Sri Lanka, l’isola d’oro

Viaggi d’autore è l’appuntamento editoriale, a cura di Anna Maspero e degli autori di guide specializzati nelle diverse destinazioni, che nasce dalla collaborazione di Latitudes con l’editore Polaris, la “stella guida del viaggiatore” dal 1989. Da oltre 20 anni pubblica guide che si leggono come dei veri e propri libri, capaci di raccontare, incuriosire ed emozionare. Polaris è anche narrativa di viaggio e saggistica, con una serie di collane prestigiose per venire incontro a esigenze diverse e specifiche: “Le Stelle”, “Per le Vie del Mondo”, “Percorsi e Culture”, “Libri Fotografici” e “Polaris Romanzi”. Grandi viaggiatori, reporter, giornalisti e scrittori, tutti viaggiatori per vocazione, sono gli autori d’eccezione che vi condurranno su Latitudes alla scoperta di paesi e luoghi straordinari.

Perché visitare lo Sri Lanka di Federico Pasqualini

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Sri Lanka, Tangalle, barche da pesca sulla spiaggia ©Lucio Rossi

L’isola di Sri Lanka assume nell’Oceano Indiano la forma di un pendente a goccia al collo dell’India. I mercanti arabi che ne colonizzarono la costa occidentale intorno all’VIII secolo, ne rimasero talmente affascinati che la chiamarono Sarandib, l’isola d’oro. In epoche più recenti quel termine divenne un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso, il trovare una cosa non cercata mentre se ne stava inseguendo un’altra: serendipità. Giusto quello che potrebbe essere lo spirito più adatto ad approcciarsi all’isola, lasciando che sia essa stessa a trasformare un viaggio, o una vacanza, in un’esperienza che può portare ovunque, anche lontano da ciò che si aspetta. In auto, in moto, in bus, in treno e in tuktuk, il viaggio attraverso l’isola di Sri Lanka è uno spettacolo per i panorami che passano davanti agli occhi e una meraviglia per le sensazioni di genti, colori, costumi e profumi che si fissano nell’anima. Nebulosi paesaggi montani inattesi in un’isola tropicale circondata dal mare turchese, il folto della selva nel quale si aggira come un fantasma l’eleganza del leopardo e savane riarse dove danza una luce abbacinante, morbide piantagioni di tè su pendici scoscese e luccicanti distese di riso. La serenità della gente, il loro sorriso vagamente fatalista, il lavoro dei contadini nei campi e dei pescatori in mare, il fermento dei mercati di frutta, verdura, pesce e tessuti, i colori accesi dei sari, il bianco dei templi buddisti, l’oro di quelli induisti, il canto dei muezzin dai minareti e il rintocco delle campane dalle polari, gli aromi della cucina in strada e le spezie che ne sfumano infinitamente i sapori decisi. Paesaggio in continuo modellamento ma che sembra essere immutato nell’infinito schiudersi dell’Universo. Quella srilankese, iniziata circa 2500 anni fa e terminata solo nel 1815, è stata forse la dinastia reale più longeva della storia dell’umanità.

Dell’innumerabile successione di re a difesa di incursioni e colonizzazioni è rimasto un patrimonio culturale, architettonico e artistico unico, arcaici folklori, antichissimi templi e città millenarie, alcune rimaste dimenticate nella foresta fino al secolo scorso. E’ derivata anche un’identità singalese-buddista che nonostante le tensioni ha lasciato spazio ad altre minoranze religiose, a quella induista dei tamil in particolar modo. Visitare lo Sri Lanka significa offrire un fiore di loto al Buddha anche se non si è buddisti e accendere un incenso a Murugan anche se non si è induisti. Significa scalare la montagna sacra alle quattro religioni dell’Adam’s Peak anche se si è solo appassionati di trekking, fare un safari in uno dei tantissimi parchi nazionali se si ama la natura o nuotare tra le tartarughe marine se si preferisce la spiaggia, oppure addentrarsi tra le rovine degli innumerevoli siti archeologici se si subisce il fascino della storia. Visitare lo Sri Lanka significa probabilmente lasciarsi trasportare al divenire del tutto per sentieri sconosciuti, attraverso un passato che sfuma nella leggenda e tesori intimamente nascosti nella giungla. Perché se il caso trova sempre il momento per far scoprire qualcosa di imprevedibile, lo Sri Lanka potrebbe essere il posto giusto.

Sei luoghi da non perdere:

Galle: città fortificata che per portoghesi, olandesi e britannici è stata il porto d’accesso all’isola fino alla fine del XVIII secolo. Il forte ne ha conservato l’architettura coloniale mescolandola all’esotismo di colori e sapori locali.

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Sri Lanka, le mura della città di Galle ©Federico Pasqualini

Golden Rock Temple di Dambulla: da oltre duemila anni conserva nelle sue grotte 2.100 metri quadrati di affreschi e 153 statue del Buddha, in tutta la loro sacra magnificenza.

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Sri Lanka Statua del Buddha sdraiato all’interno del Tempio di Dambulla ©Lucio Rossi

Uda Walawe National Park: oltre 300kmq di selvagge boscaglie in cui si ha la massima possibilità di godersi l’imponente presenza del più maestoso abitante dell’isola: l’elefante di Sri Lanka.

