Lugano, la città degli adii



Le hanno detto addio gli anarchici alla fine dell’800 e Ivan Graziani in tempi più recenti. Lugano la città degli addii è invece una città accogliente e a misura d’uomo, che sprigiona un fascino irresistibile. E in tanti vi si trasferiscono.

Addio Lugano bella?

“Addio Lugano Bella” cantava nel 1895 l’anarchico Pietro Gori mentre veniva trasferito dalla città lacustre, dove si era rifugiato, a Basilea prima dell’espulsione dal territorio elvetico. Da allora i tempi sono cambiati e molto, e di addii proprio non se ne parla. Al contrario negli ultimi 50 anni Lugano ha vissuto una vera e propria esplosione demografica e urbanistica. Dei 60.000 abitanti al 31/12/2013, oltre 24.000 sono stranieri, pari al 40,18% e il 23% italiani. Numeri da tenere a mente quando si accusano i nostri vicini di xenofobia, se per noi il 3,5% di immigrati (4,5% includendo gli irregolari) costituisce già un problema.

Un cuore socialista

D’altra parte la Svizzera, e il Ticino in particolare pare una terra promessa: bassa disoccupazione, alti salari che consentono una vita tranquilla, protezioni sociali da noi inimmaginabili, una burocrazia agile, un fisco amico, che sposta il peso della tassazione dal lavoro al patrimonio e alle rendite – la famosa patrimoniale da noi tabù impronunciabile. Inoltre una continua informazione spiega ai cittadini dove e come i loro soldi vengono utilizzati. Cittadini che hanno modo di controllare e intervenire nella vita politica con una serie continua di referendum promossi sui temi più svariati, sia abrogativi, che propositivi.

La scala immobile

Sotto la spinta demografica il paese di case d’epoca e ville con giardino, molto simili nello stile architettonico a quelle del Lago di Como, ha lasciato il posto ad abitazioni più pratiche e squadrate. Che per penuria di spazi, si arrampicano ora sopra il comune limitrofo di Paradiso, soppiantando le viti fino alle prime rocce del Monte San Salvatore, proprio di fronte al golfo di Lugano. Oppure sulle pendici del Monte Bré, che domina Lugano da oriente, infoltendo i sobborghi di Viganello, Pregassona, Cureggia e Aldesago da cui si gode una vista straordinaria sul Ceresio e sul laghetto di Muzzano. Nei giorni limpidi si allunga fino al Monte Rosa.

Un quartiere verticale

Più sotto, in riva al lago il quartiere chic di Castagnola che, baciato dal sole nell’intero arco della giornata, ha visto il suo valore immobiliare schizzare alle stelle. Ormai è un quartiere verticale abbarbicato ai pendii ripidissimi del Brè: una parete continua di cemento e finestre, che più di un abitante ha deciso di abbandonare alla ricerca di zone più verdi e tranquille. Visto dal lago inganna, dato che sulle sponde si affaccia l’Heleneum una splendida villa degli anni ’30, ispirata al Petit Trianon di Versailles e sprofondata di cipressi, che ospita il Museo delle Culture.

Il centro fiabesco

Il fiume Cassarate separa l’omonimo quartiere, proseguimento di Castagnola, dal superbo Parco Ciani, ombreggiato da piante secolari e da aiuole di fiori scintillanti lungo la passeggiata a lago, segnata dallo starnazzare di anatre e cigni, che ne hanno colonizzato la riva. In centro al parco sta la storica Villa Ciani, anch’essa degli anni’30, che ospita esposizioni temporanee di alto livello, e la Fondazione Aligi Sassu che gestisce la ricca donazione del celebre artista alla città. Riva Albertolli e Riva Vela nascondono al lago e ai rossi pedalò dei turisti l’antico e nobile salotto cittadino, costituito da Piazza Riforma, con il municipio e i suoi palazzi ottocenteschi, animati dai dehor di caffè e ristoranti, un tempo ritrovo di personaggi celebri come Carlo Cattaneo, e sedi di banche – in città se ne contano 100. Da qui parte via Nassa, la Montenapoleone luganese, pedonalizzata come tutto il centro, su cui affacciano elegantissime boutique e flagstore dei re della moda e del lusso, italiani e francesi. Quasi del tutto estinti invece i negozi di alimentari di vicinato, sostituiti da catene di supermercati, che qui si chiamano Coop, Migros e Manor, presenti in ogni quartiere. Chi non può o non vuole permettersi le boutique del lusso, ma è affascinato dai capi firmati, punta su Mendrisio, a pochi km, dove c’è Foxtown, famoso shopping center che riunisce outlet di firme celebri a prezzi sorprendenti e attira bus organizzati anche da Milano.

Continua a leggere >>>

Sfoglia il magazineVai alle info utili

Visto che sei arrivato qui…

... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Molte persone stanno leggendo Latitudes mentre le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo che il nostro giornalismo rimanga accessibile al nostro pubblico globale. I contributi dei nostri lettori ci consentono di mantenere questa apertura, in modo che tutti possano accedere a informazioni e analisi accurate ed indipendenti. Il giornalismo di approfondimento di Latitudes necessita di tempo, denaro e duro lavoro per produrlo. Ma lo facciamo perché crediamo che la nostra prospettiva sia importante, perché potrebbe anche essere la vostra prospettiva.

Se tutti quelli che leggono i nostri articoli aiutassero a sostenere la nostra attività, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Per un minimo di € 1, puoi supportare Latitudes e richiede solo un minuto. Grazie.