Cosa fare a Berlino tra muro, street art e vita notturna

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Berlino, East Side Gallery, il pezzo di muro più lungo tra quelli rimasti intatti in città

Sono trascorsi 30 anni da quel fatidico 1989, l’anno in cui il Muro di Berlino, simbolo della divisione del globo in due blocchi contrapposti, cadde per sempre. Fu la fine di un’epoca, di un mondo bipolare che sarebbe andato presto in frantumi. Il boato fu immenso e l’aria che si respirò in quei giorni fu quella del sogno, della speranza, della fratellanza. Berlino, città simbolo della guerra fredda, divenne un tumulto di creatività e ribellione artistica, un laboratorio d’idee, una fucina di nuove tendenze destinate a propagarsi nel resto d’Europa. L’opulenza dei quartieri centrali della Berlino ricca e occidentale lasciò il posto alla carica giovanile e provocatoria delle periferie dimenticate dalla storia. Visioni del mondo antitetiche finirono per ritrovarsi, amarsi e riprodursi in sempre nuove configurazioni. Quartieri degradati vennero invasi da artisti e studenti. Fu l’epoca degli squat occupati, dell’arte che fa politica, di una nuova sensazione di libertà che parve invadere la città e l’Europa intera.

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Berlino, Friedrichshain e Kreuzberg sono due quartieri confinanti che prima del 1989 erano separati dal muro e dalla Sprea

Fu questo il destino di Friedrichshain e Kreuzberg, due quartieri confinanti che prima del 1989, separati com’erano dal muro e dalla Sprea, il fiume di Berlino, potevano solo guardarsi da lontano, sfiorarsi senza toccarsi, ognuno periferia della propria parte di mondo. Il 1989 li ha resi, nella grande Berlino unificata, quartieri geograficamente centrali, e oggi rappresentano il centro delle tendenze che attraversano la città, dall’arte alla musica fino alla vita notturna. È qui che si respira ancora il vento del cambiamento, in bilico tra modernità e rinnovamento, tra celebrazioni architettoniche contemporanee, gli antichi edifici in stile sovietico di Friedrichshain, e le facciate dipinte dei palazzi a Kreuzberg.

Ecco alcune idee per vivere e respirare l’anima di questi due quartieri:

I RESTI DEL MURO DI BERLINO

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Berlino, il “bacio fraterno” tra i due segretari della DDR e dell’URSS, Honecker e Brèžnev

Quando si pensa a una linea di fortificazione solitamente si pensa a un sistema costruito per difendersi da un nemico esterno che vuole penetrare all’interno dei confini di un territorio. Il muro di Berlino rappresenta la più celebre eccezione a questa convinzione. Ufficialmente costruito per difendere la Germania comunista dalle idee occidentali, fu in realtà un sistema atto a contenere l’emorragia di persone che dalla fine della guerra continuarono per anni a defluire nell’Ovest. Check point, torrette di avvistamento, fossati anticarro, bunker e muri alti oltre 3 metri simboleggiano la paura di un intero sistema politico nei confronti della libera circolazione delle persone e delle idee. È proprio nel quartiere di Fredrichstein che si trova l’East Side Gallery, il pezzo di muro più lungo tra quelli rimasti intatti in città. Qui centinaia di graffiti ricoprono la parete del Muro rivolta verso l’ovest con oltre cento murali a colorare questo pezzo di storia, con disegni celebri come il “bacio fraterno” del 1979 tra i due segretari della DDR e dell’URSS, Honecker e Brèžnev, e la Trabant che sfonda il Muro in nome della libertà con la scritta “Test the rest”.

UN PANORAMA SULLA BERLINO DIVISA
Un artificio ben riuscito per immaginare come fosse la Berlino divisa ce la dà l’architetto e artista tedesco Yadegar Asisi: all’interno di una costruzione cilindrica d’acciaio si può ammirare l’Asisi Panorama, una vista a 270° su una scena di vita quotidiana anni ‘80 che spazia da Kreuzberg a Mitte: una grigia giornata autunnale in una Berlino popolata da bambini che giocano per la strada, soldati della DDR che osservano la vita nella Berlino Ovest dalle loro torrette di osservazione, graffitari e avventori al chiosco dei currywurst. La grandezza dello schermo, alto 15 metri e largo 60, e gli effetti luminosi e sonori, rendono l’esperienza decisamente suggestiva. A corredo dell’Asisi Panorama oltre 200 foto a raccontare storie di vita quotidiana all’ombra del muro, per mostrare la capacità degli esseri umani di costruire una parvenza di normalità anche nei contesti più estremi.

STREET ART A KREUZBERG, IL QUARTIERE MULTIETNICO

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Berlino, un parco giochi decorato a Kreuzberg

Siamo sulle rive della Sprea, vicinissimi a uno dei ponti più belli della città, Oberbaumbrücke, il ponte rosso di Berlino, che un tempo segnava il confine tra l’ovest e l’est cittadino e che oggi regala una splendida vista sulla città, sia in direzione del centro e della Torre televisiva di Alexanderplatz, sia verso oriente con la surreale scultura Molecule Men. L’Oberbaumbrücke è anche il passaggio che connette Fredrichstein al quartiere multietnico di Kreuzberg, prima del 1989 parte dell’area a controllo USA e oggi celebre per i capolavori di street art con cui sono adornati molti dei suoi edifici.

