[Letti per viaggiare] La moglie del colonnello: storia di un viaggio maledetto

Questa è la storia di un viaggio maledetto – Avana/Roma e ritorno – ma passando per gli inferi, e nel fondo di questi precipitando definitivamente. In un climax dell’anima e degli avvenimenti, emergono due ambientazioni antitetiche: da un lato la Cuba comunista, dittatura spietata in narrazione iperrealista, memore della peggiore Germania Est, dove le vita private sono massacrate insieme coi sogni dell’innocenza da un regime che è meno efficiente che stupido. Dall’altro Roma, in una visione, al contrario, filtrata attraverso il suo spessore millenario, l’estetica magica delle sue pietre accovacciate vive e dormienti su qualsiasi architettura, ogni mitologia evocatrice di passione, il cibo sensuale, l’eros fagocitante.

Entrambi questi luoghi, incipit e meta del viaggio della protagonista, saranno causa della rovina in cui verrà condotta, il tutto incorniciato dall’alito potente di un erotismo esiziale. Montaner, personaggio quasi leggendario dal Sudamerica all’Occidente, è abilissimo narratore, e – forte della sua eccezionale esperienza giornalistica e di storico cubano – mette a nudo l’orrore del castrismo, tanto sottaciuto dalle imbarazzate Sinistre europee. Ma pure dipinge l’affresco di un’anima per la prima volta e per caso uscita dall’Avana, e incapace di resistere al fascino viscerale di una Roma dall’eternità decadente benché mai decaduta.

Colpisce, in effetti, l’indugio eccessivo sui dettagli anatomico-sessuali della vicenda, quasi un’erotomania senile che in questi capitoli rischia di lasciare il lettore più annoiato che imbarazzato, ma forse anche questo fa parte di quel primitivo machismo ispanico che proprio qui si vuole magistralmente stigmatizzare. Rimane il coraggio di uno scrittore che ha dedicato la vita allo studio e alla denuncia di una delle peggiori mistificazioni della Storia, la rivoluzione cubana campione di liberticidio; e rimane soprattutto un romanzo potente (tradotto con sapiente sensibilità da Marino Magliani) che, al di là degli aspetti politici e sociali giocoforza emergenti, propone in controluce il pericolo per l’anima di uscire dal proprio traballante equilibrio quotidiano per affrontare il viaggio, vera confessione della più personale recondita intimità non oltre trattenibile, con conseguente crudele espiazione.

La moglie del colonnello | Carlos Alberto Montaner | Edizioni Anordest collana Célebres inéditos – 2012, pp. 215 | Euro 15,00

Testo di Andrea B. Nardi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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