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Golf Club Andermatt

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di Pietro Busconi

Il suo nome è Samih Sawiris, egiziano. Abbastanza ricco da permettersi hotel e villaggi turistici in Oman, Egitto e Montenegro. E in Svizzera, dove la nuova struttura si chiama Chedi: un albergo di lusso, dotato di ogni confort, che sorge nel cuore di Andermatt, a pochi chilometri dal Passo del San Gottardo, a due ore e mezzo di auto da Milano. L’investimento complessivo sfiorerà i due miliardi di franchi svizzeri e comprenderà altri sei hotel a quattro e cinque stelle, 490 appartamenti suddivisI in 42 edifici, 25 chalet esclusivi, piscina coperta e infrastrutture adatte ad ospitare congressi.

Un progetto cui l’aggettivo “faraonico” in questo caso calza perfettamente, viste anche le origini dell’ideatore. Una realizzazione che andrà a compimento nei prossimi due anni e che ridisegnerà il ruolo del piccolo paese nel settore del turismo dopo anni di recessione iniziata con la costruzione del passante ferroviario che, nel 1882, deviò il passaggio dal valico riducendo drasticamente le presenze turistiche. La nuova stagione di Andermatt sarà lunga. D’inverno, il collegamento con il vicino carosello di Sedrum porterà a 120 chilometri le piste disponibili per sciare, mentre d’estate, oltre alle normali attività tipiche dei centri montani, il clou sarà il campo da golf a 18 buche che sorge ed è già giocabile nelle immediate vicinanze del complesso alberghiero.

Il percorso (18 buche, par 72 di quasi 6000 metri), è dotato di diverse aree di partenza che possono allungare il campo di quasi 300 metri. Ostacoli d’acqua a volte insidiosi arricchiscono il percorso di gioco rendendolo sfidante per i giocatori più abili pur consentendo un gioco piacevole anche agli handicap più alti. Quattro i par 5 e altrettanti i par 3 per un tracciato che, malgrado la giovane età, si presenta con un tappeto erboso compatto e ben curato. Nonostante l’altitudine che dovrebbe aiutare il volo della palla, non è sempre agevole prendere i green in regolarità. In caso di vento, anche leggero, le bandiere sembrano essere più lontane di quello che sono. Alcune buche in salita risultano affaticanti anche per l’ancora scarsa disponibilità di golf cart. Cortesia e premura dello staff sono una costante e, a differenza di altri campi svizzeri, questo rende l’ospite sempre gradito.

Foto Web | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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