Sbarco sulla Luna: 12 luoghi che sembrano di un altro mondo

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Le alture della Death Valley simile alla superficie lunare ©Pixabay

Era il 20 luglio 1969 quando l’astronauta americano Neil Armstrong, membro della missione spaziale Apollo 11, mise piede sulla superficie della Luna. Un evento indimenticabile e di straordinaria importanza che, ancora oggi, è considerato come una sorta di spartiacque della storia e un fondamentale salto in avanti nel mondo della scienza per l’umanità.

I confini verso l’ignoto, che fino ad allora, sembravano irraggiungibili ed insuperabili erano stati varcati. L’esplorazione delle infinite distese dell’Universo ha stuzzicato la curiosità e l’interesse delle persone di ogni epoca. Molti sognano di  esplorare mondi lontani, magari lontani milioni di anni luce dalla Terra. Ma ciò non è ancora possibile.

Nell’attesa del progresso scientifico che permetta lunghi viaggi spaziali, gli avventurieri possono  raggiungere luoghi nel nostro piccolo mondo che sembrano appartenere ad un altro pianeta, senza aver bisogno di una navicella.

La piattaforma Volagratis.com ha selezionato 12 luoghi così particolari che potrebbero essere davvero considerati di un altro mondo. Da Lanzarote all’Islanda, passando per Tanzania e Cile: per qualche giorno ci si può sentire un astronauta in missione su pianeti sconosciuti e lontani.

Lanzarote, Parco Nazionale Timanfaya

lanzarote_timanfayaIl Parco Nazionale di Timanfaya è il risultato di un’intensa attività vulcanica che ha plasmato l’intero territorio per secoli che ha generato 25 vulcani. La terra rossa e quella nera si mescolano creando un contrasto cromatico straordinario tra oceano e cielo. Patrimonio Unesco dal 1993, il Parco è caratterizzato da pendii e grandi crateri: tra questi spicca la Caldera Blanca, una piccola Luna sulla Terra.

Azerbaijan, vulcani di fango

A pochi chilometri da Baku, capitale dell’Azerbaijan, si trova uno dei paesaggi più sorprendenti e, a tratti, irreale del Caucaso: l’area dei vulcani di fango. Studiati anche dalla NASA in preparazione alle spedizioni verso Marte, i vulcani di questa penisola affacciata sul Mar Caspio sono attivi da oltre 25 milioni di anni. Nel corso della loro attività eruttiva hanno portato in superficie fango e gas che arrivano direttamente dai più profondi strati terrestri. Il grigio di questi materiali e la quasi totale assenza della vegetazione regalano colori e immagini che sembrano arrivare direttamente dalla Luna.

Stati Uniti, Grand Canyon

grand_canyon_coloradoIl Grand Canyon è uno dei paesaggi “spaziali” più famosi del mondo. Scavata dal fiume Colorado, in Arizona, la gola raggiunge una profondità massima di quasi due chilometri. Magnifici i paesaggi scolpiti dalla forza della natura. Uno dei più spettacolari è quello che si può ammirare dall’Horseshoe Bend. Nell’Antelope Canyon, invece, è possibile vedere la sovrapposizione di strati geologici. I picchi formati dall’erosione e la terra rossa dalla quale il fiume prende il nome si estendono per centinaia di chilometri. È qui che si ha la forte sensazione di essere giunti su un pianeta lontano.

Cile, deserto di Atacama

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Il deserto di Atacama in Cile ©Pixabay

Il deserto di Atacama si estende tra Cile e Perù. Questo territorio da una parte si adagia ai piedi delle Ande e dall’altra viene bagnato dall’Oceano Pacifico: ciò crea un clima e un paesaggio quasi unico nel suo genere. L’escursione termica di oltre 30 gradi tra il giorno e la notte e la scarsità d’acqua permettono la sopravvivenza di pochissime specie animali e di piante. È la natura, però, che rende questo luogo affascinante e quasi surreale. Nella Valle della Luna, non lontano da San Pedro de Atacama, le basse temperature e l’altitudine permettono addirittura le nevicate. Il candido e soffice manto bianco ricopre i pendii regalando all’ambiente atmosfere da altri mondi.

