L’Atlante dell’Insolito

Intervistiamo Vanessa Marenco autrice del libro  L’Atlante dell’Insolito. Un viaggio tra i luoghi del divenire. Alpine Studio https://alpinestudio.it/home/197-l-atlante-dell-insolito.htmlChe titolo intrigante. Partiamo da lì.

“Negli ultimi anni, mi sono resa conto che molti dei viaggi che ho fatto avevano un filo conduttore che li ha resi una collezione involontaria: il divenire, inteso come inesorabile mutamento.”dice Vanessa Marenco l’autrice del libro.
“In alcuni casi, sono andata a cercare città, monumenti, animali, nazioni che stavano o stanno scomparendo: li ho investigati per tentare di comprendere cosa fosse andato storto. Sono stati spesso viaggi dolorosi durante i quali ho avuto la sensazione di vivere in una distopia. I racconti che fanno parte di questo libro, infatti, vogliono convogliare una sensazione di profondo smarrimento: la mia generazione sta infatti assistendo – spesso senza fare nulla – a un peggioramento drammatico della relazione da sempre difficile e conflittuale tra l’uomo e l’ambiente. Questo libro descrive le conseguenze, a volte irreversibili, delle nostre azioni sul pianeta.”

Per Vanessa dagli itinerari dei suoi ultimi anni, però, scaturisce anche un’altra concezione del cambiamento: ha cercato il divenire come luce di speranza in questo mondo inquieto, raccontandoo di luoghi che non stanno semplicemente mutando, ma che stanno mutando in modo positivo e guardano avanti. Ha scritto questo libro perché crede sia possibile riuscire a stupirsi, ancora e nonostante tutto: ha pensato ad un atlante dell’insolito che possa delineare una geografia in movimento intrecciata nella tela di una grazia transitoria.

D.:Si tratta quindi di un invito al viaggio?

Certamente. Il mio libro è anche un invito al viaggio attraverso luoghi inusuali che sono rinati, che si sono re-inventati, o che non si sono ancora realizzati completamente. È un invito al viaggio, perché più si vede il mondo, e più si capisce che là fuori c’è splendore dove meno ce l’aspetteremmo: queste storie raccontano di come anche una fabbrica abbandonata di Detroit possa essere uno scrigno della Storia e possa pertanto ricondurci dove tutto è cominciato.

D.:Una specie di eterno ritorno, forse?

Le storie dell’Atlante sono racconti circolari, la cui conclusione è un ritorno ad un inizio in cui la natura a volte viene lasciata in pace e riprende il sopravvento, e in cui tutto è collegato: se salta un elemento della catena che ci unisce, l’eco e gli effetti arriveranno a tutti gli altri blocchi della sequenza.

D.:Ci puoi dare un paio di esempi delle destinazioni incluse nel tuo libro?

L’Atlante descrive il Divenire geograficamente vicino a noi, come ad esempio Craco in Basilicata o il Monastero di Studenica in Serbia, ma include anche diverse storie e fotografie di paesi più lontani: i lettori verranno trasportati in California a “vedere” il Lago Salton che sta morendo, oppure in Arizona, dove sono stata a visitare l’esperimento sociale di Arcosanti. E poi ancora l’India, una nazione per cui sento un amore sconfinato: sulle pagine dell’Atlante, potrete leggere del Parco Nazionale di Bandhavgarh in Madhya Pradesh, ad esempio, dove ho visto le tigri in libertà.

D.:Hai viaggiato in questi luoghi da sola?

In un viaggio non si è mai completamente da soli, anche quando si parte da soli. Lungo la strada, ho spesso incontrato qualcuno che conosceva, aveva vissuto o amava queste destinazioni del divenire e mi ha regalato la sua memoria personale di questi luoghi: mi piace pensare allora che attraverso le loro parole, questi posti possano rimanere in qualche modo intatti nel tempo. In altri casi, invece, sono partita con amici fidati e ottimi viaggiatori, che hanno contribuito a rendere queste esperienze ancora più indimenticabili.

D.:A farti compagnia nel tracciare l’Atlante, c’è anche la musica, giusto?

Esattamente. Ogni racconto è introdotto da alcune righe di canzoni che, in momenti diversi, hanno cambiato la mia vita e che quindi avevo con me mentre inseguivo questi luoghi del cambiamento: i Pink Floyd, George Harrison, David Bowie, i Subsonica, solo per citarne alcuni – ecco la colonna sonora dell’Atlante dell’Insolito!

Allora, buona lettura e buon ascolto!

A cura di Redazione | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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