A Pegli nel parco dei segreti

Simbologie massoniche e scenografie esoteriche da fiction nel Parco eletto più bello d’Italia nella villa padronale di Alessandro Pallavicini sulla collina ligure di Pegli (GE)

In pieno fermento risorgimentale Genova era la culla di gruppi e movimenti che agivano segretamente per un cambiamento, più o meno radicale, nella società. Fra questi i Carbonari di Giuseppe Mazzini, che fonderà successivamente la Giovine Italia, e varie logge massoniche, cui aderì anche Giuseppe Garibaldi, raggiungendo in seguito temporaneamente il grado di gran maestro. Tra il 1840 e il 1846 venne realizzato per volere del Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini un bellissimo parco botanico sulle colline retrostanti la sua villa padronale di Pegli. Il marchese mise il progetto nelle mani all’amico Michele Canzio, architetto, cattedratico, decoratore e scenografo del Teatro Carlo Felice di Genova. La collaborazione progettuale fra i due personaggi, entrambi presumibilmente esoteristi e massoni, si concretizzò in un’opera unica e originale, che coniugava un ricco apparato botanico a un vero e proprio percorso iniziatico.

Aperto al pubblico, il Parco di Villa Durazzo Pallavicini  ottenne da subito grande successo, attirando soprattutto i tanti villeggianti che allora dal capoluogo si spostavano nella località balneare – ben diversa dalla Pegli di oggi – in primavera ed estate. In più l’accorto marchese aveva voluto un ingresso accessibile direttamente dalla stazione. Negli anni venti del novecento la proprietà passò al Comune e subì alcune trasformazioni, soffrendo anche, fino ai tempi nostri, dell’altalenante disponibilità finanziaria e capacità gestionale delle varie amministrazioni. Finalmente tra il 2010 al 2016 è stato realizzato un restauro filologico e capillare a cura dell’Associazione (ATI) Villa Durazzo Pallavicini a cui il Parco è stato affidato in concessione.

Un lungo e approfondito lavoro di ricerca non ancora concluso ha permesso agli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino di ricostruire nei dettagli il disegno e le scenografie (perché di questo si tratta), ma soprattutto di  rinvenire le antiche motivazioni che stanno alla base di questa grande opera, ideata come uno spazio onirico, al tempo stesso luogo di ludiche passeggiate e di iniziazione esoterica e massonica. Così chi entra può visitare un’area verde estesa su 8 ettari dirimpetto al mare, sviluppata in sentieri, laghi, piazzali ed edifici stupefacenti, godendo di fioriture, spazi aperti e cammini boscati in un percorso a stadi, tutti esteticamente diversi. Perché il vero intento primigenio del tracciato è la rappresentazione di una organizzazione teatrale-scenografica che si concretizza e sviluppa in un racconto in tre Atti, ognuno composto da quattro scene, precedute da un Prologo e un Antefatto, e concluso con un Esodo. Ogni scenografia è composta da una vegetazione particolare, da acque, arredi e architetture negli stili più vari – neogotico, neoclassico, esotico, chinoiserie, rustico.

Chi segue il tragitto unidirezionale del parco, in un susseguirsi di porte, gallerie, costruzioni progettate per lanciare messaggi cifrati e subliminali,  è stimolato a comprendere quali siano i passaggi per un cambiamento radicale dell’animo umano, fino a scoprire, nell’Esodo, il valore assoluto. Insomma, fra simboli, stimoli visivi, inganni scenografici, momenti emozionali, almeno una parte del cammino verso la luce della conoscenza viene svelato. Come fosse una tavolozza a disposizione dell’artista, il patrimonio botanico costruisce l’ambientazione del racconto scenografico-filosofico, caratterizzando ognuno dei tre atti del racconto teatrale con particolari associazioni vegetali.

Nel primo coabitano in sequenza l’ambiente della montagna, quello dell’Oasi esotica e quello delle piante da fiore, in cui domina la coloratissima fioritura primaverile del famoso Viale delle Camelie, con oltre 150 esemplari di Camellia japonica. Un bosco mediterraneo apparentemente spontaneo è lo scenario del secondo atto, mentre nel terzo maestosi e secolari alberi come la possente Canfora e il magnifico Cedro del Libano fanno la guardia al Lago Grande e all’incanto del Paradiso Empireo. Il finale è affidato ai Giardini di Flora, rappresentazione del Paradiso Terrestre dipinto in ogni stagione da piante e fioriture diverse, dalle camelie alle primule, dagli iberis alle begonie.

Eletto nel 2017 parco più bello d’Italia, il Parco di Villa Durazzo Pallavicini è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’inizio di marzo all’inizio di novembre. Aperture straordinarie sono previste per l’inizio della fioritura delle camelie negli ultimi due weekend di febbraio. Nei weekend di luglio e agosto sono previste aperture dei giochi d’acqua dell’Esodo. Oltre agli ingressi non accompagnati sono possibili visite guidate di tipo scenografico, botanico e incontri con il Direttore del parco durante i quali si rivive il percorso esoterico-massonico, esperienza che diviene magica durante le “notturne” organizzate periodicamente. Una volta al mese alla Casa delle Tortore si tengono incontri per attività di riflessione stimolati dai “misteri esoterici” disseminati nel percorso scenografico-iniziatico.

Parco di Villa Durazzo Pallavicini

Testo Gianfranco Podestà, foto Archivio Villa Durazzo Pallavicini|Riproduzione riservata Latitudeslife.com

Visto che sei arrivato qui…

... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Molte persone stanno leggendo Latitudes mentre le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo che il nostro giornalismo rimanga accessibile al nostro pubblico globale. I contributi dei nostri lettori ci consentono di mantenere questa apertura, in modo che tutti possano accedere a informazioni e analisi accurate ed indipendenti. Il giornalismo di approfondimento di Latitudes necessita di tempo, denaro e duro lavoro per produrlo. Ma lo facciamo perché crediamo che la nostra prospettiva sia importante, perché potrebbe anche essere la vostra prospettiva.

Se tutti quelli che leggono i nostri articoli aiutassero a sostenere la nostra attività, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Per un minimo di € 1, puoi supportare Latitudes e richiede solo un minuto. Grazie.