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A Belgirate: tra rievocazioni letterarie, ville storiche e sedie in fiore

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Il Lago Maggiore ospita deliziosi borghi da riscoprire, con calma, a una manciata di chilometri da altre località famose in tutto il mondo. Uno di questi è sicuramente Belgiratepaesello incantevole che mantiene quel che il suo nome promette: bella svolta del lago” per usare le parole di Stendhal ne La Certosa di Parma.
Borgo apprezzato sin dalla fine del Seicento, come testimoniamo le dimore padronali che risalgono a quell’epoca, è nell’ Ottocento, grazie alla strada del Sempione prima e alla ferrovia poi, che Belgirate assurge a destinazione apprezzata da un turismo d’élite. Che qui si dà convegno e che vi arriva non solo da Milano ma anche da Torino e Genova, nonché dalla Svizzera e da paesi del nord Europa. Come, tra l’altro, avviene ancora oggi. Osservando le targhe delle automobili parcheggiate a inizio stagione estiva, molte sono quelle provenienti dal nord del continente: Paesi Bassi, Germania, Francia. Ma tra i turisti presenti non mancano gli inglesi  e gli scandinavi che possono approfittare dell’aeroporto di Milano Malpensa.
A Belgirate certo non si osserva il via vai tumultuoso di Stresa, che rimane indiscussa regina della sponda piemontese del Verbano. Qui non si trovano negozi scintillanti e botteghe traboccanti di souvenir per turisti. Qui bisogna prendersi il tempo per osservare con calma ciò che rimane delle evidenze del passato, prime fra tutte le diverse ville che si affacciano sulla litoranea, da Villa Conelli fino a Villa Carlotta,  di cui si riconosce l’edificio originario dalla pianta ad elle. Con il suo maestoso parco botanico di oltre  20 mila metri quadri va ricordato che è proprio a Villa Carlotta – hotel gestito oggi dal Salute Hospitality Group – che Guido Gozzano ambienta la lirica L’Amica di nonna Speranza: “Son giunte da Mantova senza stanchezza al Lago Maggiore/sebbene quattordici ore viaggiassero in diligenza/…O Belgirate tranquilla! La sala dà sul giardino: fra i tronchi diritti scintilla lo specchio del Lago turchino”.

Il percorso alla scoperta delle ville storiche prosegue  fino alla maestosa villa Beretta – Treves ben visibile dalla strada dove, dal 1892,  il famoso editore milanese, accoglieva l’élite culturale del suo tempo, tra cui Pirandello, Verga, De Amicis, D’Annunzio. Avanzando, in bicicletta o in auto, si possono scorgere altre ville di rilievo, quali Villa Bonghi, Dal Pozzo – D’Annone fino a Villa Matilde, alle porte di Stresa.

Certo, la passeggiata sul lungolago belgiratese è deliziosa e adatta a tutti. Ma è imperativo salire verso l’alto. Peraltro, si può immaginare di ripercorrere il tragitto che il Manzoni che, provenendo da villa Stampa a Lesa, qui si incontrava, durante le sue passeggiate, con Antonio Rosmini. Se l’imponente scalone Cairoli al centro del paese può intimorire i meno allenati, ci sono alternative meno ripide. Muniti di scarpe sportive e anche di un paio di bastoncini, bisogna salire fino alla Chiesa di Santa Maria, nota come Chiesa vecchia, prima parrocchiale di Belgirate, che risale al XII secolo (aperta di solito la domenica mattina). Dal sagrato della chiesa si può godere di una vista superba sul borgo e sul lago. L’interno della chiesa evoca subito i diversi interventi che si sono susseguiti nei secoli, senza nulla togliere all’armonia dell’insieme. Nella campata a destra della chiesa vi è la copia di un quadro datato 1638, di autore ignoto, che rappresenta l’abitato di Belgirate all’epoca  (l’originale è conservato nella  parrocchiale di San Carlo). Alcuni edifici presenti all’epoca nella raffigurazione si possono scorgere agevolmente ancora oggi, scendendo nuovamente in riva al lago: Villa Janetti, Cairoli, Allgayer.

Alle  testimonianze architettoniche di un passato nobile e discreto si affianca, a Belgirate, qualche curiosa presenza contemporanea. Ad esempio, una  scultura in granito che rappresenta un rospo,  a ricordo del nomignolo assegnato in tempi passati ai suoi abitanti, definiti sciatt (che significa rospo in dialetto locale). A testimonianza di questa consuetudine, oggi uno slargo sul lungolago è stato battezzato proprio piazza del Sciatt. Ma non solo. Disseminate sul lungolago e nel borgo antico si incontrano biciclette in disuso, resuscitate a nuova vita grazie a pennellate di colore e composizioni floreali, ma anche vecchie sedie  rivestite a nuovo, con fiori in plastica e decorazioni varie, frutto dell’iniziativa di un’associazione culturale del borgo che ha raccolto cose e manufatti dalla comunità belgiratese. Un bel modo per partecipare tutti, con gesti semplici, al decoro urbano, e  confermare, con orgoglio, la  propria identità comunitaria.

di Licia Zuzzaro |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Come arrivare:

In treno: linea ferroviaria Milano-Gallarate-Domodossola. Alcuni treni regionali fermano a Belgirate (attenzione, poiché in stazione manca il sottopassaggio)

In auto:   Autostrada A8 (Milano – Laghi) Uscita Castelletto Ticino (Segue SS n.33 del Sempione)

Autolinee:
Linea Novara – Arona – Domodossola
S.T.N. – Società Trasporti Novaresi: www.stnnet.it

Linea Novara – Arona – Verbania
S.A.F. – Società Autoservizi Fontaneto: www.safduemila.com

Navigazione Lago Maggiore: www.navlaghi.it
(Approdo di Belgirate)