Lu Salentu, lu sole lu mare lu ientu

Ogni giorno è buono per andare avanti

e scegliere di camminare eretti.

Camminavamo sul filo

con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l’uovo

e sull’uovo il peso del cielo.

Quando le vacanze sono improvvisate, non puoi sapere cosa ti aspetta… ma forse è questo il bello del viaggio, scoprire socializzare, adeguarsi, confrontarsi e viaggiare. Così quattro amici all’alba del giorno più caldo dell’estate, presero macchina valige mignon, ombrellone e pazienza per andare alla scoperta del Salento. Sull’autostrada paesaggi e pensieri si susseguono in modo veloce, e l’afa di Milano è solo un lontano ricordo.

Dopo 13 ore passate in macchina si intrevede l’uscita Lecce, la nostra, e la mia stanchezza inizia a farsi sentire. Tra una ragione e l’altra l’entusiasmo non è dei migliori e circondarsi di amici non sarebbe una cattiva idea. Estate uguale divertimento a palla e zero imprevisti, invece la mia estate è stata divertimento mescolato con un kg di imprevisti e un pizzico di pace dopo la tempesta. In ogni caso mentre penso tutte queste cose e ora mi ritrovo a scriverle, finalmente sono a casa. A Santa Maria di Leuca è dove alloggiamo, villettina immersa in un insieme geometrico di case piatte, bianche, ordinate nel loro disordine. Dal terrazzo si intravede il mare. La voglia di vederlo all’istante è irrefrenabile, cosi indossato il costume andiamo alla prima spiaggia vicino casa, siamo a Marina di Guardiola, il paesaggio è rude, rocce alte metri e metri e metri che si spaccano sul mare blu scuro, la vista è cosi ampia che mi fa quasi impressione, impossibile restarne indifferenti. Chiaramente qui è impossibile fare il bagno e allora si ritorna a casa, a riposare davanti ad una buona birra e quattro chiacchiere e l’indomani cercheremo la spiaggia perfetta.

Il sole batte ed entra violento e caldo tra le fessure delle persiane arancioni della nostra camera, il silenzio della natura è talmente strano che le campane di mezzogiorno mi fanno trasalire e svegliano addirittura il dormiglione accanto a me. Devo ammetterlo, fare colazione in terrazzo con questo sole, cielo azzurro, e case bianche; non ha prezzo, ma dobbiamo sbrigarci e andare al mare. Prossima tappa la costa ionica. Torre San Giovanni e Torre Pali, sono a mio avviso carine, niente di speciale, carine. Il mare spettacolo di cui parlano tutti, non l’ho ancora visto. Passano i giorni e decidiamo di concludere il nostro percorso tra Lido Marini e Marina di Pescoluse ed ecco che qualcosa cambia, la sabbia è chiara e il mare quasi cristallino, peccato per le 20 mila famiglie che affollano la spiaggia, altrimenti questo sarebbe stato un posto da cartolina. Mare pulito, il sole c’è, il vento anche, ma la spiaggia è piccola e stretta, e quindi non è il posto migliore per stare incollati come sardine a prendere il sole.

Alla fine cosa posso pretendere in agosto non lo so nemmeno io… qualche giorno dopo, il resto della cricca milanese che abbiamo lasciato qualche settimana prima, si fa viva; e ci propongono una meta da sogno (cosi dicono): Porto Selvaggio, già il nome mi pare un programma; ed ecco che qui tutto mi pare diverso. Rocce frastagliate, grigio chiaro e marrone scuro, mare verde cristallino, più limpido di una piscina, giovani che sonnicchiano o amoreggiano sdraiati su amache tra abeti e pini che profumano di natura, tutto è cosi calmo e tranquillo che forse questo posto conquista una stellina nelle mie mete preferite da non perdere.

