La leggenda degli aborigeni Mala

Grotta di Uluru
Grotta di Uluru

Ogni paese della terra ha le sue storie, le sue leggende, tramandate di generazione in generazione. Questo nuovo filone narrativo comincia nel cuore d’Australia, dove c’è il grande monolite di Uluru e a una quarantina di chilometri da questo si ergono gli altri monoliti di Kata Tjuta. Gli aborigeni Anangu, che vivono in questa vastissima area, sostengono che la terra – l’universo fisico che abitano da millenni – è stata creata nel Tjukurpa, parola dai diversi significati che può essere tradotta con l’espressione: Tempo della Creazione. Alcune persone non aborigene lo chiamano Tempo del Sogno ma questo non è un nome appropriato, perché Tjukurpa non ha nulla a che fare con i sogni. La terra è stata creata dagli Antenati, esseri soprannaturali che possedevano alcune caratteristiche animali insieme ad altre umane; avevano infatti il dono di passare a loro piacimento dallo stato animale a quello umano e viceversa. Questi antenati, passando sulla terra, hanno creato le montagne, le valli, i fiumi, le dune di sabbia e le sorgenti d’acqua. Le loro esperienze e avventure di viaggio sono state lasciate nei luoghi visitati sotto forma di energia e per tale motivo questi sono divenuti luoghi sacri e rispettati dalle generazioni successive. Insegnando come il mondo è stato realizzato, Tjukurpa ha fissato le leggi per il comportamento umano: come rapportarsi con le altre genti, come interagire con gli animali e le piante, come prendersi cura dell’ambiente e persino come preparare certi cibi. Tjukurpa è il passato, il presente e il futuro e Uluru è un sito molto importante e sacro nella storia di Tjukurpa, perché molti degli antenati sono passati di qui e alcuni di essi qui vivono ancora.

Nella notte dei tempi, nella parte nord di Uluru vivevano gli aborigeni Mala che erano soliti officiare importanti cerimonie (inma). Alcune inma erano riservate alle donne e altre agli uomini. Un giorno, molto tempo fa, la gente Mala stava preparando una di queste cerimonie. Gli uomini avevano piantato sulla cima di Uluru il palo per la cerimonia, il ngaltawata, quando arrivano due visitatori dalla zona del fiume Docker, abbastanza lontana ad occidente: questi visitatori erano gli uomini Mulga Seed. I nuovi venuti invitano i Mala a partecipare a una inma nel loro territorio e questi rispondono che non è possibile, avendo dato inizio alla loro personale cerimonia che non poteva per alcun motivo essere interrotta. Gli uomini Mulga Seed, piuttosto contrariati, fanno ritorno a casa loro, comunicando agli anziani della tribù che il loro invito era stato rifiutato. Per tale motivo, per l’offesa patita, gli anziani dei Mulga Seed decidono di punire la gente Mala. Con i loro artifizi e riti magici diurni e notturni, danno vita a uno spirito diabolico nella forma di un dingo, a sembianza di un diavolo gigante chiamato Kurpanya; quindi intonano canti ricolmi di odio verso gli stranieri; alla fine chiedono a Kurpanya di recarsi a Uluru per cacciare da quei luoghi le genti Mala. Kurpanya parte e attraversa velocemente le dune sabbiose; alcuni riferiscono di avergli visto cambiare sembianze più volte mentre viaggiava: qualche volta sembrava un dingo, altre un uccello, altre ancora una lucertola, per trasformarsi nuovamente alla fine in un possente e malvagio dingo.

Arrivato a Uluru, Kurpanya si apposta dietro una duna; con occhio feroce, rivolge lo sguardo verso la cima per vedere dove erano i Mala e vede due donne e dei bambini in prossimità delle loro grotte, oltre agli uomini raccolti nello spiazzo adibito alle cerimonie. Kurpanya decide di attaccare prima l’area delle donne, ma qualcuno lo vede arrivare; era Lunpa, la donna dalle sembianze dell’uccello martin pescatore. Come vede Kurpanya lancia un grido d’allarme dicendo che ha visto qualcosa di demoniaco dalle parti della base della duna. Nello stesso istante in cui le donne e i bambini individuano l’intruso, iniziano a correre, terrorizzati, vero la inma degli uomini. Kurpanya li insegue e gli uomini lo affrontano coraggiosamente, ma alcuni uomini Mala vengono uccisi nel combattimento. Le tracce dei loro corpi sono visibili sulla parete nord di Uluru. Oltre ai corpi sono evidenti anche le impronte di Kurpanya nell’atto di inseguire i Mala attraverso le strettoie della sommità. Anche Lunpa, la donna martin pescatore, che è stata mutata in pietra per aver avvisato le altre donne, fa parte del panorama di Uluru. L’azione demolitrice di Kurpanya è proseguita inseguendo i Mala, che da allora non sono più ritornati a Uluru. Alcune voci raccolte nel sud dell’Australia raccontano di un inseguimento dei Mala anche in quelle aree; ma gli stessi Mala sostengono al contrario di essere stati aiutati dagli Emu Men, che hanno cacciato dalla loro zona il devil dingo chiamato Kurpanya, della tribù dei Mulga Seed.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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