Sri Lanka experience, la vita in un’isola

Dalla capitale ai monti dell’interno, le mille meraviglie di un terra che ha tutto: storia, tradizione, colore, misticità, modernità. Testo di Pietro Tarallo – foto di Lucio Rossi e Massimo Bisceglie 

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Sri Lanka, Nuwara Eliya, Un portatore d’erba lungo una strada di montagna ©Lucio Rossi

Per i greci era “L’isola del giacinto e del rubino”. Per i persiani “La terra della felicità e di fantastici tesori”. Per gli indiani “La splendente” e “La Lacrima dell’India”, per la sua posizione geografica situata proprio nella punta estrema del subcontinente indiano. Per i cinesi “L’isola ingioiellata”. Per Marco Polo “L’isola più bella del mondo”. Per i portoghesi “Zelan, l’isola leone”, da cui è derivato il nome di Ceylon. Nome messo in soffitta con l’indipendenza conquistata nel 1918 dopo un secolo e mezzo di dominazione inglese. Da allora è Sri Lanka:“La splendente isola regale”. Natura lussureggiante e incontaminata, antiche città ricche di resti archeologici importanti che ne raccontano l’intrigante storia, gemme preziose che il suo sottosuolo dona a esperti gioiellieri, un artigianato d’arte e il segno profondo della religiosità delle sue genti che pregano soprattutto Buddha. Ma anche il profumo delle spezie, l’aroma del tè, un’ospitalità trendy e una gastronomia raffinata.

Il cuore green dello Sri Lanka: da Colombo a Kandy

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Sri Lanka, Kandy, Il tempio del Dente di Buddha o Dalada Maligawa ©Lucio Rossi

Con il treno azzurro si parte da Colombo per salire in circa tre ore di spettacolare viaggio fino a Kandy, circondata da verdi colline a 500 metri di altezza, che si specchia nell’omonimo lago. Città sacra ai buddhisti di tutto il mondo, nello Sri Dalada Maligawa, il Tempio del Dente, si venera appunto un dente di Buddha, portato dall’India nel IV secolo d.C., posto all’interno di una camera-reliquiario che è stata tutta ricoperta d’oro nel 1988. Ogni giorno si celebrano suggestive cerimonie e il tempio è avvolto dai profumi intensi delle gardenie, dei gelsomini, dei frangipani, dei fiori di loto, dell’incenso e dell’olio di cocco bruciato che i fedeli offrono all’Illuminato. E’ soprattutto durante l’Esala Perahera, noto anche come Festival of the Tooth che la città e il tempio sono assediati dai fedeli. La grande festa si svolge solitamente durante il plenilunio di fine luglio-inizio di agosto e dura circa sette-dieci giorni. Quest’anno si tiene dal 5 al 15 agosto. Una copia della sacra reliquia è portata in processione per le strade della città con una lunga teoria di elefanti parati a festa, danzatori, giocolieri, cantanti, acrobati e suonatori che indossano sfarzosi costumi tradizionali. Bellissimo è il Giardino Botanico dagli infiniti viali costellati da piante secolari e fiori rari, dagli intensi profumi. Insuperabile è la sua collezione di orchidee che attira oltre due milioni di visitatori l’anno. Ugualmente penetranti sono gli odori del vicino mercato dove, sui piccoli banchetti di legno, sono esposti spezie, frutti e ortaggi prodotti nella campagna attorno. Sosta obbligata da Gunatilake Batiks, laboratorio e show room dove si producono pregevoli capi d’abbigliamento, articoli per la casa e tessuti in batik. Poco più in la si esibisce il gruppo di giovani danzatori del Meurulanka Rangayathnaya ogni pomeriggio, per la delizia dei turisti, proponendo una selezione molto accurata di danze tradizionali. Si dorme sulle alture all’Amaya Hills, accolti con calorosa ospitalità da Rushdy Raheem, resident manager. Dalle suites dell’hotel si gode un panorama incomparabile sulle colline avvolte da alberi secolari.

