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Lapponia finlandese. I colori del freddo

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Emozioni nella terra dell’aurora boreale e dei paesaggi innevati, destinazione ideale per vivere il grande Nord viaggiando sulle slitte trainate dai cani o passeggiando con le racchette da neve ai piedi.

Di che colore è l’inverno alle latitudini estreme? Bianco, perché la neve governa il paesaggio come un despota spietato. Ma è anche nero, perché lassù la notte non conosce nemici. Non è forse anche grigio, quando le nuvole basse si confondono con le nebbie gelate che incatenano anche il respiro? Visto così, l’inverno potrebbe essere come un film degli anni ’20, una lunga “Febbre dell’Oro” alla Charlie Chaplin. Eppure, può essere molto altro, come sanno bene gli uomini e le donne che, per sorte o per scelta, si misurano con il grande freddo oltre il Circolo Polare Artico. L’inverno, per loro, ha il rosso dei focolari intorno ai quali si ritrovano a gustare la carne d’alce e di renna, il giallo delle tute termiche, il blu delle motoslitte e tutte le gradazioni cromatiche che, dopo qualche sana bevuta, la mente può immaginare.

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Quando andai per la prima volta in Lapponia, ormai molti anni fa, lo scoprii subito e, da allora, non posso fare altro che tornarci ogni volta che il destino me lo consente, ormai fatalmente stregato da una sorta di Mal d’Artico che, a quanto pare, non ha altra cura che un’immersione periodica in quelle atmosfere di gelo.

La Lapponia finlandese è un esteso territorio che inizia alla latitudine di Rovaniemi, dove Babbo Natale riceve gli ospiti durante tutto l’anno,e si estende fino al confine con la Norvegia. Per ironia del destino, il mio primo incontro con l’estremo nord di questo paese avvenne in una fresca estate di vent’anni fa. Allora trascorsi alcuni giorni con un cercatore d’oro che, per mesi interi, setacciava le rive del fiume Ivalojoki  alla ricerca non tanto di una improbabile ricchezza, quanto piuttosto di uno stile di vita che lo riportasse alle origini dei suoi avi.

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Ora sono ritornato a fine febbraio, quando il gelo stringe ancora nel suo pugno il destino di queste terre, ma la luce del giorno ha cominciato a vincere la sua battaglia sulle tenebre permanenti. Guardo il lago Inari congelato e so che l’Ivalojoki è molto vicino, sebbene imprigionato nella sua gabbia di ghiaccio. Chissà se nasconde ancora tracce del suo prezioso tesoro? Con Saariselkä, Ivalo e Utsjoki forma il territorio più settentrionale della Lapponia finlandese ed è scarsamente popolato. E’ la terra dei Sami, dei finlandesi avventurosi e dei…cinesi.

Grazie ad un collegamento aereo transpolare con l’aeroporto di Ivalo, infatti, è più facile incontrare questi simpatici ed educatissimi viaggiatori provenienti dalla Cina che chiunque altro straniero in visita alla regione. Loro, come me, sono qui per vivere l’emozione di una corsa con i cani da slitta, persalire sui tunturi con le motoslitte, per andare nei boschi vestiti di ghiaccio dove solo le racchette da neve consentono di spingersi, per incontrare gli allevatori di renne, per respirare l’aria più tersa del mondo e, come in un sogno che non si dimenticherà mai più, restare attoniti a contemplare formidabili aurore boreali incendiare i cieli dell’artico.

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SLEDDOG

Questa volta sarà diversa dalle altre! Finalmente non ho fretta, il tempo è dalla mia parte e voglio ubriacarmi di esperienze, giocare come un ragazzo nella neve o un uomo che la gioventù ha ormai dimenticato ma della quale conserva intatta la passione.

Allora vado a Saariselkä ed eccomi sulla slitta con davanti quattro magnifici animali pronti a scattare. L’esperienza con i cani da slitta può essere di poche ore, di un giorno o anche più lunga, con soste notturne in capanne in mezzo al nulla. Se si ha la possibilità di provare un trekking di più giorni, difficilmente resterà un fatto isolato.Rimarrà il rapporto con gli animali, l’emozione di prendersene cura, la gioia di vedere il loro entusiasmo e la soddisfazione di avere faticato per aiutarli nei tratti in salita;ecco alcune delle cose che ti resteranno dentro, non meno del suono strisciante dei pattini sulla neve, del silenzio immobile dei laghi ghiacciati o della sfuggente visione degli alberi imprigionati nel ghiaccio che ti sfilano accanto quando corri nei sentieri fra i boschi.

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Passeggiare con le racchette da neve può essere anche banale se si percorre un sentiero di neve battuta, ma se si comincia a salire sui tunturi, le collinette che caratterizzano il paesaggio della Lapponia finlandese, con la neve alta e totalmente vergine, le cose cambiano e si apprezzeranno senza riserve quei curiosi attrezzi che ci imprigionano gli scarponi.

Con l’assistenza di una guida, sfido l’affanno e l’acido lattico e salgo fino a KaunispäänHuippu, verso gli impianti di risalita e un ristorante completamente sepolto nella neve. Lo distinguo solo per le luci calde che riescono a sfuggire alla trappola bianca che cuce le finestre. Non è per sfamarmi che ho deciso di arrivare fin quassù (però lo faccio!) ma per lasciare correre lo sguardo sullo spettacolo che, a 360 gradi, si offre a chi ha ancora il piacere di commuoversi per quanto è meravigliosa la natura.

