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Araki Amore

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2. Untitled, 2016 © Nobuyoshi Araki / Courtesy Galleria Carla Sozzani, Milan.

2. Untitled, 2016 © Nobuyoshi Araki / Courtesy Galleria Carla Sozzani, Milan.

 

La Galleria Carla Sozzani presenta a Milano una mostra di Nobuyoshi Araki uno dei più grandi e controversi fotografi giapponesi contemporanei, con una selezione di più di ottanta opere a cura di Filippo Maggia, in gran parte inedite e realizzate negli ultimi due anni, dall’emblematico titolo “Araki Amore”. Nobuyoshi Araki è un artista generoso, infaticabile esploratore delle umane passioni e fine ritrattista, capace di mettersi in profonda relazione con il soggetto. In questa esposizione i temi classici della sua produzione fotografica – i nudi, il ritratto, le composizioni floreali, la caotica eppure ordinata città metropolitana – vengono riletti e rielaborati attraverso interventi diretti sul supporto cartaceo, grazie a sequenze organizzate di immagini o, addirittura grazie al recupero di negativi realizzati nei decenni passati.

La stessa figura femminile appare nei suoi lavori più recenti meno ostentata e come evocata: nelle figure di danza della ballerina Kaori come nell’utilizzo di bambole e altri pupazzi che da sempre popolano il mondo onirico del fotografo di Tokyo, come fossero ricordi o memorie, appunti lasciati sul diario sentimentale di una vita spesa a celebrare la bellezza e la caducità di ciò che è destinato a sfiorire. L’universo femminile resta un mistero che Araki non si stanca di esplorare, oggi come più di tre lustri fa, quando a Tokyo disse al curatore e amico Maggia: “Ti dirò una cosa che potrà sembrare estrema, assurda: io non so nulla sulla natura delle donne. Attraverso l’obiettivo cerco di arrivare all’essenza delle cose e, nel caso delle donne, di ciò che sono, il loro vivere quotidiano oppure la loro sessualità. Tutte però sono diverse l’una dall’altra, per questo continuo a scattare”. Nei suoi lavori i temi dell’eros e della morte tornano costanti: “Dopo la reincarnazione nella mia nuova vita, fotografia sarà ancora la prima parola che pronuncerò. La fotografia è stata come un contratto lungo quasi sessant’anni. – La fotografia è amore e morte – sarà il mio epitaffio.” Araki appartiene a una generazione di artisti nipponici emersa nel 1960, mentre il Giappone stava sperimentando uno sviluppo economico radicale e un’urbanizzazione senza precedenti a seguito del dopoguerra.

Araki Amore

1. Untitled, 2016 © Nobuyoshi Araki / Courtesy Galleria Carla Sozzani, Milan.

La fotografia stava evolvendo rapidamente sia nelle sue forme tradizionali, come il fotogiornalismo, sia nella pubblicità e nell’arte. Le trasformazioni sociali, i cambiamenti culturali e il consumismo hanno influenzato il suo sguardo; per esempio, nei bar karaoke, nei giocattoli giapponesi e nelle scene di strada a Tokyo. Riflette allo stesso modo le eredità giapponesi storiche, con donne in scene tradizionali con abiti tradizionali, e le paure del contemporaneo. Molte delle sue fotografie evocano i mostri mitici giapponesi, tratti dal genere cinematografico del Kaiju (film di fantascienza come Godzilla), che attaccano le città giapponesi. In mostra alla Galleria Carla Sozzani anche tre nuove composizioni di più di 100 polaroid, a colori e in bianco e nero, scelte e accostate dall’artista come fossero quadri, opere uniche, e un video-documentario che presenta, per la prima volta in Italia, Nobuyoshi Araki al lavoro in una sessione di nudo con la danzatrice Kaori, realizzato nel luglio dello scorso anno a Tokyo.

In mostra da venerdì 18 novembre 2016 a domenica 12 febbraio 2017

Tutti i giorni, 10.30 – 19.30 Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia

Tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080

www.galleriacarlasozzani.org

di Eugenio Bersani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com