Tanzania, Lago Natron

Situato nella Rift Valley africana, ai piedi del Vulcano Gelai, questo bacino estremamente salino permette la vita di pochissime specie: tra queste vi sono alcuni particolari batteri ricchi di pigmenti rossi che colorano l’acqua e i fenicotteri minori che superano le avversità grazie ad uno strato protettivo sulle zampe e sul becco. Dopo la stagione delle piogge, quando l’acqua comincia a evaporare per le alte temperature, il lago si trasforma in una distesa desolata che sembra arrivare da un luogo distante anni luce. Proprio l’acqua incredibilmente caustica evita il processo di decomposizione delle carcasse degli animali che ne entrano in contatto. Ciò, al contempo, dà il via a quello di imbalsamazione: da qui la leggenda del lago in grado di pietrificare gli esseri viventi.

Bolivia, Salar de Uyuni

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La distesa di sale del salar boliviano ©Pixabay

Il Salar de Uyuni, situato a 3.650 metri di quota, è una immensa distesa bianca che sembra non aver fine. L’area, infatti, è vasta oltre 10.000 chilometri quadrati ed è interamente ricoperta da sale. L’assenza quasi totale di fauna e flora fa perdere il senso di orientamento trasformando la distesa in un gigantesco labirinto senza pareti.

Italia, Valle della Luna

Una Valle della Luna si trova anche in Italia e più precisamente nell’area di Santa Teresa di Gallura in Sardegna. Il territorio, un ambiente incontaminato e ricco di vegetazione, è formato da imponenti massi di granito erosi e modellati dagli agenti atmosferici nel corso del tempo. Quando queste rocce vengono illuminate dalla luce riflessa della Luna, l’ambiente assume una atmosfera magica e surreale. Uno spettacolo che lascia senza parole.

Stati Uniti, Death Valley National Park

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La Death Valley californiana è uno dei luoghi più simili alla luna ©Pixabay

Il deserto della Death Valley, che si estende principalmente in California, presenta una scarsissima vegetazione dai colori spenti. Le antiche miniere, le città fantasma, i laghi prosciugati, i vulcani spenti sono i “tesori” che rendono la Death Valley uno dei luoghi più suggestivi della costa ovest degli Usa soprattutto se si pensa che un tempo l’intera area era coperta dal mare.

Egitto, deserto del Sinai

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Il deserto egiziano nella penisola dal Sinai ©Pixabay

La penisola del Sinai è il punto dove Africa e Asia si uniscono, una terra di confine quasi interamente desertica ma bagnata dal Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a sud. Il territorio, poco popolato, è caratterizzato da sabbia e roccia che insieme formano un paesaggio particolare tinto di ocra e di rosso. Pare che il nome della penisola derivi dall’antico dio della Luna Sin, venerato da Sumeri, Babilonesi e Assiri della vicina Mesopotamia.

Italia, Saline di Trapani

In Italia esiste anche un altro luogo che richiama i paesaggi della Luna: le Saline di Trapani, nella Riserva delle Saline istituita nel 1995. Una distesa bianca, piccole dune di sale ed un mare cristallino a pochi metri: se non fosse per i mulini e le abitazioni che compaiono qua e là sembrerebbe davvero di trovarsi sul nostro satellite. L’area assume un’atmosfera ancora più suggestiva all’alba o al tramonto, quando i paesaggi si tingono di mille sfumature.

Tunisia, Tozeur

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Tozeur in Tunisia ©Pixabay

Situata ai margini del deserto del Sahara, la città ha una storia antichissima influenzata dalle popolazioni berbere, dai cartaginesi e dai Romani. Nel 1999 la Lucasfilm scelse Tozeur come location per alcune scene del film fantascienza Star Wars I – La minaccia fantasma. Dalla finzione alla realtà:  nella zona ci sono ancora oggi le case realizzate per le riprese.

Islanda, Ice Cave

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©Pixabay

Per immaginare come potrebbe essere fatto un pianeta completamente coperto di ghiaccio non serve salire a bordo di una navicella spaziale e partire per un lungo viaggio ma basta entrare in una delle grotte islandesi. Le più famose si trovano nell’area di Vatnajökull, nella parte sudorientale dell’isola, dove esistono alcune delle masse di ghiaccio più grandi d’Europa. L’intera zona, inclusa in un Parco Nazionale, sembra davvero far parte di un mondo lontano e sconosciuto. Le grotte sono moltissime e alcune sono visitabili in compagnia di speleologi esperti. L’elemento più particolare  è il continuo mutamento delle strutture dovuto al movimento del ghiacciaio.

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

 

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