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Gran Canaria un’isola di non solo mare

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Gran Canaria è un pezzo d’Europa nella Macaronesia, regione formata dalle isole portoghesi di Madera, dalle isole Selvagge (un piccolo arcipelago nell’Oceano Atlantico settentrionale, tra Madera e le isole Canarie), dalle Azzorre, dall’isola Africana di Capo Verde, da una parte di costa del Marocco e, naturalmente, dalle Canarie. E’ una delle otto isole dell’arcipelago spagnolo, la seconda più popolata, rinomata per le spiagge dorate e per il suo clima di caldo perenne.

Un angolo di Oceano Atlantico che ha tutto quello che si cerca per delle vacanze da sogno: si può praticare qualsiasi sport in mare e sulla terra ferma, starsene in completo relax beneficiando del sole a picco sulle spiagge di Playa del Inglés e sulle dune di Maspalomas o tra le calette settentrionali, oltre a divertirsi senza vincoli di orari tra i numerosi locali di Las Palmas, il capoluogo situato sulla piccola penisola a nord che interrompe la circonferenza, quasi perfetta, della costa.

Gran Canaria è tutt’altro che monotona. Si passa in poco tempo dalla spiaggia ai boschi in montagna, dal caldo del litorale alle temperature più fresche delle cime (La Cumbre) qualche volta addirittura innevate. Inoltre, essendo un ponte tra Europa, Africa e America, ha visto un continuo passaggio di genti e culture diverse… Insomma, per essere un’isoletta di solo 1560 chilometri quadrati può essere definita veramente un continente in miniatura.

Il visitatore amante delle lunghe passeggiate tra i boschi della Cumbre, che non si accontenta di crogiolarsi al sole sulle spiagge ma preferisce studiare ogni aspetto della geografia locale attraverso le catene montuose del centro, che custodiscono la storia dell’isola, deve esplorare il Parco Rurale Nublo, punteggiato da 30 piccoli villaggi e riconosciuto come Riserva della Biosfera dell’Unesco. Qui si trova il complesso culturale e artistico aborigeno più importante di tutto l’arcipelago delle Canarie, ricco di siti con pitture rupestri come la Cueva Pintada (Grotta Dipinta) di Gàldar, una grotta artificiale decorata con i caratteristici motivi geometrici bianchi, rossi e ocra, che si ritrovano anche sulle ceramiche e sono persino riprodotti sui comuni souvenir. Questo sito è stato scoperto nel 1873 e, dato la sua grande importanza storico-artistica, a partire dal 1970 le istituzioni ne hanno promosso la conservazione e la promozione turistica.

Altra tappa imperdibile sono i granai, tra cui spicca il Cenobio di Valeròn, una grotta con una copertura naturale nella quale gli antichi canari scavarono 300 vani da usare come magazzini. Un altro insediamento importante è quello del barranco de Guayadeque, una sfilza di giacimenti e grotte che testimonia una presenza massiccia di aborigeni, e la Fortaleza de Ansite, una sorta di villaggio fortificato, distribuito su più piani collegati fra loro da passaggi sotterranei: questa è molto probabilmente l’ultima costruzione aborigena che resistette agli attacchi dei conquistatori spagnoli. Le case aborigene, dalla forma tondeggiante con le pareti di pietra e il tetto in legno, erano scavate nella terra oppure scavate nella roccia (usanza che permane ancora oggi in alcune zone dell’isola).

Per comprendere usi e costumi di questo antico popolo, vi consiglio di visitare il piccolo Museo di Fortaleza, che ricostruisce fedelmente scene della loro vita quotidiana, fatta  di agricoltura, di allevamento e di pesca. Ma per conoscere veramente un popolo non si può fare a meno di provarne la cucina tradizionale, e chi volesse assaggiare il piatto canario per eccellenza dovrebbe ordinare senza dubbio il gofio, un impasto di cereali tostati e macinati che viene servito sulle tavole indigene fin dalla notte dei tempi.

Testo di Beatrice Caldovino |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com