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Australia. Vivere i colori

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Che sia il rosso acceso di deserti pulsanti di vita, o il verde intenso delle più antiche foreste del mondo, che sia l’azzurro profondo e limpido di un mare gremito di pesci variopinti o l’argento delle città giovani e dinamiche, non c’è nulla come i colori dell’Australia. Tutti da vivere.

Pochi colori decisi, intensi, in Australia guidano la scelta di come vivere la sua estensione. Come scegliere da un post-it multicolore le proprie curiosità e passioni per poi rileggerle e declinarle nei giorni disponibili, sempre tenendo presente che ci si trova di fronte a un continente e non a un Paese.

Il rosso

È il colore dell’immenso outback che si spalanca oltre il bush, che lo separa dalla costa inurbata come una serie di cornici concentriche. Un deserto particolare, che poco condivide con il Sahara, il Namib, il Gobi o gli altri deserti del pianeta. Innanzitutto per il colore rosso, dovuto alla presenza di ferro, e per i pungenti spinifex , arbusti gialli cuciti su di esso come nuvole sul cielo di un presepe. Ma soprattutto perché bastano le poche gocce che cadono all’anno per trasformarlo in un’effimera tavolozza di fiori selvatici. Un deserto che non lo è per nulla, a giudicare dai roditori, lucertole, insetti e serpenti che lo abitano, anche se difficilmente vi capiterà di incontrarne, essendo animali schivi e spesso notturni.

È il regno della Grande Avventura che, con un fuoristrada, tende (oppure un bushcamper), un po’ di provviste, acqua e prudenza, si può affrontare in tutta sicurezza. Basta comunicare alla stazione di polizia all’inizio della pista il percorso, i dati dell’auto, delle persone e orientativamente il tempo che si pensa di impiegare e alla stazione di polizia alla fine avvisare del proprio arrivo. Nel caso si ritardi parte la ricerca sulla pista indicata, che non si deve mai abbandonare. Uno dei deserti più straordinari è Il Simpson Desert in South Australia: 1.100 dune rosse da scavalcare, come un mare immobile e dipinto al tramonto. Difficile spiegare le sensazioni di tre giorni di silenzi sconfinati e di infinite stelle sconosciute che la notte schiariscono il paesaggio e illuminano i nostri sogni.


Che se poi si desiderasse qualcosa di più tranquillo, ma non meno emozionante, nel cuore del grande Centro Rosso, c’è Uluru (Ayers Rock) ai piedi del quale si può brindare con un flûte di champagne, cuocere una polpetta sul bbq (forniti entrambi) o cenare in uno dei ristoranti dei numerosi hotel vicini, mentre il sole incendia di ogni tono del rosso il già rossastro monolito. Molto originale è anche The Sounds Of Silence Dinner: in bus da Yulara, si raggiunge una delle molte dining areas illuminate da torce intorno all’enorme masso. Mentre il sole tramonta viene offerto l’aperitivo e si ascolta la musica dei didgeridoo aborigeni. Segue raffinata cena a buffet. Tra le portate più invitanti un astronomo che, prima del dolce racconta le stelle visibili quella notte, poi osservabili con un telescopio.

Il verde

L’estensione territoriale dell’Australia (7.7 mln di kmq) ne fa il più piccolo dei continenti, ma pur sempre un continente che, spaziando dall’11° al 39° parallelo, abbraccia una grande varietà di climi, dalle zone temperate ma fredde della Tasmania, all’estremo sud, al nord tropicale. Nulla di strano perciò che accanto ai deserti si trovino le foreste più antiche del mondo, di oltre 100 mln di anni di età. Quello che però affascina è l’amore degli australiani per la natura e la loro determinazione nel passare outdoor quanto più tempo possibile.  Amore che si esplica in lunghe bushwalk dove spesso si entra in contatto con la fauna che popola l’Australia, unica al mondo. Basti pensare ai casuari che abitano le fitte foreste tropicali del nord del Queensland o ai marsupiali di cui il Nuovissimo Continente detiene il monopolio assoluto. Se si ama questo tipo di incontri ravvicinati, uno dei luoghi più favorevoli  è Kangaroo Island. I suoi molteplici parchi e riserve sono l’habitat per numerose specie, alcune delle quali hanno caratteristiche del tutto particolari, dovute alla lunga separazione dell’isola dall’Australia.


Canguri,
wallabies, goanna (specie di lucertoloni), echidna, koala, opossum, roditori, pipistrelli, rane e serpenti costituiscono il grosso della popolazione di Kangaroo Island.  In parte però attiva solo di notte. Per ovviare all’inconveniente si organizzano passeggiate notturne condotte da esperti  rangers ai cui occhi non sfugge quello che sfuggirebbe ai vostri. Una citazione a parte meritano i camel che non sono autoctoni, ma neppure cammelli, bensì dromedari usati dai cammellieri afghani nell’epopea dell’esplorazione dell’Australia e poi liberati, che si sono ambientati benissimo e vivono allo stato brado. Tranne quelli catturati per far vivere ai turisti l’esperienza beccheggiante della “nave del deserto” o allevati in fattorie per il brivido alimentare di una polpetta fuori serie. Si possono cavalcare in molti luoghi del red center come a Uluru o nelle Flinders Ranges o ancora su moltissime spiagge. Un po’ per il loro appellativo, un po’ per la loro presenza in riva al mare mi piace pensarli come traghettatori di colori, che ci accompagnano dal rosso al blu.

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