Lodi. Campanile padano

Lodi, Lombardia, Italia
Lodi, Lombardia, Italia

Alle porte di Milano, la piccola Lodi difende con garbo e orgoglio il suo essere centro minore. Il borgo autentico, vivace, perfettamente curato, la campagna ordinata e la buona tavola: qui la pianura non è piatta.

In autunno, quando le prime nebbie di memoria “guareschiana” rendono più ovattati i rumori e più delicati i colori, una giornata a Lodi col naso in aria diventa un’opportunità per scoprire il fascino padano dei tetti rossi che piacevano tanto alla poetessa Ada Negri, lodigiana di nascita, dei balconi sulle piazze, dei mercati e delle cascine del centro che vivono all’ombra di Piazza della Vittoria, o del Duomo. E’ il “salotto buono” allungato sulla pavimentazione grigia di ciottoli fluviali che ricordano l’origine settecentesca della piazza, quando era necessario pensare all’aggiunta di strisce di granito, per permettere ai  veicoli dell’epoca di procedere in modo agevole.

Fra portici e loggiati che ornano tutti i quattro lati della piazza a pianta romboidale, spunta la facciata romanica in cotto del maestoso Duomo in cui si vedono anche  elementi gotici e rinascimentali, quasi protetta dalla mole imponente del campanile. Sul portale della facciata, due leoni che reggono due colonne accolgono il visitatore curioso. All’interno si aprono tre navate, arricchite con tele ed affreschi di varie epoche, mentre scendendo nella cripta, si può  scoprire l’urna contenente le reliquie del patrono della città, Bassiano, e il gruppo ligneo della Pietà del XV secolo.

Si dice che il passato di Lodi porti il nome del Barbarossa e il presente quello di Renzo Piano. Infatti l’imperatore Federico ricostruì la città, rasa al suolo dai milanesi, nel 1158. Al centro della piana agricola e boschiva del Parco dell’Adda Sud, Lodi è risorta e cresciuta nei secoli. Il suo cuore Liberty è testimoniato da Casa Biancardi, Casa degli Angeli, l’Autorimessa Fiat di via Solferino e Casa Arosio con le sue vetrate colorate. I balconi e le cancellate rimandano all’Ottocento. E il presente è rappresentato da Renzo Piano che ha trasformato lo spazio di una banca privata come spazio di condivisione, con auditorium e piazza coperta.

Sicuramente comunque lo scenario dell’intera piazza del Duomo è qualcosa di unico. Sul lato sinistro, si staglia la facciata neoclassica del Broletto, ricostruzione settecentesca di un impianto medievale del Duecento, oggi sede del Municipio cittadino. Mentre sul lato sud, lo sguardo del visitatore è attirato da Palazzo Vistarini,  dimora castellata del XIV sec. che, nel lato verso corso Vittorio Emanuele, si trasforma nel settecentesco Palazzo Barni dalla inequivocabile fisionomia neoclassica.

Ma la passeggiata a Lodi ha ancora altre mete imperdibili. Fatti pochi passi si incontra il quattrocentesco Tempio Civico di Santa Maria Incoronata, un impianto ottagonale in mattoni progettato da Battaggio, allievo del Bramante, e voluto nel 1487 dai cittadini di Lodi per celebrare un miracolo. All’interno, tra dorature e affreschi, tavole dipinte e marmi, è custodito uno scrigno rinascimentale che raccoglie opere dal Quattrocento all’Ottocento, in cui spicca la mano del Bergognone.

La storia racconta che nel Quattrocento, una casa di tolleranza nella contrada de’ Lomellini – oggi via Incoronata – presentava sulla facciata un affresco dell’immagine della Madonna. Secondo la tradizione, nel settembre del 1487, durante una rissa, l’effigie della Madonna lacrimò e invitò coloro che erano presenti in quel momento ad erigere su quel luogo un tempio a lei dedicato, il Tempio dell’Incoronata, che i cittadini lodigiani costruirono con il contributo di tutte le classi sociali. Da qui l’appellativo dato al Santuario di “Tempio civico”, cioè voluto dalla cittadinanza, che risulta essere una tra le costruzioni più belle del Rinascimento lombardo.

Altro edificio che merita una visita è Palazzo Mozzanica, conosciuto anche con il nome di Palazzo Varesi. Voluto dal conte Lorenzo Mozzanica nel XV secolo, è sorto sulle fondamenta di un precedente edificio gotico. Il progetto della riqualificazione in stile rinascimentale fu affidato a Giovanni Battagio, lo stesso che si occupò del Tempio dell’Incoronata. Il Palazzo Mozzanica si innalza intorno ad un cortile rettangolare interno caratterizzato dalla presenza di un porticato con colonne dotate di capitelli ionici e chiuso sul fondo dallo scalone d’onore d’epoca settecentesca. La facciata è in stile bramantesco e rinascimentale, mentre il portale in pietra d’Angera situato nella parte sinistra della facciata e accompagnato da due colonne a candelabro è decorato con bassorilievi floreali. Quattro medaglie sforzesche ornano l’ingresso e sullo spigolo dell’edificio spicca un grande stemma marmoreo.

La vera regina dell’architettura è però sempre la natura. E allora via verso l’Adda, oltre il ponte, per ammirare la Cattedrale Vegetale, opera di Art in nature che Giuliano Mauri, scomparso nel 2009, aveva pensato per la sua città. Minimale e lineare, il neotempio ha 108 colonne in legno alte 18 metri che ospitano altrettante giovani querce destinate a diventare co-protagoniste dell’opera.

E dopo tanto camminare una sosta a tavola si impone. A novembre va in scena la Rassegna Gastronomica del Lodigiano, quindi appuntamento nei ristoranti della città per assaggiare menu ad hoc: uno per tutti, Zucca e Castagna.  E poi, naturalmente, il Grana Padano DOP conosciuto in tutta Italia: assolutamente da assaggiare il Granone Lodigiano PAT, con l’inconfondibile presentazione a forma di petali di raspadüra, sottilissime sfoglie che si sciolgono letteralmente in bocca. Il Pannerone, invece, è un formaggio grasso a pasta molle che si accompagna bene alle mostarde e al miele. Come dolce, si può provare la Tortionata, una torta friabile a base di mandorle e burro. Oppure gli amaretti di Sant’Angelo, prodotti di una ricetta che risale ad inizio Ottocento. Per ogni portata c’è un vino giusto da abbinare, e il miglior modo per conoscerli è percorrere la Strada del Vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani.

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Informazioni utili

Come arrivare

In macchina

Con l’autostrada A1, uscita di Lodi.

In treno

Dalle principali città italiane con Trenitalia

In Aereo

In prossimità degli aeroporti di Milano, Malpensa e Linate; e Bergamo, Orio al Serio.

Dove dormire

B&B La Gallina; si trova a soli due minuti a piedi dal centro cittadino, tre camere arredate con gusto e colazioni a base di prodotti fatti in casa.

Dove mangiare

Ristorante La Coldana: si trova al limitare della città, in via del Costino, all’interno di un vecchio cascinale con ampio parcheggio. Tradizione lodigiana e creatività si fondono nei piatti di questo ristorante che presenta anche una notevole carta dei vini.

Eventi: Rassegna gastronomica del Lodigiano, fino a fine novembre.

Link utili: sito web della Provincia di Lodi dedicato al turismo

Testo di Graziella Leporati, foto di Lucio Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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