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Maddalena e le sue storie astemie

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Mi sono chiesto: è meglio che parli prima del libro o dell’autrice? È il caso che dica che scrivo queste due righe perché Maddalena Baldini è un’amica o al contrario faccio finta di niente e spaccio ai lettori alcune considerazioni pseudo dotte sul territorio dal quale Maddalena proviene, sulla sua competenza enogastronomica, sul perché ha deciso di impegnarsi a rievocare terre ben diverse da quelle cementificate che entrambi pratichiamo. Potrei accentuare ad arte la nebbia del dubbio, affrontando un’analisi sociologica che indaghi sulle pulsioni che l’hanno spinta a rinverdire ricordi di personaggi della sua vita ‘più giovane’, dato che giovane lo è ancora. Potrei infine decidere, a riprova della serietà d’intenti, di evitare di pubblicare la foto dell’interessata accanto a queste note, nella fiducia che i lettori si concentrino unicamente su quanto scrivo (bum!). Questo e altro, potrei fare. Se un’intervista – in questo caso una presentazione, più ancora che una recensione – deve essere ‘bastarda’ come l’ho pensata, allora confesso di anteporre ai contenuti del libro di Maddalena la sola testimonianza dell’ovvio: vale a dire che Maddalena è bella, intrigante, sofisticata ed è quindi un piacere sottile giocare con le parole, avendo per soggetto questa splendida donna che sa di essere guardata e desiderata; sa perfettamente che la quasi totalità dei colleghi in pantaloni nascondono la loro ipocrisia facendo finta di concentrarsi e disquisire unicamente sull’avventura del suo nuovo libro o, come in altre occasioni, sugli assaggi di grappe speciali o sulla degustazione dei ‘bocconotti’ di Castel Frentano. Mentre di fatto sono lì solo per lei.  

 Maddalena sa tutto questo e, dopo tutto, dà testimonianza della sua bontà e gentilezza d’animo sorridendo per quello che dico, proprio perché io, in fondo, me lo posso permettere, mentre gli altri ancora no. Va bene; dico l’ultima: Maddalena è una brava scrittrice, frizzante come le bollicine della copertina del suo libro. O sono gocce e non bollicine? Ma sono gocce d’acqua o di spumante? Per certo (me lo spiegherà quando avremo occasione di rivederci) sono gocce semplici, pure, come i personaggi che lei ha descritto, come le situazioni umane che ha rievocato, come le ‘golosità’ dei ricordi che ha disseminato un po’ ovunque, in un gioioso impasto di fragole, castagne, pane appena sfornato, sbuffi di farina a coprire il pudore di antichi rossori. C’è poi la ‘curiosità’ del titolo scelto da Maddalena: ‘Storie’ non fa una grinza; i personaggi rievocati fanno parte del suo passato e permangono nella memoria vivi ed efficaci. ‘Degustatrice’ mi dà qualche problema in più: troppo banale pensare a degustazioni di prodotti alimentari, di bevande o altro; in fondo, le viene riconosciuta una notevole esperienza in materia; forse ‘degustatrice’ di vita, attraverso le vite degli altri che lei ha sottilmente indagato. Dove invece mi perdo è sull’impiego dell’aggettivo ‘Astemia’; che non beva in assoluto non mi sembra e nemmeno mi risulta che sia avvinazzata; astemia di ché, allora? Forse nel desiderio di voler rievocare quella purezza quasi assoluta di chi si astiene consapevolmente dai cedimenti della vita, preservando in tal modo un mondo intatto che non c’è più, quello che Maddalena ha riempito del ‘sapore agrodolce dei ricordi’.

 Conosco la terra dalla quale Maddalena proviene. Conosco questa valle che comincia in periferia della ligure Spezia e sale lentamente, ma con sicurezza, sino al Passo della Cisa, attraverso Aulla, con le sue focaccette, Podenzana dagli integri panigacci, Villafranca, Filattiera (luogo della sua infanzia; una ‘pagnotta’ di case di pietra spalmate sulla gobba di una collina) per arrivare infine a Pontremoli, patria dei testaroli. Conosco questa terra figlia dell’antica Luni, un po’ toscana, un po’ ligure, un po’ emiliana. Ma in fondo, semplicemente Lunigiana. Le acque della Magra hanno convogliato nel tempo le gioie e i dolori di questa terra un po’ isolata e orgogliosa della sua unicità.

Consapevolezza e determinazione che troviamo in Maddalena Baldini, una scrittrice e imprenditrice di sé stessa, un’attiva organizzatrice di eventi, che con questo libro ha voluto tornare alle radici della sua terra e della sua prima gioventù. Con indubitabile successo.

 Storie di una degustatrice astemia (il sapore agrodolce dei ricordi), Trenta Editore, Euro 12,00 

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com