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In altri viaggi ho dormito in minuscole capanne di legno, in rifugi affollati o anche sulla neve, sempre circondato dal silenzio e da un universo di ghiaccio e di stelle. Questa volta provo un igloo, che non è di ghiaccio, ma di vetro termico. Dentro c’è un tepore ammaliante e guardare il cielo sdraiato in un comodo letto non è poca cosa. Se poi piove, pazienza!

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Lo so che sono rumorose, puzzano e, per quanto siano migliorate, un po’ inquinano, ma viaggiare con le motoslitte è divertente e, da queste parti, lo fanno tutti, per cui non vedo perché dovrei privarmene. E’ cavalcandone una di colore verde ( non sono tutte blu) che vado con Pekka in uno dei tanti laghi intorno all’Inari; lo scopo è pescare. Lui, prima che cominci a ghiacciare, ha posto delle reti nell’acqua. Quando gela, pratica due aperture: da una cala l’attrezzo, dall’altra la recupera. Prendiamo due bei pesci, di cui non avrò modo di apprezzare il sapore. Il sistema più diffuso, tuttavia, è praticare un foro nel ghiaccio e, con una minuscola canna, attendere che qualche abitante del lago abbocchi. Lo faccia o meno, i finlandesi sono contenti comunque, perché spesso sono in piccoli gruppi e mentre attendono che qualcosa succeda, chiacchierano come intorno ad un camino. A meno 25°, naturalmente.

Continuo il mio giro e mi spingo fino a Kittilantie, da Petri Mattus, un Sami allevatore di renne. Con lui raggiungo il luogo dove porta il foraggio alle sue bestie; quando il ghiaccio è troppo duro, gli animali non riescono a brucare nulla e occorre portare loro il cibo. Trascorrere una giornata in quel luogo è come vivere in un documentario.

ICE KARTING – ICE CLIMBING

Duecento chilometri in auto, per chi non ama guidare, sono quasi sempre penosi. Quasi! Percorrere le strade bianche di neve battuta, circondati da scenari fiabeschi dove ogni albero è una diversa scultura di ghiaccio, incontrare sovente le renne sul ciglio della strada (quando non stanno nel mezzo della careggiata) è tutt’altro che spiacevole. Arrivo a Pyhä attratto da tre offerte del tutto diverse fra loro. Il primo giorno gareggio con una decina di giovanotti provenienti dalla Svezia e alcuni locali. A cosa? Corsa su kart in una pista gelata. E’ tutta una derapata; i mezzi non vanno forte, ma guidandoli, si ha l’impressione di essere un pilota di formula uno. Non vinco, ma me la cavo bene, in mezzo a quella gioventù. Il giorno successivo provo la Fat Bike. E’ una mountain bike con ruote chiodate di dimensioni enormi. Si pedala senza troppi problemi sulla neve battuta, ma attenzione a non alzarsi sui pedali nei tratti in salita: la ruota non fa presa e non è difficile ritrovarsi sotto la bici. Ma non è ancora abbastanza: qui a Pyhä c’è una delle poche cascate di ghiaccio che è possibile scalare. E’ la mia prima esperienza di questo tipo, ma Mikael, l’istruttore, mi insegna i primi rudimenti e poi parto. E’ fantastico salire fra guglie gelate, tanto che sembra di arrampicarsi in una cattedrale fiabesca. La cascata non è molto alta, ma me ne rendo conto solo dopo essere ridisceso. Mentre scalavo, vedevo Mika in basso così piccolo che mi pareva d’essere in cima al mondo.

NORTHERN LIGHT

“Revontulet”, in finlandese, significa “fuochi della volpe”. Accadde un tempo che una volpe magica, correndo all’impazzata nelle vaste distese innevate, si stancasse di tenere alta la coda, abbassandola per avere un po’ di riposo. Strisciando sulla neve, alzò miriadi di scintille di vari colori, che salendo al cielo, diedero vita alla prima “aurora boreale”. Preferisco senz’altro questa spiegazione a quella proposta dalla scienza, secondo la quale “protoni ed elettroni di origine solare si scontrano con gli atomi della ionosfera generando campi elettrici di diversa lunghezza d’onda (colori)”. Provate ad alzare gli occhi durante tale fenomeno, quando la notte s’incendia di fasci luminosi verdi, gialli, rosa e, in certi casi, anche rossi. Le luci mutano, si mescolano, si accavallano, in una tempesta silenziosa che toglie il respiro e ammutolisce anche il più distratto degli osservatori. Provate, e poi mi direte se tutto ciò  può essere nient’altro che opera di un’ incantevole magia.

Testo di Pier Vincenzo Zoli, foto di Mauro Camorani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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INFO UTILI

Informazioni sul sito dell’Ente del turismo Finlandese

 Come arrivare

La Finnair vola su Helsinki e da lì, con tratta interna, su Ivalo. All’aeroporto si può noleggiare un’auto e scendere fino a Rovaniemi, per ritornare nella capitale finlandese.

Quando andare

Anche se molti italiani visitano la Lapponiafino a Rovaniemi nel periodo natalizio, la scarsità di luce limita le possibilità di fruire delle tante attività invernali. Meglio andare  fra la fine di Febbraio e la metà di Aprile.

Come vestirsi

La temperatura può essere davvero bassa e occorre proteggersi molto bene. Mai cotone sulla pelle. Per le attività all’aperto non c’è problema: le organizzazioni che le propongono hanno abbigliamento tecnico di alta qualità, compreso nel prezzo.

Link utili

Lapland Safari per tour con i cani da slitta, con le motoslitte e per la pesca sotto il ghiaccio

Artic Resort (igloo di vetro)

Petri Mattus per una giornata con l’allevatore di renne

PyhaSafari, per il kart su ghiaccio

Villaggio di Babbo Natale

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