Un tè all’inglese

Da Kandy si sale oltre Nuwara Eliya dal fascino old England, a 1868 metri di quota, fra fitte foreste e piantagioni di té. Villeggiatura alla moda sotto Sua Maestà Britannica, la cittadina conserva dimore e palazzi in stile elisabettiano, georgiano e vittoriano. E’ tutto un fiorire di facciate con legni a vista incrociati, verande, bovindo, vetri colorati e tendine di pizzo alle finestre. Il tè, di cui lo Sri Lanka è il terzo produttore al mondo, rappresenta il 65% delle esportazioni di tutto il paese, che è il secondo esportatore mondiale dopo l’India. Furono gli inglesi a piantare le prime coltivazioni nel 1867 che oggi si estendono su 240.000 ha di colline. Esistono tre qualità importanti, a seconda dell’altitudine: il tè di bassa coltura, low-grown, che arriva fino ai 600 metri e dà foglie che sono mescolate a quelli di altre qualità; il tè di media altitudine, medium-grown, da 600 a 1300 metri, apprezzato per il bel colore e il gusto morbido; il tè d’altura, high-grown, è più aromatico, cresce più lentamente a quote superiori ai 1300 metri di altezza ed è il migliore di tutta l’isola. Sono le donne tamil a raccogliere solo le due ultime foglie e la gemma dell’arbusto. Per poche rupie il giorno, devono riempiere gerle per un totale di 25 chili. Portate nelle tea-factory le foglie passano attraverso sei stadi di lavorazione: appassimento, rullatura, fermentazione, seccamento, vagliatura e impacchettamento. Sulla qualità del blend incidono, oltre all’altitudine, altri fattori: la temperatura e l’umidità al momento dell’appassimento, della fermentazione e del seccamento. A Ranthoda si possono visitare la fabbrica e le piantagioni del Blue Field Tea Garden. Mentre nel suo ristorante si gustano ben dodici qualità diverse del famoso infuso, compreso quello “bianco” che è rarissimo. Si scende fra spumeggianti cascate fino a Ella, luogo cult dei turisti giovani fai-da-te e backpacker provenienti da ogni parte del mondo. Che si ritrovano quasi tutti al Chill, lounge bar molto cool, arrampicato su alte palafitte di legno e affacciato sulla via principale del paesino.

Notti da sogno e cucina creativa

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Sri Lanka, Bogawantalawa Valley, Ceylon Tea Trails, una camera del Tientsin Bungalow ©Lucio Rossi

Si prosegue fino a Wellawaya, dove l’elegante hotel boutique Jetwing Kaduruketha accoglie in eleganti bungalow circondati da palmeti e risaie, dove risuonano i richiami dei pavoni in amore. Qui Hemant Hasinimal, chef stellato, organizza per gli ospiti lezioni di cucina dove si apprendono i segreti per preparare i principali piatti della gustosa cucina locale. Ovviamente con grande uso di spezie: cannella, noce moscata, pepe, curry, cardamomo, anice stellato, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, chili e zafferano. Questi quelli più gustosi. Rice and curry, riso bollito condito con i diversi tipi di curry. Si tratta di pezzettini di carne, pesce o legumi, cotti in latte di noce di cocco, insaporiti con spezie e condimenti e fritti in olio di cocco. Il sourfish curry è un pesce cotto lentamente in una salsa molto piccante su un fuoco di braci. Patties, rotties e cuttlets sono crocchette fritte o piccole crêpes farcite di carne, pesce o verdure. Fra le insalate: quella di mango e peperoncino condita con l’aceto (chutney) e il sambol, verdure con noce di cocco grattata, pesce secco e spezie. Mille gusti hanno anche i frutti locali: ananas, noci di cocco, durian, rambutan, jackfruits, banane, guave, mangostine, frutti della passione, pompelmi giganti e sapodillas. I dessert sono a base di farina di riso e di zucchero di palma, profumati alla cannella, alla noce moscata e al cardamomo. Squisiti sono i dolci di noce di cocco; i curd and treacle, latte cagliato di bufala e miele di palma; il jaggery, caramello fatto con lo zucchero della palma kitul; kiribat, dolce di riso, latte e cocco, e il wattalappam, un  budino di crema al caramello passata al forno con anacardi e cannella. Fra le bevande più tipiche ci sono: l’acqua di cocco, che si spilla dal King Coconut; il toddy, succo estratto dalla palma; l’arrack, liquore nazionale, più antico del whisky, è un distillato del toddy.

