Varese, provincia in ascesa

A meno di un’ora da Milano, il Sacro Monte di Varese e Castelseprio sono due luoghi dell’anima che sormontano la città giardino. Testimonianza dei percorsi della fede e del potere longobardo in Italia, sono perfetti per un fuoriporta primaverile.

La rotta è in alto: fuori dal cliché che vede la Lombardia fare rima con pianura Padana,  si scopre una regione autentica, che alla metropoli tentacolare e ai grossi centri abitati votati al lavoro, contrappone paesaggi  intimisti, con ritmi slow.

Siamo sopra Varese, una  provincia ammantata di verde, dove le cime imbiancate delle Prealpi incorniciano placidi specchi lacustri: il Santuario di Santa Maria del Monte  è uno dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” eretti fra la fine del XV e il XVII secolo per chi non poteva recarsi in Terra Santa per svolgere il proprio percorso di fede.


I percorsi devozionali sono organizzati a tappe e si snodano lungo le pendici di alture, in cappelle o edicole inserite in contesti naturali e paesaggistici di rara bellezza e splendida posizione panoramica che riproducono in scala minore i luoghi e gli spazi della Nuova Gerusalemme in cui si erano svolti gli avvenimenti sacri.
Nel tempo sono diventati un punto di riferimento non solo per i fedeli ma anche per gli amanti dell’arte religiosa e delle vallate prealpine.

Un percorso di 14 Cappelle si snoda lungo due chilometri di strada acciottolata, considerato l’itinerario mariano più affascinante al mondo: il Sacro Monte di Varese ha visto in 300 anni 60 milioni di pellegrini giunti fin qui per devozione o per ristorare lo spirito che qui si nutre di natura e infinito.

Un altro luogo da scoprire è il Parco Archeologico di Castelseprio, col suo castrum, dal 2011 patrimonio dell’Umanità dell’Unesco che fa parte dei siti de “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”

Da vedere la Chiesa di Santa Maria Foris Portas, insieme all’Antiquarium, ospitato nel Conventino di S. Giovanni, e il Monastero di Torba, un bene del FAI sede in età longobarda di un convento di monache benedettine che, adibita ad oratorio e sepolcreto la torre difensiva, utilizzarono il monastero e l’annessa chiesa di Santa Maria fino al 1482.

A cura di Francesca Calò. Foto di Lucio Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

SFOGLIA IL MAGAZINE

 

 

Visto che sei arrivato qui…

... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Molte persone stanno leggendo Latitudes mentre le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo che il nostro giornalismo rimanga accessibile al nostro pubblico globale. I contributi dei nostri lettori ci consentono di mantenere questa apertura, in modo che tutti possano accedere a informazioni e analisi accurate ed indipendenti. Il giornalismo di approfondimento di Latitudes necessita di tempo, denaro e duro lavoro per produrlo. Ma lo facciamo perché crediamo che la nostra prospettiva sia importante, perché potrebbe anche essere la vostra prospettiva.

Se tutti quelli che leggono i nostri articoli aiutassero a sostenere la nostra attività, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Per un minimo di € 1, puoi supportare Latitudes e richiede solo un minuto. Grazie.