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Golf in Portogallo

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Cinquanta anni fa non c’era niente. Solo mare, spiaggia, e tanta terra incolta, spesso arida e dall’aspetto inospitale. Poi, grazie ad un progetto integrato di turismo e allo spirito imprenditoriale di qualche singolo e di alcune società di investimento, è partita la realizzazione di quello che oggi è considerato la Saint Tropez del Portogallo: Vilamoura.

A soli 20 kilometri da Faro, capitale dell’Algarve dove atterrano aerei provenienti da ogni parte del mondo, arrivano in continuazione turisti e, tra questi, sempre più golfisti. Del vecchio borgo, abitato da pochi pescatori, non resta più nulla. Anche il terreno su cui sorgeva è stato “riconvertito” e ora, al posto delle modeste casupole di qualche decennio fa, spiccano complessi residenziali e grandi alberghi molti dei quali a cinque stelle. Un po’ quello che è successo in Spagna, a Marbella. Ma lì la speculazione fu selvaggia e non fu risparmiata neppure la spiaggia dal proliferare di costruzioni basse, alte, larghe e strette dal gusto spesso discutibile. In questo, Vilamoura è diversa, almeno fino ad adesso. Sembra che il piano regolare adottato abbia seguito una logica intelligente o, quanto meno, il buon senso: alberghi raffinati, ville sontuose e residence discreti rappresentano oggi la maggior parte dello scenario che si offre al turismo in arrivo.

The Lake Resort

Ai servizi è stato poi riservato ampio spazio, nella logica di voler non solo affascinare il visitatore ma proprio di conquistarlo e costringerlo a tornare. Tra gli altri, un servizio di shuttle gratuito che costantemente fa la spola tra i principali alberghi ed i campi di golf, un attrezzato casinò dove tentare la fortuna o assistere a piacevoli spettacoli comodamente seduti al ristorante e un’ampia scelta di escursioni marittime per chi voglia provare l’esperienza di un incontro con gli squali o i delfini o, più tranquillamente, farsi una nuotata nelle grotte di cui è ricca la costa. Ma Vilamoura è anche efficienza. È tra le poche località, non solo del Portogallo ma forse di tutt’Europa, a disporre di un impianto di desalinizzazione. Un progetto imponente ma necessario legato alla pressoché completa mancanza di acqua dolce nella zona ed alla scarsa piovosità. In questo modo si è praticamente risolto il problema della disponibilità idrica per molteplici usi anche se si beve esclusivamente acqua minerale.

A Vilamoura si trova tutto quello che serve per una vacanza improntata al relax, alla vita notturna, al lusso e all’eleganza oltre, naturalmente, allo sport. Di alberghi ce ne sono molti, alcuni veramente ottimi. L’ultimo nato è il maestoso Lake Resort, un complesso cinque stelle che dispone di quasi 200 camere dotate di ogni confort, alcune suites e una parte residence di quasi cento unità. Il tutto immerso nel verde delle aiuole e dei giardini che fanno da cornice alle tre piscine. Tra le principali strutture che compongono questo resort, sicuramente merita una visita la zona termale composta da piscina coperta e riscaldata, idromassaggio, bagno con acqua ipersalina (come quella del Mar Morto), zona sauna, bagno turco e aromatico e area dedicata ad ogni tipo di trattamento estetico per la cura del viso e del corpo. Il servizio ed il garbo del personale è adatto ad un albergo di lusso ed esclusivo che punta ad essere riconosciuto come “l’albergo più lussuoso di tutto l’Algarve”. In cucina i cuochi e lo chef riescono a proporre piatti elaborati e fantasiosi, capaci di coniugare i gusti ed i sapori locali con le tendenze culinarie più avanzate. Tre i ristoranti, uno classico, uno dedicato alla cucina orientale con piatti ispirati alla tradizione cinese, giapponese, vietnamita e tailandese. Il terzo è un pratico grill incastonato tra le piscine nel giardino dell’hotel.

