Il vermouth, l’aperitivo italiano per eccellenza

dal Punt e Mes alla Spagna

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Il vermouth, trenta diversi aromi in un infuso di erbe e spezie, alcol e zucchero

Torino, 1786, Antonio Benedetto Carpano ha ventidue anni, è un giovane distillatore con un periodo di studi di erborista e una lampante curiosità. Desidera creare una nuova bevanda, un aperitivo per le signore, arriverà così a unire oltre trenta diversi aromi in un infuso di erbe e spezie, alcol e zucchero, addizionando la sua formula a un vino bianco fortificato. Sceglie il nome, vermouth, da wermut, artemisia in lingua tedesca, pare in onore alla Germania e a Goethe.

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Vermouth Lacuesta

E’ l’assenzio maggiore (Artemisia absinthium) la pianta aromatica caratterizzante questo vino aromatizzato per il quale dal 2017 la Regione Piemonte ha ottenuto dal Ministero per le politiche agricole l’inserimento nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali seguito dal riconoscimento di indicazione geografica registrata. Per la legge il vermouth deve presentare una base di vino bianco fortificato non inferiore al 75% del prodotto finale, una gradazione alcolica tra il 15,5% e il 22%, un contenuto in zuccheri non inferiore ai 14 grammi per 100 ml, e contenere artemisie. Foglie di artemisia, maggiorana, melissa, coca, issopo, timo, fiori di camomilla, sambuco, luppolo, zafferano, frutti di anice stellato, finocchio, cardamomo, arancio, haba tonka, radici di angelica, galanga, genziana, scorze di cannella, china, melograno, legno di quassia, solo per citare alcuni degli aromi del vermouth, che divenne presto aperitivo dell’alta borghesia, diffondendosi successivamente anche nei ceti sociali più bassi.

Il primo negozio di Carpano fu in via Maria Vittoria 4, l’ultima fabbrica oggi è la sede di Eataly, al Lingotto, dove al primo piano si trova il museo del vermouth. Mentre il marchio Carpano è diventato proprietà della distilleria milanese Fratelli Branca, il vermouth piemontese è giunto in ogni parte del mondo grazie alla Martini, Cinzano, Gancia, fra i principali produttori nazionali.  Nel 2017 il Carpano Antica Formula è in cima a due classifiche della rivista inglese Drinks International, trionfando nelle categorie Best Selling Brands e Top Trending Brands, perché il vermouth è altresì onorevole componente di una infinità di cocktail, tra i più conosciuti il Negroni, il Manhattan, il Martini Dry, il Vodka Martini.

carpano-marcello-dudovichLe storiche etichette delle bottiglie Carpano esprimono uno stretto rapporto con la pubblicità attraverso l’arte grafica di Marcello Dudovich. Il linguaggio iconografico continua a caratterizzare il vermouth italiano che arriva in ogni parte del mondo, negli stessi Paesi dove da decenni ormai i produttori vinicoli locali danno origine al proprio vermouth con formula personalizzata, naturalmente segreta. Atsby è un nuovo produttore mondiale di vermouth con sede a New York, il Gallo è un vermouth californiano, il Inbue viene prodotto in Oregon, il Maidenii in Australia, è dal francese Noilly Prat che pare sia nato il cocktail Martini. Per arrivare alla Spagna, con le storiche cantine catalane Perucchi e Yzaguirre, e una gran numero di altre bodegas, le quali hanno fatto della produzione di vermouth una dote riguardevole.

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La prima vermoutheria a Barcellona di Flaminio Mezzalama

Secondo Sam Zucker in Vermouth in Barcelona: the past and presente of a delicious aperitivo culture, fu l’italiano Flaminio Mezzalama ad aprire nel 1902 lungo l’elegante Passeig de Gracia a Barcellona la prima vermoutheria della Spagna, la chiamò Caffé Torino, a omaggiare la città di origine di questo vino singolare. Il bar chiuse dopo pochi anni ma la tradizione del vermouth come aperitivo proseguì diffondendosi in tutto il Paese. Da bevanda borghese e di artisti chic oggi il vermouth in Spagna è consumato da tutti, donne e uomini della terza età e dai giovani, un aperitivo caratteristico, vero e proprio rito apprezzabile soprattutto in Catalogna, dove ebbe inizio la produzione; momento d’incontro fra chiacchiere e tapas, nelle numerose vermoutherie presenti a Madrid, Barcellona e nella altre grandi città, come anche in qualsiasi bar, molti dei quali producono il proprio vermouth casero.

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Etichette storiche Martinez Lacuesta

Il Martínez Lacuesta è rinomata etichetta di una cantina centenaria del nord della Spagna, fondata in Haro nel 1895 dall’avvocato, politico e pubblicista Don Félix Martínez Lacuesta; fu suo fratello minore Emiliano che nel 1906 all’età di vent’anni intraprese un lungo viaggio che lo avrebbe tenuto quattro anni lontano da casa, voleva far conoscere i propri vini nell’altra parte del mondo, viaggiò attraverso 18 Paesi con un asino carico di campioni. Attualmente la Martínez Lacuesta si trova in 25 Paesi, esporta vini di pregio, il fiore all’occhiello è il vermouth, prodotto dal 1937. Nei decenni l’impresa ha sperimentato nuove formule destinate all’invecchiamento, combinando diversi tipi di legno e livelli di tostatura delle botti, dando origine a una collezione di vermouths di particolare interesse. Il vermouth Lacuesta ha una formula elaborata, chiodi del Madagascar, lamponi, limone, radice di giglio, cannella di ceylon e così via: più di 40 estratti di erbe, radici, fiori, spezie e frutti, uniti all’alchool in un recipiente che qui chiamano tamburo e che mescola la pregiata combinazione due volte al giorno per due settimane; segue l’aggiunta del vino, dello zucchero, l’invecchiamento avviene in botti di rovere francese.

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La Cantina Martinez Lacuesta

A 95 km da Bilbao, 240 km a ovest dal confine francese, 360 km a est dal Portogallo, la cantina Martínez Lacuesta è uno spazio architettonico di 16 mila m², quasi ogni giorno dell’anno una guida accompagnerà in una visita guidata gratuita, giungendo all’affascinante stanza di maturazione, con le 8 mila botti di rovere americano e francese accatastate secondo uno schema tradizionale a cinque altezze e quattro spicchi. Un piccolo ristorante offre un ricercato menù tipico con ingredienti a chilometro zero e che ben si accosta con i vermouths e vini della casa. Oggi la Spagna è indubbiamente il Paese dove meglio si celebra il vermouth, immancabili le bottiglie italiane, quasi sempre Martini rosso, mentre qualcuno pronuncia anche il nome di Carpano. Celebrato da Armando Testa e la sua inconfondibile grafica minimalista nel manifesto Punt e Mes, ”punto e mezzo in piemontese”, una sfera e una semisfera su sfondo bianco, trascrizione visiva dell’artista per il Carpano prodotto nel 1870, a simboleggiare un punto di amaro e mezzo di dolce, etichetta a sua volta celebrata con la scultura Sintesi 59 progettata dall’architetto Benedetto Camerana, si può ammirare in Piazza XVIII dicembre nei pressi della stazione di Porta Susa, a Torino, dove il vermouth ebbe inizio.

Testo e foto di Margaret Caddeo|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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