Algeria. Il deserto che non ti aspetti

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Viaggi d’autore è l’appuntamento editoriale, a cura di Anna Maspero e degli autori di guide specializzati nelle diverse destinazioni, che nasce dalla collaborazione di Latitudes con l’editore Polaris, la “stella guida del viaggiatore” dal 1989. Da oltre 20 anni pubblica guide che si leggono come dei veri e propri libri, capaci di raccontare, incuriosire ed emozionare. Polaris è anche narrativa di viaggio e saggistica, con una serie di collane prestigiose per venire incontro a esigenze diverse e specifiche: “Le Stelle”, “Per le Vie del Mondo”, “Percorsi e Culture”, “Libri Fotografici” e “Polaris Romanzi”. Grandi viaggiatori, reporter, giornalisti e scrittori, tutti viaggiatori per vocazione, sono gli autori d’eccezione che vi condurranno su Latitudes alla scoperta di paesi e luoghi straordinari.

Perché visitare l’Algeria di Oriana Dal Bosco

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Il deserto nei pressi di Djanet

L’Algeria era già famosa fin dagli anni ’70 grazie al rally africano Parigi – Dakar e alla bellezza del suo deserto, ma fino ad anni recenti l’interesse dei viaggiatori era rivolto soprattutto al deserto libico. La zona del Tadrart algerino è geograficamente la stessa dell’Akakus libico, tanto che in alcuni testi si trova la dicitura Tadrart –Akakus per denominare quell’area geografica divisa dalla frontiera politica tra i due paesi. Nonostante la loro vicinanza e la somiglianza delle due zone, il Tadrart è l’Akakus elevato all’ennesima potenza: i colori della sabbia ne fanno un caleidoscopio difficilmente visibile altrove; decine e decine di siti di arte rupestre lo rendono un museo preistorico all’aria aperta con incisioni e pitture perfettamente conservate; i paesaggi cambiano come in una galleria di quadri… non ci si annoia mai! Sebbene nell’immaginario comune il deserto sia composto da dune e palme, in realtà quello misto è sicuramente più affascinante lasciando che la fantasia giochi a nascondino tra i picchi di roccia erosa e le dune di sabbia.

Algeria_AssekremOggi l’Algeria ha riaperto le sue porte al turismo, impegnandosi a rendere sicuro il territorio e investendo numerosi milioni di dinari in nuove strutture che nulla tolgono all’atmosfera genuina che chi ama il deserto ricerca nel viaggio, sia esso a piedi o in fuoristrada. L’Algeria è sempre stata attenta al suo patrimonio culturale e paesaggistico a differenza di tanti altri Paesi: il deserto algerino è un immenso parco naturale, diviso tra Tassili N’Ajjer (nella zona orientale) e Tassili Hoggar (in quella occidentale). Il primo è anche il sito Unesco numero uno del Paese, grazie alla sua straordinaria collezione di arte rupestre, unica al mondo. Per gli amanti della pace e della riflessione, visitare questa regione è un viaggio introspettivo tra le dune e le rocce erose dal vento, dall’acqua e dalla sabbia, in quello che è il deserto più spettacolare del mondo. 

Sei luoghi da non perdere

Djanet: la perla del Tassili, praticamente intatta nel tempo la sua immensa palmerie.

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Djianet

Tadrart: la zona più facile da visitare e anche la più affascinante.

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Tadrart

Taghaghart: con il capolavoro dell’arte rupestre sahariana, la vacheque pleure, un’incisione che risale ai tempi in cui il Sahara era ricoperto di fiumi e vegetazione.

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Taghaghart

Essendilene: un canyon scavato dal fiume omonimo a circa 80 km a nord di Djanet che termina con una guelta abitata da due famiglie di touareg.

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Essendilene

Ghardaia: l’oasi Mozabita, unica al mondo per la sua architettura.

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Ghardaia

Altopiano del Tassili: nasconde gioielli come sorgenti di acqua sulfuree (Imerouh), grandi fiumi ormai scomparsi, pitture e graffiti rupestri, i cipressi fossili di Tamrit, la città pietrificata di Sefar…

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Tassili N’ajjer

Itinerari

Sono numerosissimi gli itinerari possibili in queste regione sahariane, tanto è vasta la zona, non basterebbero mesi interi. Ci si muove sempre in jeep.

Partendo da Djanet visitare la zona dell’altopiano del Tassili vuol dire fare un trekking con gli asini che portano i bagagli e salire al secondo piano del deserto: necessari almeno 5 giorni, ma si può arrivare anche a 21 giorni per un itinerario completo.

L’itinerario di una settimana alla scoperta del Tadrart ha come punto di partenza l’oasi di Djanet: si possono effettuare trekking, passeggiate giornaliere o coprire tutto il percorso in fuoristrada.

Un altro bellissimo itinerario è quello che prevede la visita di luoghi più remoti e meno battuti dal turismo a nord di Djanet: Tasset, Timbetulet. Tamajert, l’erg Tihodaine. Una decina di giorni è il minimo per visitare questa zona ricca di pitture rupestri e con paesaggi molto diversi tra loro.

Tamanrasset e l’eremo dell’Assekrem con la zona dell’Hoggar: i paesaggi sono decisamente diversi ma per chi ama la montagna l’eremo di Pere de Foucauld è imperdibile.

Ghardaia e Timimoun sono due delle oasi del dell’Erg Orientale, molto diverse tra loro e soprattutto Ghardaia unica per la sua architettura e la sua cultura. In otto giorni si possono visitare con un circuito che comprende i villaggi più piccoli dei giardini della Saura, un fiume a carattere torrentizio lungo il cui corso, si sono sviluppati antichi ksur in fango.

Quando andare

I periodi migliori sono l’autunno e la primavera, quando le temperature notturne sono più alte e quelle diurne più basse. Dicembre e gennaio sono i mesi che normalmente vengono prediletti per i viaggi sahariani, ma negli ultimi anni le temperature registrate possono essere decisamente rigide e quelle notturne andare anche parecchi gradi sotto lo zero.

Testo e foto di Oriana Dal Bosco | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Leggi l’articolo: Algeria. Esperienze e conoscenze di Federico Formignani

Bibliografia

Umberto Sansoni, Le più antiche pitture Sahara

Henri Lhote, Alla scoperta del Tassili

Roger Frison Roche, Il richiamo dell’Hoggar

Fiabe tuareg, Edizioni Giunti

Hiller Philippe, Il Sahara raccontato ai ragazzi

Baistrocchi Massimo, Antiche civiltà del Sahara, Mursia Editore 

Biografia

Oriana Dal Bosco da un ventennio frequenta l’Algeria e per sette anni ha vissuto nell’oasi di Djanet. Collabora con la maggior parte dei tour operator italiani ed esteri per far conoscere le bellezze del Paese ed è impegnata con diversi progetti per promuoverne la cultura. Grande esperta di Sahara collabora con il centro di Studi Camuno di studi preistorici della Valcamonica, approfondendo l’arte rupestre sahariana. Fotografa e scrittrice, ha al suo attivo altre guide edite da Polaris (Cipro e Libia) e monografie archeologiche edite da Ananke sull’archeologia romana in Libia (Sabratha, Cirene, Leptis Magna).

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