Francia. Camargue, il fascino sottile della solitudine

Quando il sole estivo lascia il posto ai cieli lattiginosi, la Camargue si svuota di turisti e libera tutto il suo fascino. Nel paesaggio fantasma anziani pescatori e voli di fenicotteri disegnano la magia di un posto unico.

 

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La cerata dell’anziano pescatore sventola sotto la pioggia fine, ma incessante. La sua barca con il fondo piatto scivola lentamente nelle basse acque di uno dei tanti emissari del Rodano, là dove l’acqua dolce del fiume incontra l’acqua salmastra del Mediterraneo. La pesca non deve aver dato i risultati sperati, perché buona parte del contenuto del cestone di plastica finisce sulla spiaggia. Granchi e piccoli pesci finiscono così sulla battigia.

E’ un occasione troppo ghiotta per i gabbiani e le garzette che da tempo seguivano la barca. In pochi attimi si accende la zuffa per accaparrarsi il boccone più prelibato. L’inverno in Camargue non deve essere facile, anche se mitigato da giornate dove il sole comincia a fare la sua apparizione. C’è un evidente differenza fra la calda estate e le brevi, fredde, giornate d’inverno. Non solo come temperatura ma soprattutto per la sensazione di solitudine che accoglie il visitatore nell’entrare in un paese come Les Saintes-Maries-de-la-mer. Non vi è anima viva, i negozi sono chiusi, le strade deserte. Sembra di essere in uno di quei paesi fantasma del Far West. Ma, come in tutte le cose, questo aspetto può rivelarsi positivo, se non ci si ferma alle prime affrettate considerazioni. Certo, abbiamo descritto la sensazione di abbandono e solitudine, e ci si può allora chiedere dove scoprire il fascino di una Camargue in questa stagione.

Basta realmente poco, semplicemente inoltrarsi un po’ fuori dal paese. La Camargue rivela tanti aspetti, che per essere scoperti, hanno bisogno da parte del visitatore solo di calma e tranquillità, come la lunga strada che porta al Faro di La Gacholle affascinante per la sensazione di solitudine e pace che l’accompagna, o le strade dell’entroterra dove, nei campi, si possono scorgere i caratteristici cavalli bianchi della Camargue, o i tori, di un profondo colore nero, attori principali di corride non cruente.

Questo girare senza fissa meta, scoprendo gli aspetti più caratteristici del paesaggio, fermandosi a rimirarlo dal ciglio della strada, od osservando l’involo di un airone in mezzo ad una palude, oppure chiacchierando con qualche contadino, fa sì che il viaggio non sia legato a ritmi usuali, proprio perché in questa stagione il numero ridotto di turisti può portare più facilmente a esperienze di questo tipo. Di tutti gli aspetti che possono affascinare il visitatore, quello della presenza dei fenicotteri rimane uno dei più suggestivi.

In questa stagione la loro presenza non è così numerosa come nel periodo estivo. La maggior parte degli individui deve ancora arrivare dall’Africa. Non è comunque difficile scorgerli fra le basse acque che circondano il paese di Saintes-Maries-de-la-mer, riuniti in gruppi di una quindicina di individui intenti a filtrare l’acqua per trarne nutrimento. In queste giornate uggiose il loro piumaggio così delicatamente rosa si confonde con lo il grigiore del paesaggio. Non sarebbero particolarmente attraenti, se non cominciassero ad allungare il collo ed estendere le ali, scoprendo così l’acceso rosso del dorso alare, in una sorta di parata nuziale.

Per un paio di minuti si assiste a una tripudio di colore, che appare e scompare, con i fenicotteri sempre più attenti a sincronizzare i loro movimenti. Un immagine classica che si ha, è quello di tanti fenicotteri in volo, disposti in lunghe file, quasi a voler disegnare il cielo. Si potrebbe pensare che questo spettacolo sia visibile solo d’estate. Ma non è così. Vi è un luogo dove si possono, oltretutto, ammirare anche da molto vicino, ed è il Parco Ornitologico di Pont de Gau a pochi chilometri dal paese di Saintes-Maries-de-la-mer. Qui in questa stagione, sembrano riunirsi la maggior parte dei fenicotteri della Camargue, tanto numerosa è la loro presenza negli stagni del Parco. La ragione è molto semplice.

Periodicamente, due o tre volte al giorno, viene dato loro del cibo e sono talmente tranquilli da perdere il loro naturale timore per l’uomo, a cui permettono di avvicinarli. Quando volge la sera, ci si può preparare ad assistere  al vero e proprio spettacolo che quotidianamente mettono in scena. Lentamente, come regolati da un orologio interno, si radunano in gruppi, e l’involo di uno o più individui dà il segnale di partenza. I vari stormi partono distanziati uno dall’altro, dirigendosi verso i siti dove passeranno la notte. Tra strepitii e battiti d’ali, dopo pochi minuti il cielo si riempie di questi splendidi uccelli. Tante lunghe file che lentamente scompaiono all’imbrunire. Anche questo è il fascino della Camargue.

Testo di Roberto Marcon Foto di Roberto Marcon, Maurizio Damonte e Parco Ornitologico di Pont de Gau

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