Parchi Letterari: cultura e ricordo nei Nomi

Questa rubrica ha già avuto modo in passato di occuparsi dei Parchi Letterari italiani e dei personaggi famosi ai quali sono stati dedicati, sulla scorta di quanto l’omonima Associazione continua lodevolmente a fare. Tutti abbiamo forti legami spirituali con ciò che abbiamo letto e ci ha formato; visitare questi bellissimi Parchi, godendo inoltre delle bellezze che le località collegate offrono, non può che donarci serenità e arricchimento spirituale. Senza dimenticare che il contatto con il territorio offre ulteriori aspetti di conoscenza e piacere. Ecco la scelta suggerita per le visite.

Parco Letterario “Eugenio Montale e delle Cinque Terre”

Visitare quest’angolo di Liguria speciale, compresa fra le Cinqueterre dei favolosi centri rivieraschi (Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) e le magie del Golfo dei Poeti, è puro godimento per gli occhi e per lo spirito. Il viaggiatore attento rivive le suggestioni e ripercorre le tracce di uno dei più amati poeti del Novecento, il premio Nobel Eugenio Montale. Il poeta definiva “dorsi di colli e di cielo” quelli che abbellivano un paesaggio in gran parte ancora intatto, cristallizzato nelle tele di Telemaco Signorini e rivissuto dagli scritti di Mario Soldati. Luoghi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1997 e in seguito meritevoli di protezione ambientale con l’istituzione del Parco Nazionale e la sua Area Marina Protetta nel 1999.

11Parco Letterario “Giosue Carducci”, Castagneto Carducci (Livorno)

In “quel tratto della Maremma che va da Cecina a San Vincenzo, è il cerchio della mia fanciullezza… ivi vissi, o, per meglio dire, errai, dal 1838 all’Aprile del 1849. Le dolci colline, la Strada del Vino, i boschi, gli uliveti, le pinete ombrose, il canto delle cicale, le ampie spiagge su un mare cristallino, i castelli dei Della Gherardesca…” è lo scenario descritto dal poeta (premio Nobel per la Letteratura nel 1906) caratterizzato dai borghi storici intorno a Castagneto Carducci, con Bolgheri e i suoi famosi cipressi e  Donoratico, sul Tirreno livornese.

 Parco Letterario “Giacomo Leopardi”, Recanati (Macerata)

A Recanati, nella primavera del 1819, Leopardi scrive l’Infinito e qui definirà i suoi componimenti “Idilli”; non per la classica vita campestre, ma per le “situazioni, affezioni, avventure storiche del suo animo”. Ancor oggi l’amatissimo poeta vede recitati i suoi versi sull’ermo colle, il monte Tabor sopra Recanati, dove Leopardi passeggiava e meditava, e nelle vie della cittadina marchigiana.

Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, Ostia (Roma)

Il monumento dedicato alla tragica morte del poeta e scrittore, una zona un tempo degradata e ostile, è oggi il centro di un’Oasi naturale protetta a ridosso della michelangiolesca Tor San Michele e di Ostia Antica. Il Parco Letterario è il depositario naturale dell’abbondante letteratura di Pasolini.

Parco Letterario Gabriele d’Annunzio, Anversa degli Abruzzi (L’Aquila)

L’antico abitato di Anversa è adagiato su uno sperone roccioso, a 660 metri d’altitudine e domina l’ultimo tratto delle suggestive Gole del Sagittario, oggi Riserva Naturale del WWF. Anversa d’Abruzzo è stata scelta da Gabriele d’Annunzio (1863-1938) per ambientarvi la famosa “Fiaccola sotto il Moggio”, dal poeta definita “la perfetta delle mie tragedie”.

 Parco Letterario Carlo Levi di Aliano (Matera)

Qui si possono rivivere con emozione e partecipazione sia i luoghi che gli avvenimenti descritti nel “Cristo si è fermato a Eboli”, opera nella quale Levi ha innestato un profondo sentimento poetico e l’amore per la terra lucana e per la gente che qui abita. Distese di argilla, gole incassate tra i monti, paesi sospesi, insieme a storie di briganti, fate, lupi mannari. Terre di confino e redenzione per il poeta.

Libertas Dicendi n°230 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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