Le Dolomiti dell’Alto Adige: tre piste nere per sciatori affamati di emozioni

Val Gardena, Dolomiti
Val Gardena, Dolomiti

Le Dolomiti sono fra le montagne più belle del pianeta, e questo è noto; tanto da essere state nominate Patrimonio mondiale dell’umanità. Se a questo aggiungi l’ospitalità altoatesina, profumata di genuinità, affidata ad hotel indipendenti il cui livello cresce sempre più, con spa che offrono trattamenti accuratissimi e una ristorazione di eccellenza, il teorema è disegnato. Ma la parte che più affascina ed attira sciatori da tutto il mondo sono le piste: chilometri e chilometri in ogni valle, tutte unite dal Dolomiti SuperSki, un sistema di collegamenti integrato che con una sola tessera consente di sciare in un comprensorio sterminato, 12 stazioni sciistiche per 1200 km di piste per ogni livello e capacità, dalle nere alle rosse, dalle blu ai campi scuola, dai parchi per bambini a quelli per freesyler e snowboarder.

Ma c’è un altro aspetto che piace agli appassionati, soprattutto quelli che lo sci lo vivono in maniera totale. Si tratta del circuito delle piste nere FIS di Coppa del Mondo: tre discese mozzafiato con muri, curve, contro pendenze, che possono essere percorse liberamente sulle orme dei campioni in tre località: a Plan de Corones, sulla Erta, in Alta Badia sulla Gran Risa in Val Gardena sulla Saslong. In un’area tutta percorribile sugli sci, uscendo direttamente dalla skiroom dell’hotel sulla neve, sempre presente grazie agli impianti di innevamento artificiale che sparano 740mila m3 ogni 3 giorni (ben tre m3 al secondo) si può provare l’ebrezza di scendere dove i campioni hanno lasciato le proprie scie e spigolato sul ghiaccio verde, quello vivo.

A Plan de Corones appena fuori dall’Excelsior Dolomites Life resort, a San Vigilio di Marebbe, si hanno a propria disposizione 119 km di piste (5 nere) e 32 impianti di risalita che garantiscono il divertimento totale. E’ però la Erta, la pista di coppa del mondo femminile e di coppa Europa, fortemente voluta nei circuiti internazionali da un team di entusiasti guidati da Danny Kastlunger, quella con l’appeal più grande: 1610 metri, non lunga ma tecnica, con una pendenza massima del 61%. Se dopo avere percorso questa meraviglia, che pare si tuffi, dall’ultimo muro, direttamente fra le case di S.Vigilio, a Plan de Corones, c’è anche spazio per la cultura della Montagna (con la “M” maiuscola). Sorge qui in posizione unica, il VI Museo della montagna di Reinhold Messner e il Lumen museo dedicato alla fotografia di montagna, un susseguirsi di emozioni su lastra e storie incredibili. La ristorazione, importantissima sulla neve, vede 40 rifugi fra i quali, l’ultima hit, è il bistrò Alpinn di Norbert Niederkofler, appena inaugurato, uno chef che ha dato molto al territorio che gli ha dato i natali, proponendo solo piatti con ingredienti prodotti in loco preferibilmente da giovani imprenditori.

Spostandosi di poco a La Villa, dal Dolasilla hotel, affacciato sulle piste, si parte per l’esplorazione del comprensorio dell’Alta Badia (53 impianti per 130 km di piste), con la hit della Gran Risa, teatro dello slalom gigante maschile di Coppa del Mondo, con una pendenza massima del 53% e 448 metri di dislivello, inserita dal 1985 nel circuito Coppa del Mondo FIS. L’Alta Badia ha fatto dell’aspetto enogastronomico un grande motivo di richiamo, con l’iniziativa, che compie 10 anni, Sciare con Gusto. Infatti proprio in quest’ area, in soli 15 kmq, si trovano tre chef stellati Michelin: la bandiera Norbert Niederkofler con tre stelle, Matteo Metullio due stelle e una stella di Nicola Laera e i rifugi, hanno ben abbracciato questa filosofia, a beneficio di sciatori e non sciatori.

Val gardena

Ultima, ma non in ordine di importanza, la Val Gardena, forse la più nota e celebrata, con l’appassionante Saslong. Dalla cabinovia Ciampinoi, a Selva, si sale verso un comprensorio che offre 81 impianti e 170 km di piste, grazie anche al collegamento diretto con l’Alpe di Siusi. La Saslong, si dipana su 3446 metri di adrenalina pura, con un dislivello di 839 mt., teatro del Super G e della libera di coppa del mondo, dal lontano 1970, su cui sfrecciano e hanno sfrecciato nomi leggendari dello sci da Roland Collombin al “Kaiser” Franz Klammer, da Thoeni, a Plank e Christian Ghedina. E’ qui che fra una pista e l’altra, magari fermandosi per una pausa gastronomica alla Saslonch Hütte, di Karl Piazza, tempio indiscusso delle birre artigianali, si  può incontrare il grande Peter Runggaldier e, magari, sciare con lui: un simpatico, socievole, disponibile, vero campione.

Un’emozione notevole, credeteci. Conquistò la coppa del mondo di SuperG nel 1995 e vinse l’Argento ai Mondiali di Saalback (1991) in libera. Così riassume la sua carriera e il rapporto con questa pista: «Dietro al rimpianto di non essere mai riuscito a conquistare una vittoria in discesa libera c’è quest’altro piccolo cruccio di non essere mai riuscito a brillare nella mia valle. Non avevo il fisico e la pesantezza giusta per emergere su certi percorsi e oltre i cento all’ora non sempre la tecnica basta; ma della mia carriera non mi lamento».

Info: https://www.suedtirol.info/it

Testo di Massimo Terracina|Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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