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Sri Lanka, Uda Walawe National Park ©Federico Pasqualini

Sigiriya: la roccia sulla cui sommitàvive la leggenda di Re Kasyapa tra le rovine del palazzo reale, i resti di un maestoso leone di guardia, giardini acquatici, affreschi di misteriose ninfe celestiali e le lodi incise su pietra di antichi visitatori innamorati.

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Sri Lanka, la fortezza di Sigiriya ©Lucio Rossi

Spiagge di Tangalle: ampi archi dorati abbracciano un mare dai mille blue la magia della deposizione delle uova delle tartarughe marine: un’atmosfera di pacifica rilassatezza da condividere coi pescatori locali.

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Sri Lanka, spiaggia di Tangalle ©Federico Pasqualini

Anuradhapura: antica capitale politica e religiosa rimasta per secoli sepolta nella giungla, ora uno dei siti archeologici più vasti d’Asia nonché di nuovo centro buddista e culturale, tra le enormi dagoba e il Sacro Albero del Bodhi

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Sri Lanka, Anuradhapura ©Federico Pasqualini

Itinerari

Costa meridionale/ Interesse: mare, paesaggio, natura, storia, religione, folklore, cucina / Durata:8 giorni / Mezzo: treno, bus, auto, tuktuk / Tappe principali: Bentota, Ambalangoda, Hikkaduwa, Galle, Mirissa, Tangalle.

La Hill Country/ Interesse: paesaggio, natura, trekking, tè / Durata: 4 giorni / Mezzo: treno, bus, auto / Tappe principali: Nuwara Eliya, Haputale, Ella.

Il triangolo culturale/ Interesse: cultura, storia, architettura, religione, folklore / Durata: 9 giorni / Mezzo: bus, auto, tuktuk, bicicletta / Tappe principali: Kandy, Dambulla, Sigiriya, Polonnaruwa, Anuradhapura.

La costa orientale/ Interesse: mare, natura, paesaggio / Durata: 6 giorni / Mezzo: bus, auto, tuktuk / Tappe principali: Trincomalee, Batticaloa, Arugam Bay.

La capitale e l’Adam’s Peak/ Interesse: storia, religione, paesaggio, trekking / Durata: 5 giorni / Mezzo: bus, auto, tuktuk / Tappe principali: Colombo, Ratnapura, montagna sacra di Adam’s Peak.

Profondo sud/ Interesse: paesaggio, natura, animali, storia, religione / Durata: 6 giorni / Mezzo: bus, auto / Tappe principali: Tissamaharama, Kataragama, Yala National Park, Bundala National Park, Uda Walawe National Park.

Lo Sri Lanka Tamil/ Interesse: cultura, religione, storia, cucina / Durata: 4 giorni / Mezzo: bus, auto / Tappe principali: Mannar, Jaffna, isole.

Quando andare

lo Sri Lanka è interessato da due monsoni che si alternano stagionalmente tra la costa sudoccidentale e la costa orientale. In particolare, tra maggio e settembre soffia il monsone di sudovest e tra novembre e marzo quello di nordest. In entrambi i casi si tratta di monsoni che arrivano da lontano, scarichi, e raramente colpiscono il Paese con ferocia. Si manifestano principalmente con acquazzoni tardo-pomeridiani e serali, quasi mai con pioggia battente durante l’intera giornata. Più spiacevole potrebbe invece essere il mare che durante il monsone si fa grosso, intorbidendo il suo naturale colore turchese che lo contraddistingue in quiete. Per soggiorni balneari sulle spiagge sud e ovest conviene quindi approfittare del verosimile bel tempo tra ottobre e aprile mentre per chi volesse viaggiare durante la nostra estate è preferibile dirigersi verso i lidi orientali. Le regioni centrali delle città antiche risentono marginalmente dei fenomeni monsonici ma le possibilità di pioggia seguono tendenzialmente l’andamento della costa orientale. Sulle colline del tè invece ci sono piogge diffuse tutto l’anno e aprile è il mese più asciutto.

Bibliografia

In italiano:

Michael Ondaatije – Aria di famiglia – Garzanti

Nicolas Bouvier – Il pesce scorpione – Laterza

Guido Gozzano – Un Natale a Ceylon e altri racconti indiani – Garzanti

In inglese:

Romesh Gunesekera – Monkfish moon

Shyam Selvadurai – Cinnamon gardens

Martin Wickramasinghe – Madol Doova

Ufficio Turismo

https://www.srilanka.travel

Per acquistare la guida dal sito dell’Editore Polaris

Biografia

Federico Pasqualini, laureato in Economia Bancaria all’Università di Verona, appassionato di luoghi e di genti, con Polaris ha pubblicatola guida “Sri Lanka” e “Tre gradini e un albero di limoni”, il racconto di un viaggio in Africa da Città del Capo a Kampala. Il suo consiglio: “Non ossessionarti a voler vedere e vivere tutto. Fermati spesso e lascia che sia il luogo a portarti in viaggio. Scoprirai molto di più”.

Testo di Federico Pasqualini foto di Lucio Rossi e Federico Pasqualini | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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