Ma veniamo al golf. Per chi è appassionato di questo gioco non è necessario parlare di Algarve. Non serve ricordare che è una delle principali destinazioni mondiali del turismo golfistico. Anche il nostro Mezzogiorno potrebbe essere così se avessimo politici, amministratori ed imprenditori meno ciechi e più capaci di cogliere le opportunità; ma questo è un altro discorso. In Algarve il golf è re. Ovunque si vada si vedono cartelli pubblicitari con soggetti ispirati al mondo delle 18 buche. Nei negozi molti oggetti comuni richiamano questo sport e anche molti locali hanno nomi tipicamente legati a questo gioco: “backspin”, “19a buca”, “hole in one”, “caddyshake” e via così. Arrivando a Vilamoura si è subito immersi in un ambiente che trasuda golf ad ogni angolo di strada. Non a caso i cinque campi della zona raccolgono oltre 300 mila green fee all’anno. In pratica qualcosa come 60 mila giocatori per campo, pari a circa 170 giocatori al giorno in tutti i giorni dell’anno. Già arrivando in aeroporto si ha un’idea di cosa sia il golf per l’economia locale: sono più le sacche che le valigie che si vedono caricare e scaricare dagli aerei. A venire da queste parte sono tradizionalmente di più gli inglesi e i tedeschi, ma anche italiani e francesi cominciano a scoprire la piacevolezza di questi posti, dove la temperatura mite anche nei mesi per noi più freddi, consente di giocare piacevolmente. Il periodo migliore per venire è febbraio-marzo, periodo in cui c’è meno affollamento sui campi di gioco. Ma tutti i mesi dell’anno vanno bene per trascorrere una vacanza a Vilamoura anche se, agli amanti della vita notturna, bisogna raccomandare i mesi estivi ed in particolare luglio ed agosto. In questo periodo migliaia di giovani si danno appuntamento nei tanti ristoranti e locali che si affacciano sul porto turistico per trascorrere interminabili nottate, un po’ come accade in Costa Azzurra, ad Ibiza e in numerose località “a la page” italiane.

Pinhal

Ma noi che siamo golfisti tutti d’un pezzo, guardiamo dritto.  A noi interessa (quasi) solo giocare. A Vilamoura ci sono cinque percorsi, tutti realizzati per ospitare giocatori di varia abilità ma tutti ugualmente capaci di interessare e divertire. Il più bel percorso della zona sembra essere il Victoria Clube de Golfe, campo che ospita annualmente l’Algarve World Cup, manifestazione internazionale per coppie di giocatori della stessa nazionalità. Su questo 18 buche (par 72 di 6.560 metri di lunghezza) disegnato da Arnold Palmer ed inaugurato solo pochi anni fa, si possono incontrare buche relativamente facili così come buche più intriganti che, complice l’acqua che accompagna la metà del percorso, possono rendere la vice difficile ai più disinvolti. Tra queste, la buca 12, par 5 di 500 metri, richiede l’attraversamento di due ostacoli d’acqua con due tiri poderosi per poter puntare al par. Due altri campi appartengono allo stesso complesso ed hanno in comune una bella, ospitale club house: il Millennium Golf Course e il Laguna Golf Course. Sono entrambi ben curati e predisposti perché non si perdano palle e si possa velocizzare al massimo il gioco, vista l’elevata affluenza quotidiana di giocatori. Il primo è un 18 buche par 72 di 6.143 metri, realizzato dall’inglese Martin Hawtree ed inaugurato nel maggio del 2000 (da qui il nome). Il Laguna, altro 18 buche, par 72 di 6.133 metri, si deve all’americano Joseph Lee ed è stato completato nel 1993. Entrambi sono campi piani che si snodano tra alcuni ostacoli d’acqua anche impegnativi e tratti di boschi e pinete che richiedono maggior cura e precisione nell’effettuazione dei colpi più lunghi. C’è poi il Pinhal Golf Course. Anch’esso di 18 buche, par 72 di 6.151 metri, è stato aperto nel 1985 e disegnato da Frank Pennink. È un po’ diverso dagli altri. Si sviluppa interamente all’interno di una bella pineta e il colpo d’occhio è appagante. Diverse le buche che si fanno ricordare, molte delle quali hanno come unica difficoltà solo grandi pini che possono punire i colpi meno precisi. A conferma che si tratta di una campo “speciale” le tante ville che costellano praticamente l’intero percorso e che sono di proprietà di ricchi portoghesi o turisti internazionali. Una curiosità: tutti i campi della zona appartengono ad un unico proprietario: una società che ha finanziato i lavori e che provvede alla conduzione e alla promozione dei tracciati di gioco. La società è spagnola. ? pb

di Pietro BusconiRiproduzione riservata © Latitudeslife.com

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