Pendulum: la nuova mostra fotografica al MAST

Edgar Martins
Edgar Martins – Paint Shop, BMW Group Plant Munich

A cinque anni dall’apertura del centro culturale multifunzionale, la Fondazione MAST festeggia con Pendulum, una mostra fotografica e interattiva sul tema industria e lavoro con le opere di artisti da tutto il mondo.

Il mondo va veloce. Alcuni neanche se ne accorgono, altri invece si chiedono cosa avrà da correre così forte. Benvenuti nell’era delle dimensioni spazio tempo più ridotte, dell’accelerazione economica che tocca vette altissime e dei rapporti e relazioni fugaci. Se da una parte la tecnologia e la società globale si muovono quasi a razzo verso frontiere inimmaginabili, dall’altra proprio questo dinamismo sembra aver lasciato indietro persone, settori, cose più deboli. In balia di una sorta di dimenticatoio.

È proprio su questo contrasto – un po’ surreale e assurdo – su cui si basa la nuova mostra alla Fondazione MAST di Bologna, attiva dal 4 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019: una selezione di opere fotografiche, installazioni video e photo-album per un viaggio nell’industria e nel lavoro. 250 immagini storiche e contemporanee firmate da ben 65 artisti, maestri di fama internazionale (vedi Robert Doisneau, David Goldblatt, Helen Levitt e Mario De Biasi) uniti in squadra a talenti più giovani come Richard Mosse, Ulrich Gebert e Sonja Braas.

L’esposizione, a cura di Urs Stahel, è una vera e propria riflessione sul tema della velocità che caratterizza la modernità, su questa energia dell’uomo, che ormai è anche del suo vivere. E il nome scelto, Pendulum non è casuale. Il pendolo è un simbolo antico, con un’aurea quasi mistica, con tanti significati, quante sono forse le contraddizioni del mondo. Il pendolo indica il moto perenne della terra, evoca il traffico pendolare e di genere, e il suo oscillare che aveva incuriosito Foucault è un richiamo alla nostra natura. Ai cambiamenti improvvisi di opinione, di convinzioni che si trasformano nell’esatto contrario.

Ciò che quindi si vede all’interno degli spazi della PhotoGallery del MAST è la contrapposizione tra la forza dei motori, dell’economia, dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture da una parte, e il rallentamento dato da un altro settore. Quello fatto di persone, di migranti. Non c’è da stupirsi se le pareti di Doisneau, Martins, Mulas e Rigolini, che hanno come protagoniste le automobili e le macchine, impattano e stridono con quelle di Gebert e Ribas sulla migrazione e il nomadismo. Il grigio della tecnologia che accozza con il colore dei campi, la loro crescita esponenziale e inarrestabile con il (lento) lavoro manuale e con la devastazione delle case degli zingari.

Le storie e le emozioni dei lavoratori pendolari e dei truckers vengono invece raccontate dalle fotografie di Sonja Braas, Rixon, Yto Barrada, Levitt, Goldbatt e Mosse e, infine, i pannelli di Jacqueline Hassink sono un urlo silenzioso alla globalizzazione, che è parte di noi. Una raccolta di diapositive che ritraggono i pendolari moderni che sì, viaggiano verso il proprio ufficio, il proprio negozio, la propria università, ma che si chiudono in loro stessi, con gli occhi bassi su smartphone e tablet per un altro viaggio parallelo. Quello virtuale.

Pendulum è curiosa ma anche inquietante nel suo essere uno specchio del nostro (contraddittorio) mondo e della società. E a questo punto chissà se tutta questa velocità ci farà davvero volare in alto o schiantare al suolo.

MAST
via Speranza 42, Bologna

Ingresso gratuito 

Orari di apertura

Martedì – Domenica 10.00 – 19.00

Testo di Francesca Romana Sassone|Riproduzione riservata Latitudeslife.com

Visto che sei arrivato qui…

... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Molte persone stanno leggendo Latitudes mentre le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo che il nostro giornalismo rimanga accessibile al nostro pubblico globale. I contributi dei nostri lettori ci consentono di mantenere questa apertura, in modo che tutti possano accedere a informazioni e analisi accurate ed indipendenti. Il giornalismo di approfondimento di Latitudes necessita di tempo, denaro e duro lavoro per produrlo. Ma lo facciamo perché crediamo che la nostra prospettiva sia importante, perché potrebbe anche essere la vostra prospettiva.

Se tutti quelli che leggono i nostri articoli aiutassero a sostenere la nostra attività, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Per un minimo di € 1, puoi supportare Latitudes e richiede solo un minuto. Grazie.