A Milano l’arte informale di Sonya Cipro

Fino alla fine del mese i colori vivi e ferventi dell’artista Sonya Cipro, sono esposti presso le Officine Coviello, in via Tadino 20, a Milano. La pittrice, 52 anni, pavese, inizia il suo percorso artistico da giovanissima, sperimentando il disegno a matita, la pittura su vetro e quella naturalistica. Recentemente introduce nel suo linguaggio espressivo colori pieni uniti dal laminato. Indaga nelle sue ultime opere gli elementi primordiali in parallelo ai sentimenti umani. La mostra “The Source of Life” è la prima vera e propria mostra personale in cui la pittrice espone i propri lavori appartenenti al filone espressionista.  Ispirandosi alla corrente dell’aggressività informale, propone un percorso nel quale il fruitore si sentirà coinvolto in una riflessione ispirata dal cammino visuale che troverà incipit per interpretazioni personali e confronti diretti con l’artista e le curatrici Sara Tansini e Irene Piantanida.

Nelle tele si evidenziano i primordiali elementi della vita, partendo dalla fusione della materia, il sole, sino ad arrivare alla creazione del genere umano che attraverso uno dei sensi può ammirare, contemplare e godere la bellezza del mondo, grazie alla purezza e alla forza dei colori usati per reinterpretare le forme dello spazio che ci circondano. Gli elementi naturali sono il parallelo dell’interiorità che può essere visionata attraverso la potenza espressiva della vista, tematica reinterpretata in “Electra”. Sonya Cipro rappresenta questo magnifico strumento umano con crudezza, ma al contempo con spettacolarità, quale osservatore del mondo e della sua interiorità.

L’arte informale nasce nel secondo dopo guerra per riversare sulla tela tutte le emozioni contrastanti derivanti dal difficile periodo storico appena passato. Colori vivi e ferventi stesi con arditezza, quasi aggressività, sono il simbolo di espressione della genesi della corrente informale. Con la seconda generazione, l’aggressività informale diviene mero pretesto visivo per indirizzarsi verso un’analisi cromatica delle forme primordiali. Lo stile è composto da epigoni informali che prendono ispirazione da tratti descrittivi. Il mescolarsi stilistico e formale diviene quindi il tratto distintivo che va a definire situazioni naturalistiche interpretate da gestualità fluide e tattili al medesimo tempo, grazie all’uso di acrilici declinati con differenti densità.

di Michele Focarete | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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