Parchi naturali, surf, spiagge e pescatori

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Sri Lanka, Kataragama, tempio buddhista ©Lucio Rossi

I fedeli pregano l’Illuminato a Kataragama nell’antica pagoda di Kiri Vehera dall’enorme stupa bianco. Si dorme al Mandara Rosen Hotel. Continuando il viaggio si apre la distesa infinita del Parco Nazionale di Yala dove con un safari organizzato alle prime luci dell’alba si può avere la fortuna di avvistare alcuni rari esemplari di leopardi. Mentre sono più facili da vedere gruppi di elefanti, bufali d’acqua, scimmie e gazzelle. Poco dopo ecco il frangersi melodioso e ritmico delle onde dell’Oceano Indiano sulle lunghe spiagge di Weligama e Hikkaduwa, regno di pescatori e surfisti. A Galle portoghesi e olandesi hanno lasciato tracce indelebili nei palazzi e nelle dimore patrizie che affollano le stradine del centro storico, protetto dall’Unesco e guardato a vista da possenti mura in pietra. Pochi chilometri ed ecco ancora un hotel boutique di estrema eleganza. Villa Republic, con letti a baldacchino, affacciato sull’oceano. Prima di tornare a Colombo, Sri Lanka riserva altre inedite soprese. Lungo le rive del fiume Bentota si penetra in barca in un ambiente incontaminato formato da intricate mangrovie dove vivono coccodrilli, serpenti, iguane e grossi pipistrelli. Mentre a Ambalangoda nell’Ariyapala Masks Museum si ammirano rare e antiche maschere cerimoniali e si assiste alla creazione delle coloratissime maschere tradizionali opera di abili artigiani.

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Sri Lanka, Tangalla, la spiaggia ©Lucio Rossi

Sulla vicina spiaggia infinita di Ahungalla Beach si specchia l’imponente e modernissimo resort Hotel Riu Sri Lanka, dotato di ogni confort e ottimi ristoranti. E’ il posto giusto per farsi coccolare nella sua spa, gustare i piatti prelibati preparati da esperti chef e fare lunghe nuotate nelle sue immense piscine.

testo di Pietro Tarallo – foto di Lucio Rossi e Massimo Bisceglie |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Infoutili

Informazioni: sul sito del turismo in Sri Lanka

Come arrivare: Srilankan Airlines garantisce 3 voli il mercoledì, venerdì e domenica da Roma e Milano su Colombo.

Quando andare – Clima: Le stagioni più secche e quindi le migliori vanno da dicembre a marzo sulla costa occidentale, su quella meridionale e nella regione collinare; da maggio a settembre sulla costa orientale.

Auto a noleggio: Il modo migliore per viaggiare è quello di noleggiare un’auto con conducente, che è più conveniente rispetto al noleggio di auto propria poiché l’autista fa anche da guida. Tutti gli alberghi e la maggior parte delle guest house posseggono alloggi separati per il conducente senza alcun costo aggiuntivo. Le distanze hanno un aspetto ingannevole sulla mappa in quanto le principali autostrade sono quasi sempre a una sola corsia e le strade statali, sia in collina sia lungo la costa, sono tortuose per la presenza di molte curve.

Fuso orario: 5 ore in più rispetto all’Italia, quattro quando vige l’ora legale.

Documenti: i visitatori che viaggiano nello Sri Lanka per turismo, transito o lavoro, devono avere un ETA. I richiedenti possono ottenere l’autorizzazione di viaggio elettronica valida per lo Sri Lanka completando una richiesta di ETA online. Si tratta di compilare un modulo di richiesta online per ricevere l’ETA che deve essere approvata dal governo dello Sri Lanka. Questo visto è valido per 30 giorni e costa 35 US. Si può ottenere anche all’arrivo in aeroporto a Colombo. Info: www.srilankavisa.lk

Vaccini: è consigliata la profilassi antimalarica per periodi di soggiorno prolungati.

Lingua: la lingua ufficiale è il cingalese, l’inglese è parlato diffusamente.

Religione: 70% buddhista, 15% induista, 8% cristiana, 7% musulmana.

Valuta: La rupia cingalese (Rs) è la moneta locale. Si suddivide in cents. Le banconote sono scritte in cingalese, in tamil e in inglese. 1 € = 198 rupie.

Elettricità: 220 volt.

Prefisso telefonico: il prefisso dello Sri Lanka è 0094.

Abbigliamento: Nonostante il clima caldo è bene evitare di vestire abiti troppo succinti o che potrebbero apparire sconvenienti agli occhi dei cingalesi (jeans strappati, torso nudo, scollature o vestiti troppo aderenti). Nei templi e in tutti i luoghi di culto gli uomini devono indossare pantaloni lunghi e le donne non possono portare mini gonne o pantaloncini corti. Il nudismo non è praticato in nessun luogo dell’isola. Nelle zone montane oltre i 1500 m di altitudine l’escursione termica tra il giorno e la notte è notevole, e il clima potrebbe essere freddo e umido, per cui è consigliabile un capo pesante o antivento tipo soft shell.

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