Sei cose di Napoli da amarePrevious Article
Bruges, Liquid City con la TriennaleNext Article

Kazakistan, la steppa euroasiatica tra passato e futuro

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article

Luoghi incantevoli, ricchi di storia, con paesaggi intatti da mozzare il fiato e una accoglienza gentile e attenta, che solo Paesi non ancora presi d’assalto dal turismo di massa, sanno ancora offrire. E’ questo il Kazakistan, il più grande degli Stati del Centro Asia, nato dalle ceneri dell’Unione Sovietica, che per molti è ancora un nome sconosciuto; quest’ex repubblica sovietica asiatica, crocevia di popoli, lingue e circa 120 etnie tra russi, kazaki, turchi, coreani e uzbeki, è un posto che colpisce con le enormi differenze sociali e le scenografie che al mare alternano la montagna, il deserto e la steppa. Le alture sui Tien Shan «Montagne Celesti», al confine con Cina e Kirghizistan, conservano tracce di foresta ripariale, un habitat particolarmente prezioso dal punto di vista ecologico. Le tradizioni e la storia della falconeria dei kazaki, l’accoglienza delle etnie presenti, i grandi spazi e la cultura compensano le progredite e  avveniristiche architetture urbanistiche delle metropoli, Almaty e Astana capitale (definita la “Dubai della steppa”) con i futuristici edifici di costruiti in occasione di Expo 2017.

Astana, la capitale più giovane del mondo è capitale del Kazakistan dal 10 giugno 1998. Questa città nuova di zecca è stata costruita molto rapidamente. La trasposizione della capitale da Almaty è l’inizio di uno sviluppo dinamico della cultura e dell’industria della regione. L’UNESCO le ha conferito lo status di Città della pace nel 1999. La posizione unica della città dai tempi antichi era stata servita come principale centro di scambi commerciali. Qui passò la Grande Via della Seta e per questo motivo la regione divenne fiorente e ricca. Attualmente è una città con una zona economica speciale, i moderni e audaci progetti architettonici e urbanistici sono realizzati. Il suo complesso fieristico, sede di Astana Expo 2017 con i suoi padiglioni più rappresentativi sono il vanto del Kazakistan proiettato nel futuro con i particolari edifici futuristi.

Il Nur Alem è il più grande edificio sferico del mondo con un diametro di 80m e un’altezza di 100 metri, dove si trova il Museo del Futuro; presso il Kazakhstan Pavillon (Expo Sphere) i visitatori possono conoscere la storia, la cultura, le tradizioni, i luoghi di interesse e anche i recenti successi del Kazakistan. il centro commerciale Khan Shatyr Entertainment Centre è meglio conosciuto come la “tenda più alta al mondo” , progettata da Norman Foster per la capitale del Kazakistan. La struttura appare come un’enorme tenda trasparente che si sviluppa su una base ellittica raggiungendo 150 metri di altezza. L’involucro, fiore all’occhiello del progetto, è stato realizzato in ETFE, un materiale plastico progettato per avere un’alta resistenza alla corrosione in un ampio spettro di temperature che assicura all’interno un clima estivo anche nei mesi più rigidi. A circa 30 km dal centro è Ethno Aul, un villaggio culturale, che è una vera opportunità di fare un viaggio a ritroso nel tempo. La gente del villaggio accoglie i visitatori con canti e musica tradizionali e saluti di benvenuto da parte del’Aul Aksakal (il più anziano del villaggio). Sono disponibili cavalli da cavalcare, con l’aiuto di un istruttore, ed anche corsi di artigianato tradizionale kazako: ricamo, creazione di oggetti di feltro e di loro derivati, mentre i ragazzi del villaggio si cimentano in combattimenti kazaki, canti e balli tradizionali in costume, al ritmo della dombyra, lo strumento simbolo del Kazakistan. Alla fine dello spettacolo i visitatori potrebbero essere invitati per il ballo tradizionale kazako Kara Zhorga.

Astana Nonostante nel 1997 la capitale venne spostata ad Astana, Almaty rimane la più grande città kazaka e il più grande centro commerciale della nazione. Il nome Almaty in kazako significa “il posto con le mele”; la  città venne fondata ai piedi delle Montagne Celesti del Tien Shan con il nome di forte Zailiysky da un gruppo di cosacchi. Ai suoi margini sorge la bianca Cattedrale ortodossa Zenkov, che costituisce il secondo edificio in legno più alto del mondo. La cattedrale dedicata all’Ascensione è sopravvissuta al terremoto del 1911 con danni minimi.

