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Bretagna tra oceano e cielo

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Tra oceano e cielo c’è una linea sottile che è facile distinguere, più chiara. Ho imparato a riconoscerla in Bretagna.

I “Bretoni nascono con l’acqua del mare intorno al cuore”, recita un adagio da queste parti. “Pour quoi l’eau salèe n’ait jamais le goût des larmes” (perché l’acqua salata non abbia mai il sapore delle lacrime). E’ una frase che si legge ovunque perché qui il mare, la sua vita, i suoi dolori, le sue storie, entrano nel vissuto della gente e dei luoghi, come la marea nelle falesie. La scoperta del gioco delle maree è stata una delle esperienze più affascinanti, forse la più forte tra quelle che riguardano il paesaggio. Per chi è cresciuto nel Mediterraneo, questo fenomeno è più che altro un concetto astratto. In Bretagna è qualcosa che cambia continuamente il profilo della costa, lo tormenta, lo incide e lo travolge. A bassa marea spuntano dappertutto scogli neri come il carbone, alghe ammassate, file interminabili di gusci di molluschi e le barche che restano a secco, inclinate su una fiancata, sospese come per magia tra terra e aria, in attesa del mare che si è allontanato. Poi tornano le onde e riprendono possesso di tutto.

Lo sport regionale per definizione è certamente la vela. Non a caso la più grande e famosa scuola di vela europea “Les Glenans”, è nata proprio qui, adottando il motto: “scuola di vela, di mare e di vita”. Tutti i vecchi lupi di mare che incontro continuano a ripetermelo: chi sa navigare in Bretagna, sa navigare su tutti i mari. Anche chi ha il mal di mare ha, in questa Regione, l’opportunità di provare l’ebbrezza di lasciarsi trasportare dal vento, in questo caso però si rimane sulla spiaggia. Li vedo continuamente sfrecciare sulle lunghe distese di sabbia, i carri a vela. Tecnicamente si chiamano speed-sail. Mi dirigo verso Saint Malò, la bella e impossibile città dei corsari. Posto magico e ricco di fascino. Ancor più particolari i suoi abitanti. Il loro motto è eloquente «Abitante di Saint Malò prima, Bretone può darsi, francese per quello che resta». La passeggiata lungo i bastioni regala suggestioni forti, il mare che s’infrange sugli scogli e le luci della città che si spengono. Il vento freddo del nord che sferza i pensieri e l’anima. Anima di corsaro.

Pur rimanendo sulla costa assaporo continuamente le due anime della Bretagna: l’Armorica (il paese del mare) e l’Argot (il paese delle foreste). La Bretagna dell’Oceano e la Bretagna della Terra. Due universi, due civiltà, quella dei marinai e quella dei contadini che si compenetrano come fanno i colori con il verde intenso delle vallate e poi il blu dell’oceano. Il profumo stesso dell’aria che si respira è un’indefinibile sintesi di questa unione. Una miscela di essenze boschive, di resina, di fiori, di alghe appassite, di salmastro e di terra bagnata, di ostriche e di burro, di sidro e di legno impregnato, di fumo, di nebbia, di reti e di porto. È un profumo umido e malinconico, ma nello stesso tempo carico della forza e del coraggio di uomini duri e pazienti, di mare e foresta. In un Paese ricco di leggende e dove la natura è ancora così forte e presente, è molto facile lasciarsi andare con la fantasia e immaginare di essere un gabbiano che spazia oltre la costa e si libra nel plumbeo cielo. Mi ritrovo, in un attimo, a seguire le correnti d’aria e penetrare nell’interno del territorio, oltre quelle dense nubi nere, verso scogliere scolpite, vallate fiorite, su gente silenziosa e rude ma cordiale e ospitale. Il loro sguardo è sincero.

Continuo a volare su quell’oceano immenso. Intorno a me solo un senso di tranquillità resa viva da improvvisi rimbombi lontani di una forte burrasca! Vedo animarsi gli scogli sparsi tra mare e terra; riconosco gli alti fari che tagliano l’orizzonte, le insenature che feriscono le belle vallate; godo delle variopinte casette rallegrate da fiori e della scia spumosa delle navi che taglia l’oceano. Noto il sudore da lavoro dei pescatori, seguo il canto dei raccoglitori di ostriche di Cancale. Quelle note che si espandono nell’aria mi ammaliano e mi costringono a volare seguendo il loro ritmo. Su, sempre più su, in quello spazio infinito vedo le verdi macchie di boschi antichi, le chiese, i villaggi raggruppati. Penetro in ogni casa e ascolto le storie che i vecchi raccontano. Fate, demoni, cavalieri, una storia infinita che è vera come vero è il mio volare, il mio respirare quel mondo che sento vivo. Discendo leggero come piuma e siedo ad ascoltare e palpito per gli amori, i tradimenti, le gesta eroiche dei tempi passati.

Sto sognando? Forse, ma è proprio in Bretagna che il Sogno è Vita, parafrasando l’opera teatrale di Calderon De La Barca “La Vita è Sogno”. Come dice un’antica poesia bretone: “a coloro che sceglierà, non basterà visitare la Bretagna. Dovranno lasciarla sognando di viverci, con l’orecchio attaccato al buco di una conchiglia che mormora. E il suo richiamo sarà come quello di un chiostro dal muro aperto verso il largo: il mare, il vento, il cielo, la nuda terra e poi niente. Questa è una provincia dell’anima”.

Allora: “Kenavo!”, ossia arrivederci, in bretone naturalmente!

Testo di Dario Giardi. Foto di Lucio Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Info utili

Come arrivare: con Alitalia, Air France, Easy Jet, Vueling e Ryanair si vola dai maggiori aeroporti italiani per Parigi e da qui si prosegue in auto o in treno.

Quando andare – Clima: date le dimensioni del Paese e le differenti altimetrie, il clima francese risulta essere molto vario. In Bretagna, in generale, il clima è fresco ed umido. In estate, le giornate si allungano: le temperature sono piacevoli e possono arrivare a sfiorare anche i 30° C. In inverno la temperatura media può aggirarsi intorno ai 5°C. Il tempo può subire rapide variazioni: è consigliabile avere sempre abiti per la pioggia.

Dove dormire: Hotel les Chiens du Guet – 4 place du Guet. Accogliente hotel situato nella parte ovest della Città Vecchia. Per una camera doppia si parte da 50 € in bassa stagione e 55€ in alta. Contattare direttamente la struttura per avere maggiori informazioni riguardo i prezzi e le eventuali offerte. La struttura dispone anche di una brasserie.

Dove mangiare: Creperie Margaux – 3 Place du Marché aux Légumes. Simpatico locale posto nella Città Vecchia con un’ampia scelta di piatti. Da provare le famose galettes bretoni.

Lingua: francese e, molto diffuso, l’inglese.

Valuta: euro.

Elettricità: 220 V, 50 Hz.

 

Per avere altre informazioni sulla Bretagna puoi leggere Bretagna cibo per sogni nella sezione Viaggi d’autore.

Link utili: Atout France