Giovani, generazione social addicted e sempre in viaggioPrevious Article
Trekking in Val di CembraNext Article

Cinque ottimi motivi per una vacanza in Val Venosta

Line Spacing+- AFont Size+- Print This Article

Campanile di Curon, Lago di ResiaLa Val Venosta si trova nella parte occidentale dell’Alto Adige ed è un vero paradiso per escursionisti e amanti degli sport di montagna. Ricco è infatti il paesaggio culturale e naturale, con una vasta scelta di attività per il tempo libero. Il Parco Nazionale dello Stelvio, i famosi sentieri delle rogge della Val Venosta, le vette imponenti come il Re Ortles, sono solo alcuni esempi di quello che fa della Val Venosta un eden anche per gli appassionati di mountain bike, che hanno a disposizione qualsiasi tipo di percorso, dai più facili ai più impegnativi, adatti sia a principianti, sia ad esperti. La Val Venosta merita di essere visitata in ogni stagione dell’anno, ma è in estate che sorprende coi suoi pascoli verdi che sembrano dipinti.

Le rogge

Chiamata anche  la «Valle del Sole» perché qui ci sono 300 giorni l’anno di media senza pioggia, sembra fatta apposta per camminare d’estate (oltre che sciare d’inverno), e il modo migliore per cominciare a scoprirla è proprio partire da sentieri che non si trovano da nessun’altra parte: le rogge. Sono stretti canali d’acqua utilizzati secoli fa dai contadini per l’irrigazione dei campi dove ancora oggi si producono le loro ottime mele (insieme a tanti altri ortaggi e frutta bio). Le rogge corrono lungo l’intera valle, costeggiano vigneti e masi e portano a luoghi spettacolari. In tutta la valle si contano circa una ventina di questi sentieri delle rogge. I sentieri altoatesini sono percorribili in tutti i periodi dell’anno e offrono splendide vedute panoramiche sulle possenti catene montuose e sulla valle. Molto popolari sono i sentieri delle rogge intorno a Malles, Glorenza e Sluderno, oltre alla roggia di Senales-Ciardes scavata nel 1504 e lunga 11 chilometri. Durante il corso dell’anno, sono moltissime le attività e gli appuntamenti che aspettano il turista in Val Venosta: belle escursioni di varia difficoltà, eventi culinari e culturali ricchi di tradizioni e allegria.

Mele, albicocche e whisky

Nelle pensioni, rifugi e ristoranti della Val Venosta si trova sempre una calda ospitalità e il meglio delle specialità tipiche regionali. La Val Venosta è particolarmente conosciuta per le sue mele con il bollino della coccinella, le albicocche, le fragole della Val Martello, la pera Pala e le castagne. E vicino a Glorenza esiste  l’unica distilleria di whisky in Italia, la Puni. Le botti con il distillato vengono invecchiate in bunker militari sotterranei della Seconda Guerra Mondiale. E, siccome vengono prodotti tre tipi di whisky, l’invecchiamento avviene in botti di Bourbon provenienti dagli Stati Uniti, in botti di Marsala provenienti dalla Sicilia e in botti di vini dell’Alto Adige. Questi pionieri del whisky italiano utilizzano esclusivamente purissima acqua dai ghiacciai della Val Venosta e acquistano segale venostana dai contadini dei dintorni per la produzione del loro distillato.

mele_val_venostaIl Lago di Resia

In questa valle la vacanza è da sogno e non può che cominciare al  pittoresco Lago di Resia. Il lato fatato? Il campanile romanico del 1300 che emerge dall’acqua, considerato il simbolo della regione. Lungo ben 6 km, con la capacità di 120 milioni di metri cubi, il lago è il più grande dell’Alto Adige. Fino al 1950 si trovavano tre laghi naturali presso il passo Resia: il lago di Resia, il lago di Curon ed il lago di San Valentino alla Muta. La costruzione di una diga unificò i primi due laghi e sommerse però il piccolo paese, dal quale tutti gli abitanti dovettero evacuare. Solo il grande campanile solitario che spunta dall’acqua  ricorda ancora oggi questo episodio. L’avvenimento è però anche avvolto da molte leggende, una della quali narra che in certi giorni d’inverno ancora oggi si possono udire le campane del campanile che risuonano dal fondo del lago.

Pittoreschi paesini

Ma non sono solo gli alpeggi e le montagne della Val Venosta ad attirare ogni anno molti visitatori: i pittoreschi paesini della zona come Curon, Resia, Castelbello-Ciardes e Silandro sono dei veri gioielli assolutamente da visitare. Per non parlare della deliziosa Glorenza, famosa anche per essere la città più piccola dell’Alto Adige e dell’intero arco alpino. Una cittadina medievale con i suoi bastioni perfettamente conservati. Da vedere anche le case signorili medievali, le volte, i portici medievali e il castello di Glorenza. Da pochi anni la città ospita nella Torre di Tubre una mostra permanente dedicata al figlio più famoso della città, l’artista Paul Flora, morto nel 2009.
Il paese di Lasa, invece, è particolarmente noto per le sue cave di marmo che esporta in tutto il mondo ed è stato anche utilizzato per la costruzione della nuova stazione della metropolitana di Ground Zero a New York.

il paese di Silandro in Val VenostaCastelli

Anche gli amanti della cultura non restano a bocca asciutta e sono deliziati dalle numerose chiese, castelli e palazzi. Da non perdere l’Abbazia di Monte Maria e Castel Juval, che ospita uno dei famosi musei dell’alpinista Reinhold Messner. Ma sono circa 40 le rocche e i castelli ricordano la movimentata storia della Val Venosta in Alto Adige. Tra i meglio conservati ricordiamo Castel Coira a Sluderno: eretta nel XIII secolo, la costruzione medioevale fu trasformata come il Castello di Coldrano in una sfarzosa residenza rinascimentale. Castel Coira fu costruito nel 13esimo secolo e nel 16esimo secolo i conti Trapp lo trasformarono nella residenza rinascimentale più bella dell’Alto Adige. Celebre soprattutto la splendida armeria, in cui è custodita la più grande collezione privata Castelbello. Vale la pena visitare anche le rovine del castello di Montechiaro e di Castel Rotund a Tubre in Val Monastero, uno dei castelli più elevati del Tirolo.

Castello di Castelbello Val Venosta

di Graziella Leporati, foto Shutterstock |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com