Altyn Emel Il parco nazionale Altyn-Emel, in cui si è sviluppato un turismo di tipo ecologico, circonda le pendici sud-occidentali dell’Alatau Zungarico Džungarski Alatau. Esso è coperto per circa 20 km² da foresta ripariale, costituendo un habitat prezioso dal punto di vista ecologico. I deserti costituiscono circa il 45% del parco, le zone rocciose circa il 30%, praterie e foreste il 10% circa ciascuno e boscaglia xerofila il restante 5. Al suo interno sono le Singing Dunes-Dune Cantanti, una collina di sabbia alta 100 metri, che produce un forte rumore nel vento; è una divertente esperienza scalarle per poi scivolare giù, producendo il caratteristico suono che da loro l’evocativo nome. Un certo numero di racconti popolari sono associati alle Dune Cantanti; si narra di un diavolo sepolto sotto la sabbia che grida per la libertà, mentre un racconto di un grande musicista narra che egli aveva così tanto talento che quando morì, le sabbie coprirono la sua tomba e iniziarono a cantare di loro spontanea volontà. Il Charyn Canyon si trova a circa 200 km a est di Almaty. Si tratta di un canyon lungo  circa 154 km scavato dal fiume Charyn attraverso molti strati di vari tipi di formazioni  sedimentarie. I più antichi hanno un’età di circa 12 milioni di anni. In alcuni punti, l’altezza delle falesie verticali del canyon raggiunge i 300 metri. È chiamato dai locali Little Brother, fratello minore del Grand Canyon in Colorado. Una parte del canyon è conosciuta come Castles Valley “Dolina Zamkov”, per le sue insolite formazioni rocciose, e la sua lunghezza è di 3 chilometri con una profondità di 100 metri.

 

Türkistan Nel cuore del Kazakistan sono le più antiche città attraversate dalla Via della Seta:  Otyrar, nota coma Farab, il luogo di nascita del filosofo e scienziato medievale Al-Farabi, e Türkistan, il luogo di sepoltura del poeta e predicatore Khoja Ahmed Yasawi. Il suo mausoleo, costruito dall’emiro Timur, è un capolavoro dell’architettura medievale, che è diventato uno dei principali luoghi di culto dei musulmani. Otyrar durante la sua epoca d’oro fu protagonista degli eventi che portarono Gengis Khan in Asia centrale fino al 1219, quando fu la prima città a cadere vittima di una sua terrificante campagna di vendetta. Tuttavia Otyrar si alzò dalle rovine e verso la metà del XIII secolo divenne un importante centro commerciale lungo la strada che va da Ovest a Est. Essa fu anche una città molto avanzata con il proprio sistema di irrigazione e acquedotto ed anche fu famosa in tutta l’Asia centrale per le sue botteghe di ceramiche e vasi di vetro. E’ oggi conosciuta come una città-museo inclusa nella lista provvisoria del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Türkistan, originariamente conosciuta dai cinesi come Beitian nel IV secolo, e più tardi e fino al XVI secolo come Yasi o Shavgar, divenne un importante centro commerciale. Il nome Hazrat-e Turkestan significa letteralmente «Il Santo (o Il Beato) del Turkestan» e si riferisce a Khoja Ahmed Yasawi, il grande maestro Sufi del Turkestan, nato qui alla fine dell’XI secolo e seppellito all’interno della città. Nel 2005 il Mausoleo Khoja Ahmed Yasawi, commissionato nel 1389 da Tamerlano è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO ed insieme alla città attrae tuttora migliaia di pellegrini. Secondo la tradizione locale, si dice che tre pellegrinaggi a Türkistan equivalgano ad un’Hajj alla Mecca, sebbene questo fatto non sia largamente accettato in tutto il mondo musulmano. Il Santo viene tenuto in grande considerazione, tanto che la città è anche conosciuta come la «Seconda Mecca dell’Oriente» ed è di enorme importanza per i musulmani kazaki.

Mangystau La regione si trova nel sud-ovest del Kazakistan e comprende molti paesaggi diversi e terre deserte: pianura del Caspio, altipiani (Usturt, Mangyshlak, Kendirli-Kayasan), montagne (Aktau, Karatau), cavità, deserto, montagne e creste montuose. Quel tipo di paesaggio forma un labirinto originale multigrado, dipinto con sedimenti di terriccio verde, giallo, rosa e rosso. Il punto più alto è la montagna di Otpan a 556 metri (1.824 piedi). Il punto più basso è il fondo della cavità di Karagie (la terza più profonda al mondo), 132 metri sotto il livello del mare. Secondo una leggenda locale, nella terra di Mangystau arrivarono orde di nemici mentre le locuste coprivano la terra. La gente del posto alzò le mani al cielo in preghiera per chiedere aiuto. I cieli allora si aprirono originando fiumi torrenziali, tuoni e fulmini e in un attimo tutti i nemici furono trasformati in pietre. Quindi si crearono campi infiniti e creste montuose con insolite formazioni rocciose e concrezioni sferiche. La cresta montuosa Airakty Shomanai (come viene conosciuta tra la popolazione locale), fu visitata nel 1851, mentre era in esilio a Fort-Shevchenko, dal grande poeta e artista ucraino Taras Shevchenko, che la descrisse con il nome poetico Valle dei Castelli.

