Rifugio Fontana Mura: grazie al caso

A Fontana Mura, ci sono arrivata all’inizio dell’inverno. Ero alla ricerca di pace, forse. Di aria pulita, sicuramente. Questo rifugio mi ha regalato molto, ma molto di più di quello che stavo inseguendo.  Sono stati Claudia e Fabrizio a rendere la mia permanenza straordinaria. Quando viaggio, infatti, sono importantissimi i luoghi che visito, ma alla fine sono le persone che li rendono unici. E la storia dei due proprietari è un racconto che sa di volontà e libertà. Sì, perché questi due ragazzi erano altrove e stavano facendo altro: erano a Barcellona prima, e a Berlino poi, dove avevano costruito un’altra vita che profuma d’Europa, fatta di uffici e di contratti a tempo indeterminato. Poi, il Caso, si è messo in mezzo e ha rispedito i due giovani e bravissimi architetti in Piemonte.

Il Rifugio è una struttura completamente vuota quando arrivano qui all’inizio dell’estate del 2015. Sembra impossibile, a vederla ora. “Mio padre, che conosce benissimo la Val Sangone , ci ha chiamati per dirci che quassù cercavano un gestore”, mi racconta Fabrizio. Eccolo il Caso: i due si guardano, e mollano tutto, auf Wiedersehen, Berlino. Dopo diverse settimane di intenso lavoro, il primo agosto 2015 Fontana Mura apre e il rifugio comincia il suo viaggio. Lassù io ci arrivo a piedi, un venerdì pomeriggio dopo il lavoro: la strada non richiede particolari competenze tecniche. Lungo il percorso, che si sviluppa per circa 6 chilometri e ha un dislivello di circa 600 metri, incontro altri camminatori, alcune famiglie con bambini, e vengo sorpassata da un paio di amici che risalgono la via al rifugio in mountain bike. A piedi, seguendo la strada che dalla borgata Forno (a Coazze, a mezzora di macchina da Torino) porta a Fontana Mura, ci vogliono circa due ore.

A concludere questa prima parte del fine settimana che passo al rifugio c’è la cena preparata da Fabrizio. “Negli anni all’estero, ho coltivato la passione per la cucina per sopperire alla mancanza di buon cibo, facendo diversi corsi nel campo culinario”, mi dice. E la passione si vede, perché i piatti proposti sono classici, ma non scontati: i due gestori sono sempre alla ricerca di prodotti di qualità – come la vera polenta, fatta con farina integrale di mais Marano macinata a pietra e mais Pignoletto Rosso locale, servita nei Fujot, accompagnata da altre specialità, come il cinghiale cotto nel Ruchè di Castagnole Monferrato e il capriolo mantecato nella birra artigianale. Per me che non mangio selvaggina, preparano una crêpe al grano saraceno e formaggi del Vallone del Sellery. E alla fine, le torte: eccezionali, come solo le torte fatte in casa con ingredienti freschi della zona, come il burro d’alpeggio, sanno essere.

Quello che è successo la mattina dopo rimane il ricordo più intenso della mia permanenza da Claudia e Fabrizio: alle prime luci del giorno, la mia odiata sveglia viene anticipata dall’arrivo di un gruppetto di capre camosciate. Esco dalla stanza e vado a salutare le mie nuove amiche. Davanti a me, un mare di nuvole aveva coperto la valle in fondo a cui, soltanto la sera prima, si intravvedevano le luci in lontananza di Torino.
Inizia così una giornata unica: Fontana Mura, infatti, è un’ottima base per salire sopra i 2000 metri al Colle della Roussa, oppure scoprire gli affascinanti sentieri tra le vette del Parco regionale Orsiera-Rocciavrè con i suoi spettacolari laghi, Rouen (2391 m), Sottano e Soprano (2200 metri). Inoltre, i percorsi che abbracciano il rifugio sono anche luoghi storici: qui, ci camminavano i partigiani nella Seconda Guerra Mondiale.

“Da noi, però, arrivano anche camminatori principianti e famiglie”, conclude Claudia.
Da Fontana Mura, infatti, è possibile seguire percorsi di difficoltà e lunghezza variabile: i diversi sentieri offrono ambienti straordinari, in un’alternanza di pascoli, pietraie, affascinanti vette, boschi di betulla, faggi e abete, dove non manca la presenza della natura incontaminata con camosci, marmotte e aquile. Ecco cosa mi ha regalato, inaspettatamente, Fontana Mura: panorami che aprono il cuore, oltre che i polmoni, montagne che offrono un patrimonio inestimabile lontano dall’urbanizzazione selvaggia e sapori di un tempo che sono rimasti intatti grazie ad una cucina sana e fatta con amore.
Andate a trovare Claudia e Fabrizio, ma prima, assolutamente, ringraziate il Caso.

Informazioni pratiche
Apertura
• Stagione estiva: aperti tutti i giorni da maggio a fine settembre.
• Stagione invernale: aperti tutti i weekend e festività da novembre a fine marzo.
Contatti e prenotazioni
• Sito ufficiale: https://www.rifugiofontanamura.it
• Pagina FB: https://www.facebook.com/fontanamura/
• Il Rifugio accetta prenotazioni telefoniche a breve termine – numero di telefono: 333 392 9241. Per le prenotazioni a lungo termine, è possibile contattare Fontana Mura via email (info@rifugiofontanamura.it) o via FB
Come arrivare
Di seguito riportiamo le indicazioni per arrivare al parcheggio per la partenza del percorso pedonale:
• Da Torino con l’autostrada per il traforo del Frejus (A 32) e raggiungere Avigliana
• Imboccare la SP 589 in direzione dei laghi di Avigliana.
• Giunti alla rotonda dopo il tunnel, proseguire per Giaveno con la SP 190.
• Attraversare il centro di Giaveno e alla rotonda proseguire per Coazze.
• Dopo qualche chilometro si lascia sulla destra la strada per Coazze e si prosegue per Forno.
• Si continua sulla stessa strada, si lascia sulla sinistra il Santuario della Madonna di Lourdes, e si supera il campeggio “I Pianass”.
• Dopo qualche tornante si raggiunge la strada agro-silvo-pastorale, dove si trovano diverse bacheche tra cui la nostra e qui può essere lasciata l’auto.
IMPORTANTE: sul navigatore impostare Pian Neiretto (strada agrosilvopastorale) e fermarsi al tornante prima, alle bacheche.
ATTENZIONE: non inserire direttamente rifugio Fontana Mura perché indica la strada sbagliata
Prezzi
• http://www.rifugiofontanamura.it/it/tariffe/

Testo di Vanessa Marenco  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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