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Golf, una costa molto Brava

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di Pietro Busconi

Se a un golfista dici Spagna, l’idea che subito si fa è quella di campi da golf straordinari. Con il clima mite che caratterizza buona parte dell’anno soprattutto sulla costa mediterranea, il Paese iberico vanta il primato del maggior numero di golfisti europei che vi si recano per trascorrere periodi più o meno lunghi di vacanze. Dal confine francese a quello con il Portogallo la costa è pervasa di campi da golf, molti dei quali considerati di primissimo livello nel panorama mondiale. Per noi che arriviamo dall’Italia, delle tante possibilità che la Spagna offre, la destinazione certamente più comoda è la Costa Brava, a soli duecento chilometri dalla Francia. Raggiungerla in auto richiede un tragitto analogo a quello che si impiega per arrivare in Puglia da Milano, mentre in aereo, il volo dura poco più di un’ora. Si atterra a Barcellona e, da lì, sessanta minuti di auto e si è già pronti per giocare su alcuni dei migliori campi del Paese. Va però detto che la vicinanza con i Pirenei può influenzare la mitezza delle giornate soprattutto nel periodo invernale e qualche volta capita di trovare vere e proprie giornate gelide che, lo sappiamo, non sono certo il massimo per praticare il nostro sport preferito. Ma da aprile in poi, il bel tempo è quasi assicurato. La Costa Brava è ricca di storia, arte e cultura. Numerosi castelli testimoniano la grandezza spagnola di epoche passate e, più recentemente, è qui che visse e lavorò Salvador Dalì. Sulla gastronomia, poi, niente da dire. Basta al riguardo citare la città di Roses dove lavora Ferran Adrià, lo chef definito “l’icona del XXI secolo della cucina catalana d’avanguardia”.

Ma veniamo al golf. Come nelle altre regioni della Spagna, la Costa Brava ha investito con determinazione sul turismo golfistico.  Attualmente i circoli dedicati a questo sport sono quarantuno per un totale di 765 buche. I loro percorsi si snodano in una natura ancora brulla dove la macchia mediterranea la fa da padrone e dove il profumo di resina dei pini marittimi accompagna il giocatore. Tre i campi che abbiamo provato: Il Platia del Pals è un percorso di 18 buche che si sviluppa continuamente all’interno di una fitta pineta. Golf World lo inserisce tra i 100 migliori campi d’Europa. Se i colpi riescono ad evitare i tanti pini, ci pensano i numerosi bunker a punire il giocatore meno prudente. I green, tutti molto ondulati, rendono il gioco ancor più intrigante e divertente. L’Empordà è invece un campo con due percorsi da 18 buche chiamati Links e Forest. Bastano questi nomi a spiegare la tipologia dei diversi percorsi. Il primo è un tracciato dal sapore decisamente britannico. Pochi alberi e un rought alto e insidioso. Numerosi gli ostacoli d’acqua che invitano il giocatore a concedersi qualche colpo un po’ azzardato ma, comunque, avvincente. Il secondo, disegnato dall’architetto americano Van Hagge, si snoda in una splendida pineta con larghi fairways e green ben posizionati per assicurare divertimento e sfida al tempo stesso. Il PGA Catalunya è il campo numero 1 della zona. Eletto come primo campo di Spagna, ha conquistato il secondo posizionamento in Europa ed è annoverato tra i primi 100 del mondo. Anche qui due percorsi da 18 buche: Stadium e Tour. Il primo, inaugurato nel 1999 ospita numerose manifestazioni internazionali. E’ un campo lungo e decisamente impegnativo dove i giocatori con handicap basso sapranno divertirsi e dove quelli con handicap alto se la dovranno vedere con i tanti ostacoli di acqua e di sabbia mai posizionati casualmente. ? pb

Link utili: Pietro Busconi

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