Una biosfera di piacere a Jesolo

La piscina esterna interna del Falkensteiner

L’obiettivo dichiarato pare essere quello di trasportare il glamour delle spiagge di Miami sulle sabbie dell’adriatico, a Jesolo per la precisione. Realizzatore di questa ambiziosa operazione  Richard Meier, sorta di mito dell’architettura contemporanea , che è riuscito a costruire un edificio di vetro e acciaio che risuona della purezza del modernismo. Linee asciutte e nette, quasi taglienti, echi di Le Corbusier, di Lloyd Wright rimbombano  in questa struttura trasparente, aguzza , una doppia freccia di vetro o una doppia chiglia puntata verso il mare. Più che il sogno americano, è un sogno in assoluto. Quello che Meier ha creato è una sorta di biosfera sospesa, un universo di quiete dove la luce, il mare e il cielo piombano all’interno,  e il fuori e il dentro si fondono perfettamente.  Gli interni fanno il resto. La mano esperta che ha decorato, definito i materiali, i legni, le stoffe e i colori, è quella di Matteo Thun.  Se il contenitore è definito e vetroso, l’interno è morbido e quieto. Chiarezza, morbidezza, ovunque. Sedute in lino ecrù, parquet cerato, pareti a toni neutri e qua e là il guizzo di pennellate di colore nei cuscini dei tanti divani e nei grandi vasi di orchidee purpuree.  Armonia, quiete, lusso apparentemente casuale ma ricercatissimo.

OUTDOOR

L’hotel non è sul mare, è al mare. Outdoor e indoor si fondono quasi senza soluzione di continuità. Dalla hall già si sente un richiamo verso l’onda. A destra del desk l’immensa vetrata racconta il mare come se questo fosse già dentro. Dal ristorante in poi è tutto esterno. Un lunghissimo dehor accoglie i tavoli- anche qui tovagliature neutre, chiarore, legni schiariti, divani avorio e qualche richiamo di blu- e poco oltre ecco  la spiaggia privata e il mare. Di lato , la piscina. Separata dalla zona pranzo da siepi di oleandro , è un piccolo universo perfetto. Infilata come un’insenatura sotto uno dei corpi principali, è rivestita i pannelli di metallo lucente che fanno sembrare l’acqua  vetro sciolto. Impossibile starne lontani. In parte la vasca entra all’interno dell’edificio in una breve ansa coperta attorniata da grandi sedute ancora in legno e lino dove rifugiarsi in estate ma anche in inverno.

IL RISTORANTE, UN UNIVERSO DI AROMI

Lo chef Marco Vanzan

Una brigata di 18 persone diretta  dallo chef Marco Vanzan offre una cucina mediterranea e internazionale. Come ormai usa quasi ovunque, il km zero domina,  con produttori locali di fiducia che forniscono le materie prime.  Qualità di livello alto senza eccessi , come si confà al ristorante di un hotel di lusso a clientela per gran parte internazionale. Un menu giornaliero e una carta che cambia ogni due tre giorni, sono anticipati da un gran buffet  eccellente che diventa immenso il venerdì sera in accoppiata ad una grigliata mista celebrata da un fuochista d’eccezione, Mennj, grigliatore professionista che arrostisce carne e pesce scelti dal cliente. Si cena all’aperto godendo dell’infinito tramonto.

ACQUA PURA, LA SPA

Il trattamento Aufguss

Andateci, anche solo per godere dell’ovattato, rarefatto ambiente. La  Spa è grande, 1500 Mq,  ha diversi ambienti: sauna, sauna bio – una mediazione tra sauna tradizionale e bagno turco- bagno turco, area fitness, e 8 cabine dedicate ai trattamenti. Il bagno turco è animato dalla vivace presenza di Dory, che celebra il trattamento aufguss: con un grande asciugamano che fa vorticare vertiginosamente, veicola verso l’ospite aromi essenziali e aria calda in movimento ottenuta con lo scioglimento del ghiaccio sulle braci ardenti. Splendida è la percezione sul corpo come se il calore della sauna fosse addomesticato.  

Enrica Bugnano

Enrica Bugnano è la responsabile della Spa: con voce suadente e professionalità assoluta non vi propone questo o quel trattamento ma invece chiede al cliente cosa cerca, come vuole sentirsi alla fine del percorso, energizzato, rilassato, purificato o bilanciato. Da qui si parte.  Meraviglioso il trattamento viso con Aloe vera. Grandi foglie di Aloe Vera provenienti da coltivazioni  bio, vengono sezionate al momento dall’operatrice che utilizza le fette come un tampone che massaggia il viso mentre il succo dell’Aloe penetra in profondità. Una sensazione paradisiaca.  I prezzi , com’è ovvio, sono sostenuti , ma potendo, vale assolutamente la pena. Chiedete la cabina Cattleya; è orientata verso il mare e la piscina, un piccolo universo bianco e sublime da cui non vorrete mai più uscire.  

Trattamento con Aloe vera

E la Spa può estendersi anche alla spiaggia. Al tramonto, Andrea una vivace maestra di yoga in arrivo dall’Argentina, organizza lezioni personalizzate vista  crepuscolo. Naturalmente le lezioni si fanno anche al chiuso, tra le pareti della Spa, ma fare yoga davanti al mare e al tramonto è veramente ipnotico e tranquillizzante.

Andrea la maestra di Yoga

 CAMERE & SUITES

126 tra camere e suite, tutte con terrazzo e vista magnifica sull’adriatico. Arredate con grande classe, letti maestosi, legni chiari e tocchi di colore più decisi ma assai  gradevoli: lampade colorate, pareti azzurrine, blu o verde acqua. Tutte ampie , comode e dotate dei confort di una hotellerie di lusso.

A parte gli ambienti, il colpo  d’ala lo conferisce la qualità del servizio. Non si tratta solo della alta concentrazione di personale, ma della capacità di prevenire i desideri e i bisogni dell’ospite. Ci si sente davvero accuditi , seguiti, anticipati in ogni richiesta.

 

www.falkensteiner.com/it/hotel-spa-jesolo

 

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