Ville e Giardini sul Lago di Como

Nel ‘giro d’Italia’ dedicato alle ville, palazzi, castelli di un certo pregio e di sicura fama in quanto abbinati a zone di verde ‘coltivato’ – per assurdo addirittura ‘coccolato’ – per farne un unicum di pregio e di attrattiva turistica, è il turno per questa settimana di tre località lombarde situate sulle rive del Lario, alias Lago di Como. La prima è a Cernobbio, poco oltre Como, lungo la strada detta ‘Regina’ che conduce all’alto Lario; la seconda località è Lenno che precede di poco la terza località, Tremezzina, entrambe situate a centro lago, di fronte alla punta che accoglie Bellagio e che dà inizio all’altro ramo del lago, quello che conduce a Lecco. Tre ville famose, con giardini altrettanto rinomati e molto visitati.

Villa d’Este, Cernobbio – La ‘storia’ di questa celebre dimora e dei suoi giardini può essere condensata nei ‘nomi’ di prestigio di chi l’ha posseduta. La costruzione risale all’anno 1568 su disegno di Pellegrino Tibaldi, detto ‘il Pellegrini’ e su commissione del Cardinale Tolomeo Gallio. A fine Settecento la villa viene acquistata dal marchese Bartolomeo Calderara per sua moglie, Vittoria Peluso. Nel 1815 cambio di proprietà con Carolina di Brunswick, principessa di Galles e moglie in seguito ripudiata del futuro re Giorgio IV d’Inghilterra; il nome ‘Villa d’Este’ si deve a Carolina. Nel 1856, per la prima volta, la struttura diviene hotel e acquisisce fama mondiale grazie alla zarina Maria Fedorowna, qui ospite dal 1868 al 1870; nel 1873, infine, diviene hotel di lusso, tra i più rinomati del mondo. Il giardino della Villa è d’impostazione cinquecentesca, con un pregevole ninfeo decorato a mosaico con ciottoli policromi: una grandiosità scenografica tipica del barocco romano. Mura e antichi fortilizi su un parco all’inglese risalgono a lavori fatti eseguire dalla contessa Peluso. Cipressi, abeti rossi, magnolie platani e allori sono tra gli alberi più diffusi; sono presenti inoltre vasti prati delimitati da bossi scolpiti a palla o dado.

Villa del Balbianello, Lenno – È una villa che si raggiunge meglio con un motoscafo, dato che è situata sull’estrema punta del piccolo promontorio che ospita il paese di Lenno. La costruzione risale alla fine del XVIII secolo, per volere del Cardinale Angelo Maria Durini. L’ultimo proprietario, l’esploratore Guido Monzino, nell’anno 1988 l’ha lasciata in eredità al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Il giardino è il vero capolavoro della villa, costruito su terrazze strappate alla roccia e pensato in funzione del lago e delle sue coste. È caratterizzato da romantici sentieri e dominato dall’elegante roccia a tre arcate che si staglia nel punto più alto. Platani, magnolie, lecci, cipressi e glicini accompagnano antiche statue; la visita è deliziata inoltre da ciclamini, rododendri, bucaneve, bordure di azalee. Un giardino settecentesco all’italiana, pur con le difficoltà di un substrato roccioso e l’aspra conformazione del terreno.

Villa Carlotta, Tremezzina – La villa è celebre sia per le raccolte d’arte conservate al suo interno, sia per il vasto giardino botanico che la circonda. Costruita negli anni attorno al 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici, che le ha dato anche il nome originario (Villa Clerici), è stata in seguito acquistata (1801) da Gian Battista Sommariva, all’epoca Presidente del Comitato di Governo della Repubblica Cisalpina. Personaggio molto noto a Milano e con profonda conoscenza del mondo dell’arte e degli artisti che ne facevano parte, il nuovo proprietario modifica gli interni della villa al fine di arricchirla con opere provenienti dalla sua collezione; operazione questa che dà lustro e notorietà alla villa, attirando l’attenzione di personaggi famosi quali StendhalLady Morgan e Flaubert. Nel 1843 la villa viene acquistata dalla principessa Marianna di Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia, che quattro anni dopo, nel 1847, la dona alla figlia Carlotta, da cui il nome odierno della Villa, in occasione delle nozze con Giorgio II, granduca di Sassonia-Meiningen. Con l’avvento della prima guerra mondiale, la villa, in quanto bene appartenente a cittadini di stati nemici, viene confiscata e attraversa un periodo di tempo piuttosto travagliato che si conclude nel maggio del 1927, quando si costituisce l’Ente Morale Villa Carlotta che tutt’oggi gestisce la villa e i giardini.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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