventi che davvero si fa fatica a seguirli tutti. Ogni milanese, compresi quelli che lo sono diventati provenendo da altre regioni e ora anche da altri paesi e continenti, sa che Milano è città antica con una interessante e nobile storia alle spalle. A cominciare dal nome. Il nome latino era Mediolanum, collegato alla leggenda della scrofa lanuta e a quello di località situata in mezzo a una pianura (dal celtico med-lan) ricca di acque. Nel IV secolo prima di Cristo, Mediolanum è il luogo d’elezione dei Galli Insubri, in un’area in precedenza abitata da genti Liguri, compresa tra i fiumi Seveso e Lambro. Tra gli anni 49 e 30 prima di Cristo, l’espansione romana in valle padana crea un insediamento di circa un chilometro quadrato, cinto da mura. Il Foro è il centro naturale di tale nuovo nucleo abitativo; si trovava nei pressi della Biblioteca Ambrosiana. Qui convergevano le due strade principali: il Decumano Massimo, dalla Porta Romana (piazza Missori) alla Porta Vercellina (inizio Corso Magenta) e il Cardine Massimo, dalla Porta Ticinese (Carrobbio) all’attuale Piazza della Scala. L’edificio più antico di Milano è probabilmente il Teatro; l’antica Mediolanum era il luogo dal quale gli eserciti imperiali romani partivano per le campagne di conquista verso le regioni alpine.

 In quegli anni, la città viene ampliata con una nuova cerchia di mura e vengono costruiti nuovi edifici: le Terme, l’Anfiteatro, il Circo, un grande Granaio, un palazzo imperiale e un gran numero di case private e di edifici di culto. Grande impulso allo sviluppo edilizio è dovuto anche alle opere volute da Sant’Ambrogio (374-397), l’amatissimo vescovo dei milanesi che aggiunge alle basiliche esistenti (quale Santa Tecla), quattro nuove basiliche: Sant’Ambrogio, San Nazaro, San Dionigi, San Simpliciano, seguite poi dalla grande basilica di San Lorenzo. L’importanza di Mediolanum come città imperiale – cui viene riconosciuto il ruolo di ‘capitale spirituale’ d’Italia – diminuisce con il trasferimento della capitale a Ravenna (anno 402) specie a causa delle ricorrenti invasioni dalle Alpi. Ciò non di meno la città rafforza il proprio ruolo di centro d’aggregazione e d’influenza per l’intero nord Italia. A parte quelli citati, sono diversi i monumenti e le vestigia di epoca romana a Milano.

Quelli di maggiore interesse e ‘visibilità’ sono i seguenti: i resti del Teatro Romano e delle Terme di Via Brisa, al termine della via Meravigli e della zona dove attualmente sorge il palazzo della Borsa.

La Torre di Ansperto e il Museo Archeologico (corso Magenta e via Ansperto) area nella quale aveva anche inizio il Circo, che si allungava sino all’inizio di Corso di Porta Ticinese. Un pavimento d’abitazione romana e un mosaico sono conservati in via Nerino e in via Santa Valeria. Nella ricordata Basilica di Sant’Ambrogio (basilica martyrum, edificata fra il 381 e il 386) sono notevoli i due sarcofagi situati sotto il pulpito (fine IV secolo) detto di Stilicone e quello dei santi Nabore e Felice. Quindi il sacello di San Vittore in Ciel d’Oro. Altre ‘memorie’ romane di Milano: le Terme Erculee, che coprivano una vasta area da San Vito al Pasquirolo sino a piazza Santo Stefano e via Festa del Perdono (Università). Quindi i resti della chiesa romanica di San Giovanni in Conca (corso Italia, Via Amedei). Famose e grandiose sono le Colonne e la Basilica di San Lorenzo. Le sedici colonne facevano parte di un tempio romano. Resti dell’Arena permangono al numero 17 di via De Amicis (antico chiostro di Santa Maria della Vittoria). Poco oltre, ecco la Basilica di Sant’Eustorgio, con tombe, sarcofagi e iscrizioni cristiane del cimitero antico. Non molto lontana c’è infine San Vincenzo in Prato, basilica paleocristiana cimiteriale con capitelli romani di riporto sulle colonne e iscrizioni sepolcrali cristiane.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com