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Berlino, il ponte rosso che un tempo segnava il confine tra l’ovest e l’est

Il modo migliore per ammirare alcuni tra i più iconici murali della città è quello di incamminarsi per il quartiere, infilandosi nelle viuzze laterali a destra e sinistra della SkalitzerStrasse, senza una meta precisa ma solo armati dello spirito della scoperta. Tra le opere più famose troviamo il gigantesco Astronaut/Cosmonaut di Victor Ash, i cadaveri di animali appesi del belga ROA, o ancora gli Yellow Men dei brasiliani Os Gemeos. Ultimo ma non per importanza, le opere di Blu, italiano di Senigallia e considerato uno dei più grandi street artist del mondo. Se si decide di andare a caccia di murales la domenica è un must fermarsi a fare il brunch in uno dei tanti Café lungo il Landwehrkanal. Non distante, nel quartiere di Neukölln, il martedì e il venerdì, lungo la Maybachufer, c’è il coloratissimo ed economico mercatino turco a ricordare la multietnicità di questa zona di Berlino.

LOVE PARADE E CLUBBING

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East Side Gallery a Berlino

Il nome Love Parade ricorda fiumane di persone riverse nelle strade, centinaia di migliaia di cuori che battono all’unisono, centinaia di migliaia di corpi che ballano al ritmo dell’electrohouse più ricercata. Una celebrazione della libertà che evoca sentimenti contrastanti, immagini di festa, eccessi, disordini. Tuttavia quello che rimarrà nella storia come uno dei più imponenti street party della storia, antesignano di un’infinità di altri eventi analoghi in varie città d’Europa e del mondo, e precocemente terminato dopo l’immane tragedia del luglio 2010 – 21 morti e oltre 500 feriti nella calca – resta un indicatore dell’importanza di Berlino nel panorama della cultura rave e più in generale del mondo dei clubber. Oggi la capitale tedesca rimane uno dei punti di riferimento per i nottambuli di tutto il mondo, che possono trovare ogni giorno e qualunque ora un party o un evento dove poter ballare. In quel di Kreuzberg ci sono alcuni dei club più cool di tutta Berlino. Tra la Sprea e il Landwehrkanal, direttamente sul fiume, troviamo il piccolo e intimo Club der Visionäre, mentre poco distante e solo d’estate la Badeschiff, una piscina costruita con una vecchia nave da carico immersa nella Sprea, organizza alcuni tra i party più divertenti della città. Altra zona di locali è quella nei dintorni della Oranienstrasse. Dal SO36, amato da David Bowie e frequentato dalla comunità LGBT, al Prince Charles, locale dalla buona vibra all’interno di una piscina in disuso. Non lontano, sconfinando leggermente nel quartiere Mitte, troviamo il Tresor, enorme discoteca underground in una vecchia centrale elettrica, un cubo di cemento dall’atmosfera post-atomica che vibra sotto i colpi della musica techno di alcuni dei dj più famosi al mondo. Tornando verso Fredrichstein si erige un’altra Mecca della techno, una delle discoteche più belle della città, il Berghain, celebre anche per i ritmi house del suo Panorama Bar e la variopinta fauna che anima le notti di questo luogo di perdizione.

DOVE DORMIRE

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Berlino, la facciata del Plus Hostel

Un ostello con sauna e piscina e con i servizi di un hotel: nel quartiere Fredrichstein, a pochi passi dalla East Side Gallery e dalla Sprea, Plus Berlin offre uno dei migliori rapporti qualità-prezzo della città e un ambiente giovane e vivace. La struttura, all’interno di un enorme edificio neogotico, storica sede di una scuola tessile della DDR, punta su un concept ibrido ostello + hotel, così da accontentare sia chi cerca solo un alloggio per la notte, sia chi ha bisogno di più servizi e di un comfort maggiore. Primo ostello d’Europa agli Hoscar 2018 di Hostelworld nella categoria Best Extra Large Hostels, il Plus Berlin ha al suo interno anche un ristorante con piatti di cucina tradizionale e internazionale, un centro fitness e un grande spazio all’aperto con mostre di arte contemporanea. Plus Berlin offre anche un servizio di noleggio bici e organizza corsi di yoga e uno speciale tour guidato dei migliori pub della città.

Per girare Berlino è consigliatissima la Berlin Card, che offre gratuità e sconti tra musei, locali e attività in tutta Berlino, e inoltre consente di viaggiare liberamente da e per l’aeroporto e su tutti i mezzi di trasporto urbano:

Per informazioni sulla città di Berlino

Dormire al Plus Berlin:

Testo di Ivan Burroni Foto ©VisitBerlin |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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