Corea del Sud, 7 buoni motivi per visitarla

La Corea del Sud il cui ideogramma significa “la calma mattutina” offre al visitatore  le comodità  tecnologiche di un Paese avanzatissimo e l’occasione di scoprire il lato esotico dell’Estremo Oriente, dove l’architettura, la scultura e la pittura coreana antica fanno parte di un’area culturale che presenta tratti comuni con Giappone e Cina. 

Infatti, un paesaggio totalmente immerso nel verde e una popolazione pronta ad accogliere un turismo ancora non di massa fanno della Corea del Sud un luogo ancora tutto da scoprire. Eppure il Paese, troppo spesso considerato esclusivamente come scacchiere strategico-politico delle potenze vicine,  ha una storia che inizia ben 30mila anni fa  coi  primi insediamenti umani. Poi, dal VII sec. a.C. fino a tutto il XIII secolo, si registra la dominazione incontrastata della dinastia Silla, alla quale si deve la costruzione di tutti i più noti e visitati monumenti . Dal XV sec. iniziò un periodo travagliato che vide l’invasione giapponese prima e quella cinese poi, fino alla suddivisione a tavolino della Corea tra una parte di influenza sovietica e una (corrispondente all’odierna Corea del Sud) di influenza americana. Il territorio, prevalentemente montuoso (i monti Toebaek corrono da nord a sud), ne fa un paese ricchissimo di parchi naturali (se ne contano più di 20). Proprio da questa catena nascono i due fiumi principali del paese, il Naktong e l’Han. Quest’ultimo attraversa e divide l’intera città di Seoul, che appare al turista, una megalopoli dalle continue contraddizioni, in bilico tra un passato millenario, ancora visibile nei monumenti sopravvissuti alla ricostruzione degli anni Cinquanta e gli avveniristici grattacieli e centri commerciali. Ma la grande scoperta è il popolo coreano, cordiale e aperto all’Occidente, ma allo stesso tempo legatissimo alle antiche tradizioni e festività coreane, come a certi codici di comportamento che al turista  possono sembrare rigidi e ingessati.

Seoul, la capitale

Adagiata sulle rive del fiume Han, Seoul è bellissima di giorno, ma alla sera, quando è illuminata diventa super affascinante. Si presenta come una megalopoli  cool con origini antichissime, le cui testimonianze però sono state quasi del tutto cancellate nelle ricostruzioni degli anni Cinquanta. Il gioiello e tesoro della città, è Porta Namdaemun, costruita nel XIV secolo e oggi luogo che conserva ancora un po’ di quiete dal traffico cittadino. Altro monumento dal fascino senza tempo è il Palazzo Anggyonggung, prima residenza reale e poi, sotto il dominio giapponese, rimasto in uso come parco cittadino. Per il resto, Seoul è come una città ultramoderna, caotica e piena di grattacieli che sono essi stessi attrazione turistica. Come la Torre di Seoul, all’interno del parco Namsan, che conserva un immenso acquario e una sala giochi. O il futuristico centro commerciale Lotte World, al cui interno è possibile trovare piscine, piste da pattinaggio e un centro divertimenti per bambini. Per avere un’idea globale della storia e delle tradizioni coreane c’è il Museo nazionale popolare. Mentre nel Tempio Chongmyo, sono conservati importanti reperti della dinastia Yi. La città è divisa in due grandi aree dal fiume Han, il quartiere di Chongno-go, la zona degli alberghi, e il Chung-gu, il quartiere più centrale. Mentre l’It’aewon-dong è l’area dei locali e dello shopping. Seoul, inoltre, ha due grandi parchi che fungono da polmoni verdi e luoghi di ritrovo: il parco T’apkol (dal nome della pagoda posta al suo interno) e, ancora più a sud, il Namsan. Per una gita notturna rilassante, il fiume Hang è percorribile con un battello la cui vista della città illuminata dalle sue mille luci è uno spettacolo unico. Il mercato di South Gate, oltre a essere il più grande della città, annovera tra i suoi banchi molti prodotti di artigianato locale che il turista può acquistare. Prendetevi del tempo per passeggiare a Myeongdong Street, famosa per i negozi di cosmesi con molte realizzazioni a base di prodotti naturali o al mercato di Namdaemun.

DMZ la zona demilitarizzata

Per capire meglio la cultura coreana e la storia moderna, ci vuole un tour nella DMZ, la zona demilitarizzata, lunga 250 km e larga 4 km che corre lungo il confine fra le 2 Coree.  Comprende l’attraversamento del Ponte dell’Unificazione, l’Osservatorio Dora col suo telescopio puntato sulla Corea del Nord, la vecchia linea ferroviaria di Gyeongui e i tunnel di infiltrazione scavati dalle forse coreane del nord. Infatti dal 1974  agli inizi degli anni ’90, sono stati scoperti quattro tunnel segreti che attraversano la linea di demarcazione militare. Si ritiene che siano stati progettati per un’invasione militare o una via di infiltrazione e ogni tunnel è abbastanza grande da consentire a 30.000 soldati di passare in un’ora.

