A Vignola, nel mare dei ciliegi in fiore


C’è un fatto che senz’altro accomuna tutti quelli che come me sono nati a Vignola. Se riprendiamo gli album di fotografie di quando eravamo bambini, quei grossi album con le pagine adesive che vanno ingiallendo, troveremo uno stesso capitolo che si ripete di anno in anno, come fosse una mania dei nostri genitori. Accanto a Natale 1980, Pasqua 1980, vacanze etc, ci sarà l’immancabile Fioritura. Ogni anno le foto della fioritura. Anche adesso, che parafrasando Celentano “Là dove c’erano i ciliegi ora c’è una città”. Mamma e papà ci portavano nelle “basse”, la campagna attorno al fiume Panaro, ad ammirare quell’esplosione di luce che è l’arrivo della primavera, la nostra primavera coi ciliegi in fiore. Ok, attorno non c’è il monte Fuji ma il campanile dei paesi vicini, le torri del castello e le colline spaccate dai calanchi come cicatrici nel pane, tutte argilla, fossili e qualche moneta romana, per chi sa dove cercare. I fiori sono arrivati anche quest’anno, e dureranno una decina di giorni prima che il vento li faccia cadere. Andrò coi miei bambini sotto ai ciliegi più vecchi, quelli alti che servono scale da dieci metri. Prenderò la strada che sale sulle colline e costeggia il corso del fiume, sino a un pugno di cipressi. La primavera bianca riempie la valle e sparisce nel verde della pianura. Se sei fortunato, lo sguardo l’attraversa per intero fino alle Alpi. Farò le mie foto ed è uno spettacolo a cui non mi sono mai abituato.

Dal più di 40 anni noi vignolesi onoriamo la fioritura dei ciliegi con una grande festa, che quest’anno si terrà dal 22 marzo al 13 aprile. Mercatini, mostre, stand, conferenze, osterie sulla strada e gente che mangia ovunque, insomma di tutto, per esprimere il meglio della variegata anima cittadina. Anche se i momenti più attesi restano le sfilate dei carri allegorici, i “Carri fioriti”, accompagnati da bande e gruppi folcloristici di tutta Italia. Un carnevale in mezzo alla Quaresima, con ragazzi che dai carri lanciano caramelle e naturalmente fiori. Da bambini la sfilata era attesa come la fine della scuola, perché la mamma non ti negava la libertà di andartene da solo in mezzo alla folla, con due soldi in tasca per il primo gelato da passeggio. Chi non è della zona, ne approfitta anche per visitare il castello. Meglio, la Rocca di Vignola, orgoglio cittadino e unità di misura con cui i vignolesi giudicano i castelli degli altri. Dico chi non è della zona, perché durante il periodo della festa la Rocca è piuttosto affollata e la si visita con la guida, mentre nel resto dell’anno l’accesso è libero e per tutto il tempo che uno vuole, e ci si sente a casa. Si può salire fino alla torre più alta, la “Nonantolana”, e leggere un libro guardando la valle da un lato e i comignoli del centro storico dall’altro. ? il posto ideale per chi ha bisogno di una chiesa senza stare in Chiesa. I ragazzi ci vengono con la ragazza, i nonni coi nipoti, i visitatori esperti sanno che vicino a una certa finestra c’è il vecchio graffito di qualche sventurato prigioniero. Fantasmi, non che io sappia, ma le leggende non mancano. Pare esista un passaggio segreto sotterraneo che parte della Rocca e porta fuori dalla città, estrema via di fuga in caso d’assedio. Da cinquant’anni i bambini di Vignola l’hanno cercato invano.

Tanto per continuare a parlare di imprese, se i giovani vignolesi cercano un passaggio segreto, le loro mamme si litigano la ricetta di una torta. Da più di cento anni esiste la preziosa torta Barozzi, sontuosa meraviglia al cioccolato prodotta dalla pasticceria Gollini, in centro storico. Nessuno, a parte i gestori della pasticceria, conosce la ricetta e il procedimento di cottura della torta e ogni famiglia ha la propria imitazione, più o meno azzeccata. Così, i ristoranti della zona presentano nel menù, tra i dolci, una fetta di torta “tipo” Barozzi, servita con spuma di mascarpone. Quand’ero bambino era il dolce delle feste e si faceva bella figura a portarlo dagli amici, ma non si mangiava mai senza adeguata liturgia, che so io, per una merenda qualsiasi. Per la merenda dopo i compiti c’era il fac-simile di mia mamma, aspettando che maturassero le ciliegie con altra festa annessa: Vignola, è tempo di ciliegie, che ogni anno si tiene nel mese di giugno. E qui la scuola è finita davvero.

Testo e foto di Devis Bellucci RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM

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