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Istituite per legge, le ferrovie turistiche italiane

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Nel 2016, secondo fonte ufficiale delle Ferrovie dello Stato, sono state  quasi 70mila le persone che hanno scelto di viaggiare sui circa 400 chilometri di linee in disuso, situate in aree di particolare interesse naturalistico e archeologico, riattivate dalla Fondazione FS Italiane a scopo turistico.

Non sorprende quindi l’interesse crescente verso il turismo ferroviario che ha portato,  in  pieno agosto 2017, alla promulgazione della LEGGE 9 agosto 2017, n. 128 entrata in vigore il 7 settembre:  “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”.

Si tratta di un provvedimento atteso da tempo, in particolare non solo dalla stessa Fondazione FS, ma dalle tante piccole Associazioni riunite nella FIFTM – Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali e dalla nuova Alleanza per la Mobilità Dolce (A.Mo.Do.).

Il turismo ferroviario ha un seguito di pubblico sempre più esteso che va, quindi, disciplinato e razionalizzato. La Legge rappresenta un primo, significativo passo, anche nell’ambito del piano strategico di sviluppo del turismo in Italia  2017-2022, cui dovranno seguire i passi successivi: decreto del MIT (di concerto con MIBACT e MEF), regolamenti attuativi, stanziamenti finanziari, individuazione degli attori da coinvolgere nei singoli territori, ecc.

Intanto l’articolo 1 individua le finalità dell’intervento legislativo: la salvaguardia e valorizzazione delle tratte ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico (che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze) e dei mezzi rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle, nonché la disciplina dell’utilizzo dei ferrocicli.

L’articolo 2 individua come tratte ferroviarie ad uso turistico 18 linee, con una presenza importante nel centro Italia (Abruzzo, Molise e Toscana) e nelle due isole maggiori (Sicilia e Sardegna con 4 linee ferroviarie ciascuna), a condizione che siano comunque assicurati i requisiti di copertura finanziaria. Di seguito l’elenco:

a)Sulmona-Castel di Sangro;

b)Cosenza-San Giovanni in Fiore;

c)Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio;

d)Sacile-Gemona;

e)Palazzolo-Paratico;

f)Castel di Sangro-Carpinone;

g)Ceva-Ormea;

h)Mandas-Arbatax;

i)Isili-Sorgono;

l)Sassari-Palau Marina;

m)Macomer-Bosa;

n)Alcantara-Randazzo;

o)Castelvetrano-Porto Palo di Menfi;

p)Agrigento Bassa-Porto Empedocle;

q)Noto-Pachino;

r)Asciano-Monte Antico;

s)Civitavecchia-Capranica-Orte;

t)Fano-Urbino.

La nuova legge contribuirà ad arricchire l’offerta di nuove  opportunità per gli appassionati del turismo lento, attento e consapevole, e al contempo dirottare flussi turistici sui tanti territori che,  fuori dai circuiti tradizionali del turismo classico, grazie ai treni storici e turistici, potranno individuare nuove occasioni di crescita sociale ed economica.

Di Licia Zuzzaro |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com