Le montagne di Ayrakty sembrano infatti davvero castelli da fiaba con guglie, torri, colonnati e mura; come stampe di paesaggi montani con sentieri bradi e tortuosi, percorsi da cavalli selvatici, esse diventano un suggestivo punto di osservazione, che offre viste panoramiche sulle lontane montagne di Aktau e tutti i castelli di Ayrakty. Shergala Sherkala, popolare destinazione locale, è una montagna solitaria di forma insolita, situata a circa 170 km da Aktau. Da un lato assomiglia a un’enorme tenda bianca, dall’altro ad un leone addormentato. Shergala significa infatti in lingua turkmena “Montagna del Leone”, rendendo questo luogo unico, come se ci si trovasse su un altro pianeta. Intorno a Shergala si possono notare forme sferoidi perfette come gigantesche palle da bowling di pietra, alcune delle quali con un diametro superiore ai 2 metri.

Con grande meraviglia si raggiunge lo spettacolare Tuzbair Sor, una magnifica creazione delle natura in pieno Mangystau, un lago salato che si prosciuga in estate, popolato da tartarughe e circondato da monti dal riflesso abbacinante e dalle forme più bizzarre. Da lontano attira l’attenzione solo per i resti di due montagne piatte, adiacenti al massiccio principale dell’altopiano. In fondo ad un pittoresco Canyon del deserto, attraversando alcune steppe spettacolari e scenari desertici si perviene alla suggestiva Moschea sotterranea di Beket-Ata, luogo di riposo finale del mistico insegnante Sufi, Beket-Ata (1750-1813), che la fondò. Con la visita di Bozshira e dei suoi picchi rocciosi circostanti, il paesaggio  che appare ha le sembianze di un paesaggio soprannaturale nei toni bianchi del gesso.

Molta gente pensa che il Kazakistan sia un’enorme steppa piatta, ma ci sono luoghi nel paese che sono vere meraviglie naturali, come appunto il tratto di Boszhira, una catena montuosa situata sull’altopiano di Ustyurt nel Kazakistan sudoccidentale. La pianura bianca come la neve del tratto di Bozshira con aspri picchi rocciosi che splendono nella luce del sole è sia un luogo pittoresco che un paesaggio quasi alieno nei toni del gesso bianco, facente parte del Plateau dell’ Ustyurt. Centinaia di milioni di anni fa questo luogo formava il fondo di Tethys, antico oceano dell’era mesozoica. Il paesaggio insolito si è formato a seguito del graduale cambiamento del livello delle acque oceaniche; infatti in questa area del Mangystau si scende progressivamente verso uno dei punti più bassi del nostro pianeta, la “Karagiye Depression”(la terza più profonda al mondo), che a Haragie Hollow è ben 132 metri sotto il livello del mare. Pietre bianche, accuratamente incise dal tempo, e fossili marini sono sparsi in tutta la valle, mentre sulla cima del plateau si notano facilmente installazioni rocciose fatte di lastre calcaree. Questi sono resti di “arans”recinti di caccia, utilizzati per la caccia di vari ungulati abitanti delle steppe fino agli anni ‘30 del secolo scorso. Oggi questo insieme non è che un monumentale ricordo dei vecchi tempi, un vero museo a cielo aperto sotto le stelle. La strada conduce a rocce monolitiche, attraversando un piccolo altopiano e presto appare la sagoma del Monte Bokty, la cui forma cambia a secondo del punto di osservazione; infatti vista dalla parte meridionale è molto simile a una piramide.

Attraversando il villaggio di Senek, circondato dalla sorprendente zona sabbiosa che prende il nome dal villaggio – Senek Sands, dove si possono vedere paesaggi incredibilmente pittoreschi di un deserto da favola. Il Kazakistan è una destinazione per viaggiatori interessati a scoprire una meta insolita e genuina, crocevia transcontinentale di popoli a cavallo tra Europa e Asia, dal Mar Caspio agli Altai. Steppe ricche di prati e aree sabbiose, foreste archeozoiche e canyon rocciosi, verdi colline e montagne innevate, laghi cristallini e incredibili deserti, che nel Mangystau con le moschee sotterranee si integrano in surreali paesaggi fiabeschi che sembrano dipinti. Questi aspetti contrastanti caratterizzano la Repubblica ex-sovietica del Kazakistan, il più grande Stato del mondo senza accesso al mare, in dinamico equilibrio tra il passato carovaniero della Via della Seta ed il futuro delle progredite architetture della nuova capitale Astana, la “Dubai della steppa”.

Testo e Foto di Giuseppe Russo |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

BIO

Giuseppe Russo è un viaggiatore, fotografo, blogger e reporter con oltre 20 anni di esperienze e collaborazioni di viaggio per il mondo come tour leader. I suoi reportage sono pubblicati, oltre che su “Latitudeslife”, anche sul suo Blog   ZOOM,ANDATA&RITORNO DI GIUSEPPE RUSSO   

L’itinerario descritto fa parte di un progetto un viaggio in KAZAKISTAN E MANGYSTAU  con l’operatore VIAGGI TRIBALI dal 9 al 19 Agosto 2018