Grecia. Meteore: sospesi tra cielo e terra



Il paesaggio appare surreale al cospetto degli alti pinnacoli che si elevano di alcune centinaia di metri sulla vasta pianura tessalica, come fossero stati espulsi dalla terra, dritti verso il cielo. L’occhio sale e la testa si reclina seguendo la silouhette di pietra arenaria, scossa, tagliata, incisa, graffiata, levigata dal tempo inclemente che la lavora da milioni di anni e ha reso Meteore uno spettacolo unico ed emozionante nel suo genere.



Queste falesie senza più un mare su cui affacciarsi sono solo all’apparenza un luogo impervio, ma riescono ancora a trasmettere il senso di isolamento che spinse alcuni monaci ortodossi a eleggerle luogo di preghiera e a edificarvi i famosi monasteri in posizioni inaccessibili, mimetizzati con la natura circostante. Infatti, è solo soffermandosi con lo sguardo che si scorgono i cenobi e la meraviglia si mescola con lo stupore.







Poggiati sulla sommità di alcune guglie, gli edifici ne coprono la totale superficie sfruttando talvolta l’irregolarità della pietra, così da sembrarne il naturale prolungamento. Pareti verticali e lisce di mattoni, con tetti spioventi e terrazze da cui sporgono ancora gli argani per issare i monaci nel passato procurano un brivido di vertigine. Tortuose e faticose scalinate incise nella roccia conducono oggi il visitatore verso la cima, mentre scorci sul panorama tutt’attorno rinfrancano il corpo e lo spirito.

Sulla vetta, col respiro che torna lentamente regolare, sospesi tra una terra fertile e un cielo infinito, è facile sentirsi in bilico tra il materialismo terreno e l’ascesi mistica. Quasi si comprende perché le spaccature di questi giganti di pietra divennero dei rifugi di preghiera, così speciali da farli ritenere il dono di una mano celeste e magnanima.





Oltrepassare il portone di ciascuno dei sei monasteri ancora attivi e visitabili significa entrare in un mondo di fervida religiosità, dove la scelta monastica è dedita alla ricerca spirituale. Un’immobilità quasi assoluta si percepisce nei piccoli spazi, dove la pace e il rispetto di regole ferree costituiscono la quotidianità. È la stretta osservanza dei valori ortodossi, come adesione agli insegnamenti di Gesù, a regnare sovrana.








Ogni angolo di Meteore sprigiona religiosità,
con le sue icone antiche e i manoscritti rari, gli abiti sacerdotali e le croci in legno finemente lavorate, breviari e oggetti di culto esposti in minuscoli musei. Monaci vigorosi con lunghe tuniche nere, si muovono fruscianti tra il cortile centrale, la chiesa e le stanze riservate, dove l’occhio estraneo non può entrare. Vivi affreschi in stile bizantino raccontano temi sacri e adornano le pareti delle piccole chiese, incombendo sul visitatore con una girandola di colori e immagini naif. Preziosi dipinti di santi vengono baciati da un’instancabile processione di pellegrini devoti, a testimoniare una fede dalle radici antiche oltre mille anni e ancora viva.




Testo e foto di Barbara Oggero

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