La stradina per arrivare a Porto Selvaggio è da fare a piedi, quindi dimenticate la macchina o la moto, e usate le gambe, dopo dieci minuti di camminata lo scenario sarà stupenfacente, una lunga discesa che finisce in mare. Passare tutta la giornata qui, fino all’imbrunire è inevitabile, e la sera ci concediamo una mangiata di pesce fresco. Cinque kg di cozze e un kg di mazzancolle qui le paghi al massimo 20 euro, che è quello che abbiamo speso in quattro persone. Il pesce te lo vendono ovviamente fresco, a prezzi onesti e più che ragionevoli, questo comporta grandi mangiate. Un’altra cosa che mi ha colpito, sono le sagre, che durano tutto il mese, e sono sparse bene per ogni città o comune salentino. Noi qualche sera dopo abbiamo partecipato alla Sagra dei Piatti Salentini, due primi, tra cui le famose orecchiette alla cime di rapa e le orecchiette al pomodoro, ricotta di pecora e pecorino; un panino con doppia carne; salsiccia e bistecca, le famose pittule; frittelle di pane ripieno con verdura o pomodoro, vino della casa e acqua, solo 8 euro a testa. E’ chiaro che conviene mangiare fuori che rimanere a casa. Poi le sagre sono belle, rimandano alle tradizioni di paese, e sono sempre accompagnate da ottima musica salentina, taranta o pizzica, e tutti ballano senza vergogna o freni con amici, fidanzati, parenti o sconosciuti, sotto un cielo stellato e pieno di odori nell’aria. Dopo sere passate tra sagre e mangiate di pesce, ci spostiamo sulla costa adriatica, e al contrario di quel che si dice; io qui trovo il paradiso. Frassanito, St. Andrea, Santa Cesarea Terme, posti a dir poco incantevoli, mare cristallino, spiagge bianche, poca gente, ecco il meglio che cercavo. Frassanito è la spiaggia più bella, a mio parere la mia preferita. Ha una costa caratterizzata per lo più da lunghe distese di sabbia con splendide dune alle spalle, salvo alcuni brevi tratti in cui lì dove termina la spiaggia (bagnasciuga) e inizia il battere delle onde ci sono degli scogli bassi a filo d’acqua. I piccoli passaggi nella macchia mediterranea portano, attraverso le dune, a degli affacci sul mare limpidissimo, ed è proprio per tutelare simili caratteristiche naturalistiche che è stata istituita la riserva naturale di Frassanito.

St. Andrea e Santa Cesarea Terme, sono invece rocce imponenti sul mare trasparente, che nascondono calette dove è più semplice appoggiarsi per prendere il sole. Ma il bello qui, è stare a mollo nell’acqua il più possibile. Questa parte della Puglia è come me la immaginavo, Salento uguale dancehall, musica reggae, giovani, culutre diverse che si mescolano, bancarelle, vacanza outdoor. Ed era questo quello che cercavo, una vacanza tra amici fatta di semplicità, divertimenti, un pizzico di pizzica, un piatto di orecchiette, un buon vino, e momenti d’amore. E allora capisci che puoi sdraiarti in spiaggia, con i piedi nell’acqua fresca, stringere la mano a chi ti sta vicino, guardare il cielo e sorridere.

Da sapere: – Il Salento è da girare, quindi non “infossatevi” in un singolo posto; ci sono meraviglie lungo la costa ovest e la costa est.

– è una terra ospitale, se volete una vacanza tranquilla con la dolce metà o con i vostri bambini, rimanete sulla costa ionica tra Santa Maria di Leuca e Gallipoli. Se desiderate partecipare ogni sera a concerti reggae o dancehall state nella costa adriatica, andateci con gli amici o con il vostro innamorato e vi assicuro che non ve ne pentirete.

– Conviene dormire in campeggio o in qualche masseria, e spostarsi di città in città in base a quello che volete visitare.

– Fate un salto alla Cava di Bauxite vicino alla Baia dell’Orte e ricordatevi che anche se il posto ispira, non è balneabile quindi evitate se non volete sorprese.

– Andate assolutamente a Otranto, visitate il castello, comprate un paio di ciabattine di cuoio dagli artigiani in paese, partecipate alle sagre dove potrete mangiare molto spendendo poco. Ballate la taranta, e provate a suonare la pizzica. Comprate i meloni in mezzo alla strada, sono sempre molto buoni. Perdetevi tra i campi di ulivi, e fatevi una risata. Sostenete l’economia locale, baciate il vostro amore, e telefonate ai vostri cari. Soprattutto divertitevi e assaporate tutto di queste terre che sono ancora molto legate alle tradizioni e molto accoglienti con chiunque arrivi nel loro paese.

Testo: Samantha Lamonaca    Foto: Nicolò Parsenziani janneno66@hotmail.com

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