California dreamin’: surf, spiagge e oceano a Huntington Beach

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La spiaggia di Huntington Beach al tramonto foto Pixabay

La California evoca nei nostri pensieri immagini legate all’Oceano, il potente Pacifico, che ne lambisce le coste con le  possenti onde. Chi non ricorda The Big Wednesday (Un mercoledì da leoni) il film sull’epopea del surf, o le note delle canzoni dedicate al Golden State, degli iconici Beach Boys? Barbara Anne, Surfin’ USA, California girls … Oggi non è cambiato molto da quegli anni ’60 e se vi capita di passare da Huntington Beach capireste che il surf da tavola è sempre ben presente nel DNA californiano. Huntington Beach è una municipalità costiera dell’Orange County, con una popolazione di circa 180 mila abitanti e, statene certi, non è azzardato ipotizzare che almeno il 90% siano surfisti. La città è infatti nota come la culla del surf a stelle e strisce ed è celebrata per i suoi 14 km di spiagge, per il suo clima e ovviamente per la sufrboard (la tavola); inoltre ospita ben 50 gare di surf all’anno, incluso il leggendario US Open of Surfing, a conti fatti quasi una competizione a settimana.

Huntington Beach, o semplicemente HB per gli aficionados, offre alcuni dei piers (i moli) più leggendari nel sud della California, tra questi Southside e Northside Piers, dove migliaia di campioni nazionali e internazionali sono stati incoronati nel corso dei decenni da competizioni spettacolari. È il caso di uno dei personaggi che si possono incontrare da queste parti, come Peter “PT” Townend. Noi lo abbiamo incontrato: «sono Australiano di nascita ho vinto l’International Professional Surfers (IPS) World Championship nel 1976 e successivamente nel 1978 e 79, e sono stato allenatore dell’America’s Team to World Amateur Championship. Il surf è stato la mia vita e continua ad esserlo visto che, al momento oltre ad insegnare, alleno il team cinese in preparazione dei giochi olimpici di Tokyo 2020». Townend è stato inserito nella Huntington Beach Surfing Walk of Fame nel 1998, nella Gold Coast Sporting Hall of Fame nel 1999 e nella Australian Surfing Hall of Fame nel 2001 ed è un surfer a 360 gradi: può scriverne, commentare in tv, insegnare e, soprattutto, costruire le tavole, così preziose e difficili da realizzare, personalizzate per i campioni.

Una giornata ad HB significa respirare surf. A noi è capitato di vivere una giornata di surf in compagnia dei campioni locali che si sono prestati come istruttori (tra questi Meg Bernardo, Meah Collins, Rocky McKinnon, Teddy Navarro, Rayan Rustan) e soprattutto in compagnia di due insoliti fenomeni appartenenti alla categoria canina: Cherie the Surf Dog, un french bulldog di 7 anni e  Sugar campionessa 18 volte nel Surf City Surf Dog competition. Grazie a loro (i campioni a due gambe) siamo stati iniziati al surf e, in un’ora, messi in grado di muovere le prime “scivolate” sulle onde: un’esperienza unica. Huntington Beach ospita anche l’International Surfing Museum, la Surfers ‘Hall of Fame e la Surfing Walk of Fame. Secondo gli storici, Huntington Beach vide per la prima volta il surf nel 1907 grazie al pioniere George Freeth e nel 2008 ha ufficialmente adottato il soprannome di Surf City USA, dopo una lunga disputa tra altre città del sud della California e Santa Cruz.

Ma ad Huntington Beach c’è dell’altro oltre al surf: in questo angolo di California c’è un club di appassionati del leggendario van VWT2, (detto anche bulli o combi) il pulmino Volkswagen dei figli dei fiori che aggrega decine di associati e ognuno di loro ha restaurato con amore e passione uno di questi meravigliosi mezzi prodotti fra il 1957 e il 2014. Un bel rumoroso giro per la strade di HB vale davvero la pena!

Per informazioni sulla California 

Testo di Massimo Terracina |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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