Il passato a Suwon

Chi vuol fare un salto indietro nel tempo, per vivere la Corea com’era non può non sostare nel Korean Folk Village di Suwon, dove sono riproposti con accuratezza lo stile di vita e le tradizioni di un tempo con le abitazioni, gli utensili, perfino gli abiti tradizionali. Suwon fu la prima città al mondo ad avere una pianificazione completa, un autentico piano regolatore che ne controllò l’espansione. Da non perdere la Fortezza Suwon Hwaseong, che l’Unesco ha inserito fra i siti Patrimonio dell’Umanità: si tratta di una costruzione maestosa, realizzata verso la fine del 1700.

 Haeinsa Temple

Haeinsa è uno dei più antichi templi buddhisti della Corea, famoso per ospitare le cosiddette Tripitaka Koreana, cioè l’intera collezione di 81.258 tavolette in legno con le Scritture Buddhiste, presenti qui fin dal 1398. Un luogo affascinante, di profonda spiritualità, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

 Kyongiu

Ma per prendere contatto con le manifestazioni più alte dell’arte della Corea antica il posto migliore è Kyongju, una sorta di Firenze coreana, che fu capitale del regno di Shilla dal 57 a.C. all’anno 935, quando fu annessa al regno di Koryo. Nei sepolcri degli antichi re del Parco archeologico dei Tumuli sono stati trovati grandi tesori (dai lavori di oreficeria agli oggetti del Neolitico coreano). Si possono ammirare nei modernissimi edifici del Museo nazionale di Kyongju. Il più bell’edificio nell’area di Kyongju è il grande tempio buddista di Pulguksa, che risale la montagna con i suoi maestosi padiglioni a pagoda. La vista è spettacolare in autunno, quando il fogliame dei boschi si incendia di rosso e di giallo. 

Questa è una delle destinazioni turistiche più frequentate della Corea. Si può visitare il Bulguksa Temple, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che non è un solo tempio, ma un intero complesso, molto suggestivo, tra pini e ciliegi. Da qui si va al Daeneugnwon, il Tumuli Park che si estende per gran parte della città, con 23 tombe di diverse dimensioni all’interno delle quali sono stati trovati antichi oggetti preziosi. Le tombe sono  delle colline: verdissime, imponenti, solenni. Poi è la volta dell’osservatorio astronomico Cheomseongdae National, quindi sosta alla Grotta di Seokguram per ammirare una grande statua di Bhudda, al Palazzo Donggung e al Wolji Pond, un piccolo lago.

Prima di partire, da non perdere un assaggio di Hwangnam Ppang, detto anche pane di Gyeongju. È un dolcetto rotondo, costituito da uno strato sottile di pasta a base di uova e farina di frumento con un  gustoso ripieno rossastro, una densa e dolce pasta di fagioli.

Busan  

Busan è una grande città portuale, famosa per le spiagge, le montagne e i templi. Primo step al Memorial Cemetery delle Nazioni Unite, luogo del ricordo e del ringraziamento, realizzato in memoria e in onore dei caduti della guerra di Crimea. Poi si va all’Orukdo Sunrise Park e all’Haeundae Beach, dove si trovano il Sea Life Aquarium e un’area dedicata ai giochi tradizionali e ancora molto praticati, come il tiro alla fune. Quindi il Nurimaru Observatory per ammirare il panorama della costa. Cosa vedere ancora? Il Gamcheon Culture Village, noto anche come la Santorini della Corea del Sud, il mercato del pesce di Jagalchi, la Nampodong Moda Street e la Busan Tower. E se siete stanchi dopo tanto camminare, una bella sosta alle terme vi rimetterà in pista.

Testo di Graziella Leporati|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Visto che sei arrivato qui…

... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Molte persone stanno leggendo Latitudes mentre le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo che il nostro giornalismo rimanga accessibile al nostro pubblico globale. I contributi dei nostri lettori ci consentono di mantenere questa apertura, in modo che tutti possano accedere a informazioni e analisi accurate ed indipendenti. Il giornalismo di approfondimento di Latitudes necessita di tempo, denaro e duro lavoro per produrlo. Ma lo facciamo perché crediamo che la nostra prospettiva sia importante, perché potrebbe anche essere la vostra prospettiva.

Se tutti quelli che leggono i nostri articoli aiutassero a sostenere la nostra attività, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Per un minimo di € 1, puoi supportare Latitudes e richiede solo un minuto. Grazie.