Parchi Letterari: ‘Grazia Deledda’ e ‘Francesco Jovine’

Quinto appuntamento con i Parchi Letterari del Meridione d’Italia. Le regioni coinvolte questa settimana sono due: la Sardegna con Grazia Deledda e il Molise con Francesco Jovine. La scrittrice sarda, nata a Nuoro il 27 settembre del 1871 in una famiglia che lei stessa aveva definito ‘un po’ paesana e un po’ borghese’, è senza alcun dubbio una delle glorie letterarie d’Italia. Precoce talento, ha pubblicato il primo romanzo all’età di 21 anni. Trasferitasi a Roma nel 1900, ha scritto una trentina di romanzi, circa 400 novelle oltreché versi poetici, articoli, recensioni, traduzioni. Le è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura nell’anno 1926, dieci anni prima della sua morte. Francesco Jovine (Guardalfiera 1902-1950) è sempre stato molto legato al suo luogo di nascita, in provincia di Campobasso. Ha iniziato l’attività insegnando e dopo la laurea ha svolto attività giornalistica, ancora insegnamento a Tunisi e quindi a Roma, con la pubblicazione di diversi romanzi e racconti. Durante la guerra ha partecipato alla Resistenza, a Roma, dove è deceduto.

Parco Letterario ‘Grazia Deledda’ – Si può affermare con assoluta certezza che la splendida Sardegna ha cominciato ad essere conosciuta dalla gente proprio attraverso le opere di Grazia Deledda. Un’isola affascinante e misteriosa, all’epoca della nascita della scrittrice. Il Parco Letterario che le è stato dedicato consente di ripercorrere le tappe del suo viaggio, insieme umano e letterario, per avere l’opportunità di riscoprire le atmosfere e i caratteri forti e originali di una terra e di una cultura che la celeberrima autrice di Canne al vento, premio Nobel per il 1926, ha saputo esprimere con tanta profondità. Il Parco si sviluppa tra i paesaggi della Barbagia, della Baronia e del Nurcara; un percorso che unisce le coste dell’isola da oriente a occidente: Nuoro, luogo di nascita della scrittrice, con la vista del monte Ortobene, la Galte (Galtellì) di Canne al vento, Oronou (Orune) di Colombi e sparvieri, la Tibi (Bitti) del santuario del Miracolo, si presentano tra gli altipiani della Barbagia e le piane della Baronia, del Nurcara; tra scenari naturalistici preziosi, c’è la possibilità di rivivere i grandi temi della ricerca deleddiana: i pellegrinaggi nei santuari campestri, la Sardegna arcaica, le mille tradizioni locali. Le iniziative del Parco tendono ad unire percorsi tematici d’ispirazione letteraria a vere e proprie ‘immersioni’ nei sapori e nei riti antichi dell’isola. I luoghi di Grazia Deledda partono da Nuoro, la sua città, e comprendono i comini di Galtellì, Bitti, Orosei, Orune. In provincia di Sassari: Ittiri, Mara, Romana, Villanova Monteleone, Roccadoria.

Parco Letterario ‘Francesco Jovine’ – Il filo conduttore del Parco Letterario intitolato a Francesco Jovine (1902-1950) è il racconto della civiltà contadina: la fatica del lavoro nei campi, la religiosità mescolata alla magia, il sapere manuale, il sapore dei cibi. All’occhio del viaggiatore attento, il Molise conserva e offre intatte sensazioni di antico e i suoni, i colori, le cose, la natura – preservati dall’isolamento geografico – sembrano in molti luoghi assai simili a quelli descritti da Jovine. È una sorta di magia sommessa legata all’autenticità della terra e a quell’afflato umano che – nelle parole dell’Autore – ‘cattura ogni visitatore e lo rende protagonista di scoperte personali da raccontare’. Nel Parco, letteratura, storia, tradizioni e natura si compenetrano, traducendosi in iniziative culturali e turistiche concrete.

I luoghi legati all’opera di Jovine – a partire dal borgo natale di Guardalfiera – pongono all’attenzione del visitatore la cultura molisana come obiettivo centrale; una cultura con le sue ricchezze tradizionali, anche gastronomiche e artigianali, recuperate e offerte a chi pratica un turismo attento e desideroso di conoscenza. Itinerari archeologici, naturalistici, evocativi, sono a disposizione di tutti, L’opera di Jovine, la cui vita è stata troppo breve e il rimpianto di quanto avrebbe potuto ancora ‘dare’ con il suo lavoro dello ‘scrivere’ troppo vivo, rivivrà nelle rievocazioni per le strade del suo Molise e nelle rappresentazioni sceniche delle sue opere.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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