In Svizzera sulla Collina d’oro di Hesse

Un fine settimana in Svizzera sul lago di Lugano può diventare l’occasione per scoprire i luoghi dove Herman Hesse 100 anni fa decise di risiedere. E dove, proprio in quell’anno, scrisse uno dei libri più letti da almeno tre generazioni di giovani in cerca di viaggio, illuminazione e scoperta: Siddartha.

Oltre a essere una grande fonte di ispirazione per il viaggio verso Oriente, i libri di Hesse sono  un’ottima guida per conoscere  la Mittereuropa di un secolo fa. Nei suoi romanzi si raccontano le stesse atmosfere e gli stessi luoghi cari a Joyce e a Mann.

A mezzo secolo dalla sua scomparsa, la popolarità dello scrittore è ancora intatta e a Montagnola, amena località dalle belle case sopra Lugano dove si possono rivivere le tappe di 40 anni di vita di questo instancabile viaggiatore, scrittore da sempre, pittore da quando decise di trasferirsi nel piccolo paese del Canton Ticino.  Il “comune della Collina d’Oro” gli regalò attimi di tranquillità e quasi serenità, nonostante fosse da sempre tormentato e inquieto.

Quando decise di trasferirsi da Berna a Montagnola, in un appartamento di Casa Camuzzi, non sapeva che lì sarebbe rimasto fino alla morte, nel 1962. Vi scrisse alcune delle sue opere più importanti: “Siddharta”, “Il lupo della steppa”, e infine, nel 1943, “Il gioco delle perle di vetro”, che contribuì alla sua fama mondiale e all’assegnazione del premio Nobel nel 1946. Hesse è considerato lo scrittore più letto del ventesimo secolo:  le sue opere sono tradotte in 60 lingue.

Il questo contesto mediterraneo fra piante e palme, fiori multicolori, inondato di luce e sole si cimentò anche nella pittura e produsse moltissimi acquerelli che furono fonte di serenità, per lui salvifica.

La sua vita di viaggiatore ebbe inizio in Italia nei primi del ‘900. Da questa esperienza ricavò una raccolta di poesie, saggi, ricordi, intitolata appunto Italia. Nel 1911 viaggiò con il suo amico e pittore Hans Sturzenegger nei «Paesi Indiani», Malesia, Indonesia e Ceylon, senza mai arrivare però fino in India. I ricordi e le esperienze dei viaggi in Oriente si ritroveranno nei suoi romanzi, che leborò una volta stabilitosi definitivamente nel sud della Svizzera da dove si muoverà pochissimo rinunciando “alle vertigini di orientali lontananze”.

Qui visse in relativa tranquillità e accolse negli anni Trenta e fino alla fine della Seconda guerra mondale personaggi di cultura, scrittori, intellettuali e antifascisti in fuga per motivi politici e razziali tra cui Thomas Mann, Bertolt Brecht e Heinrich Wiegand.

L’escursione a Montagnola permette di entrare nel mondo dello scrittore e di scoprire un luogo molto gradevole, in un contesto naturale.

La visita inizia al  museo Hermann Hesse. Si trova in un’ala di Casa Camuzzi e, oltre a custodire testimonianze sulla vita dell’artista, costituisce un vivace centro di incontro che ospita mostre temporanee, conferenze, concerti e letture. Purtroppo l’appartamento di Hesse non è visitabile perché oggi è privato, ma si può ammirare l’esterno, e dal cancello d’ingresso che dà sul parco con vista lago s’intuiscono gli scenari amati dallo scrittore.

Il museo nell’anno del centario propone un ricco programma, dopo la mostra “Quel paesaggio così calmo e così eterno– la Collina d’Oro di Hermann Hesse”,  in agosto c’è stata la letturadi passi da “L’ultima estate di Klingsor”,  il racconto scritto anch’esso nel 1919 durante l’estate.

In corso fino al 2 febbraio 2020 la mostra “Hermann Hesse e Theodor Heuss – un rapporto di amicizia in tempi mutevoli” dedicata al tema dell’amicizia tra lo scrittore e il primo presidente della Repubblica federale tedesca.

Nel mese di ottobre si svolgerà una lettura in tedesco e in italiano, con accompagnamento musicale, di pagine del romanzo “Demian”,  apparso anche questo per la prima volta 100 anni fa, e pubblicato inizialmente con uno pseudonimo.

La visita nei luoghi di Hesse prosegue con una passeggiata lungo un piacevole sentiero ombreggiatto fino alla Casa Rossa, anch’essa oggi di proprietà privata, dove si trasferì nel 1931 insieme con la terza moglie Ninon Dolbin. Continuando sul sientiero e addentrandosi un poco fra boschi ci si può fermare nei tipici Crotti (sorta di osterie popolari) per bere un Lü e Lè,  mezzo vino rosso e mezza gassosa.  Presumbilmente durante le sue lunghe escursioni ci si fermava anche Hesse, per un semplice e gradevole ristoro. Infine si arriva al cimitero di Gentilino, dove l’artista è sepolto, con un’austera lapide a ricordarlo.

La scoperta dei luoghi di Hesse conduce ad alcuni dei punti più belli della Collina d’Oro, rintracciabili nelle sue opere. L’amore per la natura e per il paesaggio ticinese lo portarono a trascorrere molto tempo all’aria aperta, e fu durante le sue lunghe passeggiate che dipinse molti dei suoi acquerelli.

Situato nelle immediate vicinanze del Museo, il Caffè letterario Boccadoro offre un ambiente piacevole e rilassato dove bere un caffè o gustare spuntini accom­pa­gna­ti da vini e bibite. Particolare attenzione  all’offerta di piatti e bevande con prodotti di piccoli fornitori locali.
Le torte sono in gran parte fatte seguendo ricette casalinghe, mentre i vini provengono da produttori ticinesi, sorprendendo per qualità e finezza..

Info:
www.hessemontagnola.ch/
www.ticino.ch
www.svizzera.it

Testo di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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