Il Carnevale di Borgosesia prende il via con la “gran busecca” in piazza

Il Carnevale di Borgosesia

Un caratteristico piatto fatto di brodo di verdure e trippa, cotto dentro grosse marmitte. E’ la “busecca”, che da sempre a Borgosesia fa rima con la festa in maschera, una delle più antiche e caratteristiche di tutto lo Stivale. L’evento in programma nella cittadina in provincia di Vercelli prenderà il via domenica 2 febbraio con il ritorno di sua maestà “Peru Magunella” (la maschera regnante della tradizione borgosesiana), la cerimonia di consegna delle chiavi della città e la “Gran Busecca” in piazza con la distribuzione gratuita di oltre 6.000 razioni alla popolazione. Da quel giorno in poi, fino al 26 febbraio un irresistibile clima di festa invaderà le vie e le piazze del centro piemontese con i cortei mascherati, la musica, le delizie gastronomiche e i colori dei coriandoli e dei costumi. Qui, d’altronde, il Carnevale rappresenta “la” festa per eccellenza dell’anno. Non solo perché – con i suoi oltre 100 anni – fa parte del ristretto club dei Grandi Carnevali Storici Italiani, ma anche per un particolare che lo rende unico: nel primo giorno di Quaresima, proprio quando termineranno gli altri eventi sparsi per lo Stivale, questo vivrà il suo momento culminante con il suggestivo il “Mercu Scurot”.

Dal Piemonte alla Valle d’Aosta, i migliori artisti e artigiani locali si daranno appuntamento il 30 e il 31 gennaio alla Fiera di Sant’Orso di Aosta. Per due giorni faranno bella mostra di se tutte le attività tradizionali: scultura e intaglio su legno, merletti, vimini e oggetti per la casa, senza dimenticare la lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio. Più che una semplice fiera, insomma, si tratta di un evento che celebra la creatività e l’industriosità delle genti di montagna, frutto di tradizioni che affondano le proprie radici in un passato lontano. Le prime edizioni della Fiera risalgono addirittura al Medioevo, quando si svolgeva nel Borgo di Aosta, in quell’area circostante la Collegiata che porta il nome di Sant’Orso; negli anni si è allargata fino a coinvolgere tutto il centro della città, all’interno e a fianco della cinta muraria romana.

Spostandosi infine in Veneto, un prodotto strettamente legato al proprio territorio, il radicchio rosso, sarà al centro della festa in programma fino al 2 febbraio a Dosson, nel Trevigiano. In tutto il centro storico verranno allestiti piccoli banchi dedicati al radicchio rosso di Treviso, oltre allo stand gastronomico con diverse specialità a base di questa delizia e di altri piatti tipici locali; spettacoli di gruppi folkloristici e musicali completeranno il tutto, per dieci divertentissime giornate di festa. Leggenda vuole che sia stato proprio questo piccolo paese a ospitare, nel Cinquecento, la prima raccolta di radicchio; i pozzi artesiani presenti nel territorio, infatti, permettevano di mettere a bagno i vegetali due o tre settimane.

a cura di Fuoriporta |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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